Il diritto d’autore ai tempi del Coronavirus

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Ai tempi del Coronavirus proliferano le iniziative online e non si ferma la creatività in tutti i campi, soprattutto quello tecnologico.

Le opere d’arte nei musei vengono digitalizzate per percorsi virtuali che puoi fare da casa (British MuseumPrado a Madrid e la Galleria degli Uffizi di Firenze). Con la stampa 3D si producono valvole per i respiratori in 24 ore, provocando le ire dell’azienda che detiene il brevetto.

Anche il diritto d’autore deve adeguarsi al Coronavirus e se prima cantare a squarciagola dal balcone di casa avrebbe provocato le ire del vicinato, adesso lo stesso vicino che neanche ti salutava o che in fretta si rinchiudeva in ascensore per non farti salire con lui, adesso sorride, si sente parte di una comunità che soffre e alla fine della performance, applaude. Un applauso prolungato e sentito.

Ma, a parte la reazione del vicinato che oggi giustamente applaude entusiasta, dal punto di vista del diritto d’autore, ci sono dei diritti che, in una situazione di normalità, dovrebbero essere presi in considerazione. Si tratta del diritto di comunicazione al pubblico. Diritto spettante all’autore e del pagamento del compenso all’autore, tramite la SIAE, per la licenza del medesimo diritto.

Lo stesso vale, bada bene, se proietti un film sul muro del condominio per allietare i tuoi vicini.

Un fan di DANDI scrive per avere delucidazioni in merito. “Gentile Avv. Claudia Roggero. Le scrivo per avere un breve consulto. Preso dallo spirito di solidarietà per l’emergenza creatasi a seguito della diffusione del Covid 19, nei giorni scorsi ho deciso di proiettare dei film d’annata (come Charlie Chaplin) sulla parete di un cortile condominiale, visibile da soli 6 appartamenti del condominio, due dei quali inabitati. La visione, pertanto, non è aperta al pubblico ma limitata a un numero ristretto di persone e avviene in un momento in cui le sale cinematografiche sono chiuse. Si tratta di un atto di solidarietà senza scopo di lucro fatto nei confronti dei vicini per alleviare questo triste momento di tensione e preoccupazione. Volendo continuare nei prossimi giorni con ulteriori proiezioni, mi domando se questo possa espormi a conseguenze sanzionatorie e, data la complessità della materia, se la questione è di pronta soluzione, mi rivolgo a lei per un gentile consiglio. Fiducioso in un suo riscontro. Cordiali saluti.”

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Sempre se non fossimo costretti a restare a casa per il Coronavirus, l’autorizzazione all’utilizzo di un’opera cinematografica può essere concessa solo da chi (persona fisica o giuridica) ne ha i diritti di utilizzazione economica. Di solito, quindi, dal produttore. Il permesso per utilizzare l’opera cinematografica va chiesto anche alla SIAE per il giusto compenso agli aventi diritto delle colonne sonore dei film.

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C’è anche da tenere presente che la legge sul diritto d’autore non considera “pubblica la esecuzione, rappresentazione o recitazione dell’opera entro la cerchia ordinaria della famiglia, del convitto, della scuola o dell’istituto di ricovero, purché non effettuata a scopo di lucro.” Quindi se nel vostro condominio vive la vostra famiglia, non avrete mai problemi: potete iniziare da subito il vostro cinema all’aperto!

Se ancora non ci credi ti riporto gli articoli della legge sul diritto d’autore. È un diritto esclusivo dell’autore di diffondere e mettere a disposizione del pubblico la sua opera con l’utilizzo dei mezzi di diffusione a distanza (art. 16 L.d.A.), quali la radio, la televisione, la comunicazione via satellite, la ritrasmissione via cavo; l’autore ha il diritto esclusivo di presentare la sua opera al pubblico. Il contenuto di questo diritto si concretizza nell’autorizzare e nel percepire un compenso per l’esecuzione, la rappresentazione o la recitazione comunque effettuate – sia a pagamento che gratuitamente – delle opere musicali, drammatiche, cinematografiche o di qualsiasi altra opera che possa costituire oggetto di pubblico spettacolo (art. 15 L.d.A.).

Un altro fan di DANDI scrive: “Siamo una compagnia teatrale di Cremona. In questi giorni di isolamento abbiamo creato una radio che di fatto è una conversazione su Skype registrata è caricata su YouTube con video e audio. Lo facciamo per compagnia. Non lo vediamo come un progetto stabile, ma nato dalle circostanze. Per il momento il video è nascosto e lo rendiamo visibile attraverso una condivisione del link con contatti personali. Stiamo realizzando due / tre trasmissioni alla settimana di 30minuti circa dove ci sono una o due musiche tutelate. Anche in questo caso immagino ci voglia una licenza giusto? Dove possiamo recuperarla? Immagino che la pubblicazione del link sui nostri social sia vietato giusto? Grazie per la sua competenza e per l’aiuto che riuscirà a darci.”

In questo secondo caso non c’è violazione di alcun diritto visto che i link sono condivisi solo tra pochi e non c’è comunicazione al pubblico. Se invece, prossimamente diventasse un progetto di web radio con trasmissione di musica e video, dovrebbe essere tutelato l’autore e pagata la SIAE.

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A proposito di SIAE, sul sito si trovano le proposte presentate al Mibact dal Mei per cercare di arginare i danni economici del Coranavirus. Per quanto riguarda invece Nuovo IMAIE stanzierà un Fondo COVID-19 a beneficio di tutti i soci e i mandanti diretti.

Noi di DANDI invece siamo sempre operativi in chat, con la nostra per niente invasiva newsletter e con i nostri social.

Vabbè ora ti lascio che devo andare alla finestra: è iniziato il flash mob. Oggi “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli e a seguire “Alba Chiara” grande classico di Vasco.

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