Marchio RF e Roger Federer: cosa succede quando finisce un contratto di sponsorizzazione?

ROGER FEDERER

Marchio RF e Roger Federer: cosa succede quando finisce un contratto di sponsorizzazione?

C’è una storia che ogni atleta, manager sportivo e avvocato dello sport dovrebbe conoscere. Protagonisti: Roger Federer, Nike, e due lettere — R e F — che valgono milioni. Una vicenda che ruota attorno a una domanda apparentemente banale: a chi appartiene il marchio costruito insieme durante un contratto di sponsorizzazione?

La risposta, come vedremo, non è affatto scontata.


Come nasce il logo RF: dall’idea di Mirka al marchio Nike

Il monogramma RF non è un’invenzione di Nike. L’idea originale viene da Mirka Federer, moglie del campione, che nel 2003 sviluppò un logo con le iniziali del marito per una linea di fragranze poi abbandonata. Nike riprese il concept, lo ridisegnò nella forma stilizzata oggi universalmente riconosciuta — una R e una F intrecciate — e nel 2008 lo depositò come marchio in decine di paesi, tra cui Stati Uniti, Unione Europea (n. 6819395), Svizzera, Argentina e Brasile.

Titolare delle registrazioni: Nike Innovate CV. Non Federer.

In oltre vent’anni di partnership il logo RF diventa uno dei simboli più riconoscibili del tennis mondiale, con un valore stimato intorno ai 27 milioni di dollari nel 2018. Poi, nell’estate di quello stesso anno, arriva la separazione: Federer lascia Nike e firma con Uniqlo un accordo decennale da circa 300 milioni di dollari.


Il problema: il marchio rimane a Nike

Con la fine del contratto di sponsorizzazione, il marchio RF resta di proprietà esclusiva di Nike. Federer si ritrova in una posizione paradossale: non può utilizzare le proprie iniziali senza rischiare di violare i diritti del suo ex sponsor.

Due anni senza il logo

Nike smette di commercializzare i prodotti RF, ma non cede il marchio. Il monogramma scompare dalla circolazione per quasi due anni — con la sola eccezione delle calzature, per le quali un accordo separato con Nike restava in vigore.

Il rischio concreto

Qualsiasi uso del monogramma da parte di Federer — o del nuovo sponsor Uniqlo — avrebbe potuto configurare una violazione dei marchi Nike. Al tempo stesso, Nike difficilmente avrebbe potuto usare il logo senza il consenso di Federer, pena accuse di inganno del pubblico e rischio di decadenza per uso ingannevole. Un vicolo cieco commerciale e legale.

Puoi verificare la situazione dei marchi registrati in Europa attraverso il database TMview o il portale dell’EUIPO.


La soluzione: cessione del marchio RF a Tenro AG

Nel febbraio 2020 le parti raggiungono un accordo stragiudiziale. Nike cede tutte le registrazioni del marchio RF — in ogni giurisdizione — a Tenro AG, la holding svizzera attraverso cui Federer gestisce il proprio portafoglio di asset IP. Le cifre della transazione restano riservate; gli esperti stimano che Federer abbia pagato una somma consistente per riacquistare qualcosa che portava il suo stesso nome.

Nel dicembre 2020 arriva l’annuncio: le iconiche RF cap tornano disponibili, questa volta in co-branding con Uniqlo in otto colorway. “The RF cap is back!”, scrive Federer sui social. Una piccola rivincita, non solo sportiva.


La lezione giuridica: chi deve essere titolare del marchio?

La vicenda Federer-Nike è diventata un caso di studio nel diritto dei marchi sportivi. Il punto critico non sta nella qualità della partnership — che fu lunga e fruttuosa — ma in una clausola mancante nel contratto di sponsorizzazione: quella sulla titolarità dei segni distintivi creati in corso di rapporto.

La struttura contrattuale corretta

Quando un marchio è strettamente legato all’identità di un atleta — nome, iniziali, immagine — la soluzione più tutelante è che l’atleta ne mantenga la titolarità e conceda allo sponsor una licenza esclusiva per la durata del contratto. In questo modo, alla scadenza, il marchio rimane dove dovrebbe essere: nelle mani di chi lo rappresenta.

Il precedente di On Running

Federer ha imparato la lezione. Quando nel 2019 è diventato socio e testimonial di On Running, i marchi “The Roger” e “Roger” sono stati registrati fin dall’inizio direttamente in capo a Tenro AG, con On che opera su licenza. Oggi, a distanza di anni dal ritiro (2022), il brand Federer continua a generare valore — e il controllo sulle registrazioni è parte integrante di quella strategia.


Cosa fare se sei un atleta o un personaggio pubblico

Che si tratti di un contratto con un grande brand o di una partnership locale, alcuni principi restano validi a qualsiasi livello:

1. Negozia la titolarità dei marchi prima di firmare. Se il tuo nome, le tue iniziali o il tuo volto fanno parte del deal, definisci subito chi registra e chi è titolare.

2. Considera la licenza come alternativa alla cessione. Puoi concedere al brand il diritto di usare il marchio senza cederne la proprietà.

3. Verifica cosa esiste già registrato a tuo nome. Prima di qualsiasi accordo, una ricerca nei principali registri marchi è il punto di partenza.

4. Pianifica la fine del rapporto prima dell’inizio. Le clausole post-contrattuali su marchi e immagine evitano le situazioni di stallo come quella vissuta da Federer.


Hai bisogno di assistenza nella revisione di un contratto di sponsorizzazione o vuoi registrare e proteggere i tuoi marchi? Scrivici: siamo un team di avvocati specializzati in diritto dello spettacolo, dell’entertainment e della proprietà intellettuale.

roger federer

roger federer uniqlo

Lo Studio Legale Dandi fornisce assistenza legale in Proprietà intellettuale. Dai un'occhiata ai nostri servizi oppure contattaci!

Avvocata specializzata in diritto d'autore, proprietà intellettuale e diritto dello spettacolo. A Roma dal 2003, lavoro con registi, musicisti e produttori indipendenti — dalla fase di sviluppo fino alla distribuzione.

Site Footer