Plagio e Arte: Jeff Koons e Ahmed Mater

Plagio e Arte

Il plagio nell’arte è un argomento spinoso. In questo articolo ho preso in considerazione due artisti e i diversi casi di plagio di cui sono stati protagonisti.

Banality

Nel 1988, Jeff Koons presentava al pubblico le sue opere “Banality” in 3 località diverse. Le mostre consistevano in una serie di sculture in porcellana e in legno, basate su fotografie e altri oggetti archetipici. Alcune delle sculture comprendevano personaggi famosi di un’epoca specifica (la Pantera Rosa e Odie, il personaggio di Garfield) e altre erano copiate da fotografie relativamente sconosciute. Koons, che ha creato tre edizioni di ogni pezzo, ha venduto le sue sculture nel tempo collezionando milioni di dollari e altrettanto costose azioni legali contro di lui.

Plagio e ArtePlagio e Arte

Anche se l’artista si è sempre appellato alla satira per scusare l’assenza di autorizzazione nell’utilizzo di opere altrui, non tutti hanno riso vedendo le sue opere.

Specialmente non hanno riso gli artisti che avevano originariamente creato il materiale del quale Koons si è appropriato senza permesso.

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Plagio e Arte: le cause

La “banalità” ha dato vita a 5 azioni legali, durate per decenni dopo le mostre. Koons ne ha perse 3, con l’accusa di aver violato il copyright: nessuno dei tribunali ha giudicato le sue opere parodistiche. Una deve ancora essere definita, mentre un’altra si è appena conclusa. Ma soprattutto per il mondo dell’arte, i casi prodotti dalla “banalità” mostrano risultati giudiziali che hanno contribuito a definire quando gli artisti possono e non possono utilizzare il lavoro degli altri per le proprie opere, impattando sulla legge sul diritto d’autore.

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String of Puppies (1988), è la semplice trasformazione da un’immagine bidimensionale in una scultura tridimensionale ed è stata completata con l’intenzione di essere una parodia. Ma i Giudici erano in disaccordo con l’argomentazione dell’artista e anzi hanno che il lavoro copiato deve essere, almeno in parte,“un oggetto della parodia, altrimenti non sarebbe necessario evocare l’opera originale”

Wild Boy and Puppy (1988), che riproduceva chiaramente un personaggio del fumetto di Garfield Jim Davis, è un altro caso perso da Koons.

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Di recente, nonostante gli anni, altre opere della serie “Banalità”, parte di una retrospettiva di Koons ospitata nel 2014 dal Centre Pompidou di Parigi, hanno provocato nuove controversie. All’arrivo della retrospettiva dell’artista in Francia, Koons è stato salutato con 2 cause legali: una sull’opera Fait d’Hiver (1988), che è in corso e l’altra sulla scultura intitolata Naked (1988).

In quest’ultimo caso, il giudice francese ha dato ragione a Jean-François Bauret, il fotografo francese defunto e derubato della foto base per la scultura di Koons.

I danni sono stati limitati solo perchè la scultura è stata rimossa prima di essere effettivamente messa in mostra al Pompidou.

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Nel 2017, Jeff Koons ha presentato la sua scultura Seated Ballerina (Rockefeller Center). I critici hanno subito sottolineato che era quasi identica alla statuetta di una ballerina di uno scultore ucraino relativamente conosciuto Oksana Zhnikrup.

Plagio di un’opera d’arte:  l’opera di Ahmed Mater – Magnetism (2012) copiata da Omega

Il plagio di un'opera d'arte

Segnalo un caso interessante di plagio (e rimando al sito dal quale ho estrapolato la notizia www.newsartnet.com e dal quale ho scaricato le immagini – Images via: Quotidien de l’Art). Magnetism di Ahmed Mater (2012) è l’emblema della nuova scena artistica che emerge dal Golfo.

Plagio di un’opera d’arte

La stampa acquaforte, che esiste in diverse versioni, consiste in un’immagine di un magnete a forma di cubo nero circondato da polvere acciaio a rievocazione poetica del pellegrinaggio alla Mecca (noto come Hajj) e di movimenti ondeggianti dei pellegrini intorno al suo edificio più sacro (il Ka ‘aba).

Gli orologi “Omega”, parte del gruppo svizzero Swatch, si sono appropriati del “Magnetismo” e, in una delle ultime campagne pubblicitarie, hanno sostituito la “Ka’ba” con un orologio “Seamaster Aqua Terra”.

Il Quotidien de l’Art riferisce che l’artista non ha accettato l’uso commerciale dell’immagine ed ha citato in giudizio il gruppo per violazione dei diritti d’autore e dei diritti morali, tramite uno studio legale di Parigi. L’autore ha chiesto 1.337.500 € di danni, oltre all’ingiunzione di inibitoria all’uso dell’ immagine in Francia.

L’artista, infatti, non avrebbe potuto autorizzare l’uso dell’immagine senza il consenso delle autorità saudite, dal momento che la blasfemia è un reato nel regno.

“Omega ha distrutto diversi anni di lavoro lasciando che il pubblico credesse che [Mater] stava prendendo in giro la religione in un paese nel quale esiste la polizia religiosa e dove la bestemmia è un reato, mettendo in tal modo l’artista e la sua famiglia a rischio” afferma Dutilleul-Francoeur, l’avvocato dell’artista.

Bastion Buss, responsabile della comunicazione del gruppo Swatch, ha replicato che la societa’ credeva che fosse all’interno diritti del gruppo di utilizzare l’immagine “per esaltare le proprietà antimagnetiche dell’orologio.” “Per la prima volta nella storia dell’orologeria, un orologio resiste campi magnetici superiori a 15.000 gauss, “ha detto. “E’ una vera e propria prodezza tecnologica.”

“Questo è esattamente ciò che stiamo dimostrando con la polvere d’acciaio che non puo’ avvicinarsi all’orologio, dimostrando la sua resistenza magnetica”, ha spiegato, aggiungendo che “le proprietà Antimagnetiche sono sempre state illustrate in questo modo in manuali di riferimento.”

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