Format televisivi e loro tutela

I format televisivi come sono tutelati dal diritto d’autore? Quando un elaborato può essere qualificato come “format” televisivo?

Risponde alla domanda la sentenza del Tribunale di Roma del 27 Giugno 2019. Il caso ha riguardato l’ipotesi di un consulente editoriale esterno per un programma Rai che ha di sua iniziativa, scritto e proposto un progetto di una nuova linea editoriale del programma, mai realizzato.

La parte attrice ha invocato la tutela del proprio diritto d’autore quale ideatore della nuova versione del programma, sul presupposto che quest’ultima costituisse opera connotata da elementi di innovatività (nella struttura narrativa, nelle ambientazioni e nei personaggi) rispetto alla precedente, tali da far ritenere che ne fosse derivata la creazione di un nuovo “format” televisivo. Prova della circostanza si sarebbe dovuta desumere – secondo l’attore – dall’esame del documento (prodotto come documento nel fascicolo di parte attrice), denominato “Una nuova Linea Verde – Progetto editoriale – Approccio autorale”.

La parte convenuta ha invece sostenuto che con il progetto l’attore si fosse, da un lato, limitato a delineare un nuovo taglio editoriale della trasmissione, incidendo limitatamente sulla preesistente struttura del programma, dall’altro, non avesse comunque definito compiutamente lo schema della (asseritamente nuova) trasmissione con riferimento a plurimi aspetti di dettaglio, di talché il progetto non consentisse in ogni caso di procedere alla realizzazione della trasmissione sulla base di uno schema già definito.

Per il Tribunale, la qualificazione del “progetto” redatto dall’attore è stata preliminare ad ogni valutazione circa la fondatezza delle domande formulate, sul presupposto che esso fosse configurabile come un’ “opera” suscettibile di essere oggetto del suo diritto di autore.

L’orientamento che si sta consolidando nel tempo nella giurisprudenza della Corte di legittimità ed anche reiteratamente condiviso nelle pronunce della Sezione specializzata in materia di impresa del Tribunale di Roma è quello, secondo il quale “In tema di diritto di autore relativo a programmi televisivi, ai fini della configurabilità di un’opera dell’ingegno, pur potendosi prescindere da una assoluta novità e originalità di essa e nell’ambito di un concetto giuridico di creatività comunque soggettivo, è necessario, con riferimento al “format”, cioè all’idea base di programma quale modello da ripetere anche da altre emittenti o in altre occasioni ed in assenza di una definizione normativa, avere riguardo alla nozione risultante dal bollettino ufficiale della SIAE n. 66 del 1994, secondo cui l’opera, ai fini della prescritta tutela, deve presentare, come elementi qualificanti, delle articolazioni sequenziali e tematiche, costituite da un titolo, un canovaccio o struttura narrativa di base, un apparato scenico e personaggi fissi, così realizzando una struttura esplicativa ripetibile del programma” (cfr. in questo senso, la giurisprudenza già richiamata in sede cautelare: Cass. Sez. 1, Sentenza n. 3817 del 17/02/2010 e, da ultimo, negli stessi termini, Cass. sez. Sez. 1 – Sentenza n. 18633 del 27/07/2017).

Nel caso di specie, tali principi sono stati applicati tenendo conto del fatto che indiscutibilmente il programma già esisteva ed era connotato da alcuni aspetti identificativi rimasti costanti anche nelle successive edizioni, oggetto delle domande del ricorrente; in tale prospettiva, la verifica della sussistenza di elementi caratterizzanti un nuovo “format” deve essere operata in riferimento ai soli profili innovativi del programma eventualmente idonei a delineare lo stesso in modo diverso rispetto alle edizioni precedenti.

Alla luce dei richiamati principi, il Collegio ha ritenuto che difettasse nel “Progetto editoriale” redatto dal ricorrente la definizione compiuta di un “nuovo” programma televisivo, nei suoi elementi qualificanti, come enucleati nelle pronunce giurisprudenziali richiamate, rinvenendosi in esso al contrario, la mera indicazione di una nuova impostazione editoriale del medesimo, mediante l’indicazione di nuove soluzioni – quali, ad esempio, l’individuazione di un tema conduttore (per entrambe le edizioni del sabato e della domenica), cui fare riferimento nella presentazione dei temi da trattare, i quali costituivano, comunque, già oggetto della trasmissione nella versione antecedente: segnatamente, anche nella parte del progetto, nella quale sono tratteggiate con maggiore dettaglio, la “struttura editoriale della puntata” e la “struttura editoriale del servizio” come immaginati dal ricorrente, è dato rinvenire meramente un’illustrazione del tutto sommaria dell’impostazione delle puntate e dei singoli servizi del programma e piuttosto l’indicazione di indirizzi cui gli autori della trasmissione dovessero fare riferimento nella proposizione dei contenuti di essa (questi ultimi in gran parte sovrapponibili a quelli già trattati nelle edizioni precedenti).

Per tali ragioni, non si sono ravvisati nell’elaborato del ricorrente in esame i contenuti propri di un “format” televisivo, da un lato, sotto il profilo della compiutezza, poiché lo stesso recava meramente l’enunciazione allo stato embrionale dei contenuti della trasmissione destinati ad essere necessariamente sviluppati dagli autori di essa, con inevitabile rilevante contributo creativo da parte dei medesimi: e ciò si ritiene anche specificamente con riferimento all’idea di introdurre nell’ambito della trasmissione del sabato una rubrica dedicata alla “Cucina Urbana”, per la quale valgono le medesime considerazioni in ordine alla definizione soltanto vaga ed ipotetica delle modalità secondo le quali la stessa avrebbe dovuto essere impostata; del resto, è pacifico che non siano suscettibili di protezione alcuna, in base alla normativa del diritto d’autore, le mere idee che rimangano ad uno stato embrionale, che non siano state sviluppate dall’Autore in una compiuta forma rappresentativa.

D’altro lato, sotto altro profilo, perché non si è colto nel progetto, in quanto neppure incidente su alcuni elementi fondanti la struttura preesistente del programma (nucleo centrale del titolo, sigla, struttura narrativa di base, apparato scenico quest’ultimo itinerante sul territorio e personaggi), una portata innovativa tale da consentire di ascrivere al ricorrente l’ideazione di una diversa trasmissione televisiva.

A nulla rilevato, ai fini della qualificazione giuridica del lavoro svolto dall’Autore, la circostanza che il progetto negli scambi di mail intercorsi tra gli autori del programma fosse indicato quale “nuovo format” della trasmissione od anche il fatto che sulla piattaforma raiplay.it in ordine alla nuova edizione di Linea Verde, fosse stato scritto “il programma di RAI 1 che da oltre mezzo secolo racconta l’agricoltura italiana e le sue eccellenze, cambia format e raddoppia con due appuntamenti settimanali, il sabato e la domenica, sempre a partire dalle ore 12,20”, dato il tenore del tutto atecnico delle definizioni contenute nelle comunicazioni richiamate.

Per tali ragioni, non hanno trovato accoglimento le domande dell’attore fondate sul presupposto dell’individuazione nel caso di specie di un’opera suscettibile di tutela in base alla normativa sul diritto d’autore.

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