Birkenstock e la tutela del design: quando il sandalo è un’opera d’arte

Birkenstock: i modelli delle sue scarpe sono opere d'arte?

Birkenstock e la tutela del design: quando il sandalo è un’opera d’arte

Leggi prima: Tutela del design: disegni, modelli e diritto d’autore →

Birkenstock produce sandali funzionali da oltre 250 anni. Nel 2025 ha deciso di trasformare i suoi modelli più iconici in qualcosa di più: opere d’arte protette dal diritto d’autore. È una scelta strategica che illustra perfettamente come le aziende del settore calzaturiero e fashion possono — e devono — pensare alla tutela IP in modo integrato.


Il caso: Arizona, Madrid, Boston e Gizeh come opere dell’ingegno

All’inizio del 2025 Birkenstock ha avviato una causa legale in Germania contro tre aziende concorrenti che copierebbero il design di quattro modelli storici: il sandalo Arizona, il Madrid, il Boston e l’infradito Gizeh.

L’argomento principale non è la contraffazione del marchio — le tre aziende non usano il nome Birkenstock né il logo. L’argomento è che il design di quei sandali è talmente riconoscibile e originale da poter essere considerato un’opera d’arte, tutelabile dal diritto d’autore indipendentemente dalla registrazione come disegno o modello industriale.

Se il tribunale desse ragione a Birkenstock, l’azienda potrebbe vietare a qualsiasi concorrente di produrre sandali con una forma sostanzialmente simile — una protezione potenzialmente molto più ampia di quella offerta da marchi e brevetti.


Perché la strategia è ambiziosa — e rischiosa

La tutela del design industriale tramite diritto d’autore è possibile in Italia e in Europa, ma richiede che l’opera abbia un valore artistico che trascenda la sua funzione pratica. Per un sandalo ortopedico con suola anatomica, dimostrare questo valore artistico non è scontato.

La giurisprudenza valuta elementi come: riconoscimento da parte di istituzioni culturali, esposizione in musei, premi di design, notorietà che supera la funzionalità del prodotto. Birkenstock ha qualche argomento: i suoi sandali sono stati esposti al MoMA di New York nella collezione di design permanente. Ma i tribunali tedeschi hanno già respinto un tentativo analogo nel 2024 davanti alla Corte regionale di Colonia.


Contraffazione e Amazon: il precedente

La battaglia di Birkenstock contro le copie non è nuova. Negli anni precedenti l’azienda aveva già affrontato il problema della contraffazione su Amazon, arrivando a interrompere i rapporti commerciali con la piattaforma negli USA nel 2017 e in Europa successivamente — sostenendo che Amazon non facesse abbastanza per rimuovere i prodotti contraffatti dal proprio marketplace.

Il caso sollevava una questione ancora aperta: fino a che punto un marketplace è responsabile per i prodotti contraffatti venduti da terzi sulla propria piattaforma? La risposta oggi, dopo il Digital Services Act europeo, è più chiara — le piattaforme hanno obblighi più stringenti di rimozione — ma il problema della contraffazione online nel settore calzaturiero rimane endemico.


Cosa insegna il caso Birkenstock

La tutela IP del design deve essere stratificata

Birkenstock dimostra che affidarsi a un solo strumento — il marchio, il brevetto o il diritto d’autore — non è sufficiente per un’azienda con prodotti iconici e un problema strutturale di contraffazione. La strategia efficace combina:

Marchio — tutela il nome, il logo e gli elementi grafici distintivi. Immediata e rinnovabile.

Disegni e modelli — tutela la forma specifica del prodotto per un massimo di 25 anni. Richiede registrazione preventiva.

Diritto d’autore — se il design ha valore artistico dimostrabile, offre tutela automatica e potenzialmente illimitata nel tempo. Ma è difficile da far valere in giudizio per prodotti industriali.

Segreto industriale — per i processi produttivi, le formulazioni dei materiali, i know-how non replicabili.

Registrare prima di lanciare

Il caso Birkenstock mostra anche un errore strategico frequente: i sandali più imitati sono modelli storici, creati quando la registrazione dei disegni e modelli non era una pratica sistematica. Oggi la regola è registrare il design prima del lancio — anche con il disegno modello comunitario non registrato (DMCNR), che offre protezione automatica per 3 anni dalla prima divulgazione nell’UE.

Il marketplace non è una zona franca

Chi vende prodotti con un design tutelato deve presidiare attivamente i marketplace — Amazon, eBay, ma anche i social commerce. I programmi come Amazon Brand Registry e eBay VeRO permettono di segnalare e rimuovere rapidamente le inserzioni contraffatte, ma richiedono che il marchio sia registrato.


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Avvocata specializzata in diritto d'autore, proprietà intellettuale e diritto dello spettacolo. A Roma dal 2003, lavoro con registi, produttori, musicisti e indipendenti — dalla fase di sviluppo fino alla distribuzione.

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