Il produttore discografico

produttore discografico

La figura del produttore discografico o produttore musicale e la sua importanza per il successo (o fallimento) di un progetto musicale.

L’importanza del produttore discografico

Memphis, Tennessee. In un caldo luglio del 1953, un giovanotto di appena diciotto anni che di mestiere fa il camionista si ferma al n. 706 di Union Avenue, dove sta un piccolo studio di registrazione di nome Sun Records. Il proprietario è Sam Phillips, uno che da ragazzino aveva lavorato insieme ai genitori nei campi di cotone insieme ai braccianti afroamericani e il cui sogno di diventare avvocato penalista veniva infranto dalla Grande Depressione. Così si era ritrovato a fare il produttore musicale in un tempo in cui nessuno disponeva dei mezzi per registrare musica a casa propria. Il giovane entra e paga tre dollari e novantotto cents per cantare due canzoni e registrarle su un disco da regalare alla madre per il compleanno. Sam Phillips lo vede e gli chiede: “Come ti chiami ragazzo?” Alla risposta pensa: “Elvis…che strano nome”.

Molte volte abbiamo sentito parlare del produttore discografico nell’ambito musicale, una figura certamente importante, una volta centrale nel mercato della discografia e che oggi assume nuove vesti e si fonde in altri ruoli. Ma chi è e cosa fa esattamente una società produttrice discografica?

Sam Phillips, Elvis Presley at Sun Records.Photo: Michael Ochs Archive / Redferns

Produttori musicali

L’art. 78 della L.633/1941 (Legge sul Diritto d’Autore) dispone che

Il produttore di fonogrammi è la persona fisica o giuridica che assume l’iniziativa e la responsabilità della prima fissazione dei suoni provenienti da una interpretazione o esecuzione o di altri suoni o di rappresentazioni di suoni

La norma chiaramente ci fa comprendere che il produttore discografico è colui che mette a disposizione le apparecchiature necessarie alla fissazione del suono, quindi del brano musicale. Per fonogramma, infatti, si deve intendere il media portatore dei suoni. È un termine che abbraccia una serie molto ampia di mezzi, dalle incisioni sui supporti più tradizionali (es. dischi in vinile o nastri magnetici) fino alle forme dei file digitali. La prima fissazione del suono così ottenuta costituisce la registrazione originale cioè il cd. master. È interessante notare che questa prima fissazione del suono può consistere non solo in una registrazione diretta ma anche in una rappresentazione simbolica di suoni, ottenuta grazie alle tecnologie della comunicazione digitale (ad es. sequenze numeriche, memorie etc.). Pertanto non vi è un vincolo al supporto di tipo fisico.

I diritti del produttore discografico

Una volta compreso il compito del produttore discografico vi chiederete: quali diritti può vantare sulle registrazioni così ottenute?

Sempre la LdA dedica il Capo I del Titolo II ai Diritti del produttore di fonogrammi, inserendoli in quelli che vengono denominati diritti connessi. Sintetizzando l’art. 72 LdA, in seguito a un contratto sottoscritto con l’autore (il contratto discografico), sappiamo che il produttore discografico ha il diritto di autorizzare:

  • la riproduzione dei fonogrammi;
  • la distribuzione degli esemplari dei fonogrammi;
  • il noleggio e il prestito;
  • la messa a disposizione al pubblico;

Vediamo nello specifico i più importanti:

Il diritto di riproduzione ha ad oggetto la moltiplicazione delle copie, diretta (es. riversaggio della fissazione da un supporto a un altro dello stesso tipo) o indiretta (riproduzione tramite radiodiffusione, via internet o via cavo), temporanea o permanente, totale o parziale del fonogramma in qualunque forma o modo e con qualsiasi mezzo di duplicazione.

Il diritto di distribuzione  è il diritto di porre in commercio o far circolare a disposizione del pubblico, con qualsiasi mezzo o forma, il fonogramma o i suoi esemplari, ad eccezione delle copie destinate a uno scopo promozionale o didattico.

Per quanto riguarda la pubblica esecuzione dei fonogrammi nel contesto di emittenti radiofonici o televisivi, la Giurisprudenza di merito è conforme nel sostenere che tale diffusione equivale alla riproduzione del fonogramma di cui all’art. 72 LdA, anche quando essa avviene attraverso strumenti elettronici.

Seguendo gli stessi principi la Giurisprudenza ha ritenuto che l’utilizzazione senza consenso dei titolari dei diritti d’autore di un brano musicale come sigla di un programma televisivo, va inibita e obbliga al risarcimento del danno. Da tale pronuncia emerge un altro importante diritto del produttore discografico che è quello cd. di sincronizzazionecioè il processo di affiancamento del brano musicale a delle immagini video. Pensiamo alla colonna sonora di un film o alla musica di uno spot pubblicitario. Ogni qual volta si intenda sincronizzare un brano occorrerà chiedere l’autorizzazione al produttore di fonogrammi.

Quanto durano i diritti del produttore discografico sui master? La risposta è nell’art. 75 LdA che è stato oggetto di numerose innovazioni normative e che nella sua attuale formulazione prevede che la durata dei diritti del produttore fonografico è di cinquant’anni dalla prima fissazione. La norma specifica anche che se durante tale periodo il fonogramma è lecitamente pubblicato ai sensi dell’art. 12, comma 3, la durata dei diritti è di cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione. È considerata come prima pubblicazione (ai sensi del citato art.12 LdA), la prima forma di esercizio dei diritti di utilizzazione. Questo perché l’autore del brano musicale, al momento della stipula di un contratto scritto con il produttore discografico, cede a quest’ultimo proprio i diritti di utilizzazione economica sui master, mantenendo per sé i diritti morali d’autore che sono incedibili come per ogni opera creativa.

Come per gli autori dei brani musicali vi sono società di collecting che ripartiscono i diritti derivanti dalla riproduzione dei brani stessi (la più importante in Italia è SIAE), allo stesso modo esistono società intermediarie che hanno il compito di distribuire ai Produttori fonografici che ad esse hanno conferito mandato, i compensi per lo sfruttamento dei master. La società maggiormente rappresentativa da noi per questo scopo è la SCF (ex FIMI), la cui attività maggiormente consiste nella:

  • negoziazioni delle condizioni di utilizzo dei brani musicali;
  • riscossione dei compensi derivanti dallo sfruttamento dei brani tramite riproduzione radiofonica o televisiva, sia a scopo di lucro che gratuito;
  • ripartizione dei compensi agli aventi diritto;
  • assunzione di iniziative volte alla tutela dei propri soci e mandanti;

SCF assolve anche la gestione dei cd. nuovi diritti, ad esempio il webcasting, cioè la diffusione dei brani via web per il solo ascolto (streaming) o per la possibilità di riascoltare emissioni televisive o radiofoniche (on demand), oppure il downloading.

Timbaland

Ma come si è evoluta nel tempo la figura del produttore discografico e qual è la differenza, ad esempio tra produttore e producer?

Produzione discografica

Nel contesto della popular music, specialmente americana o inglese, alcuni produttori discografici iniziarono ad assumere un ruolo sempre più incisivo nella creazione vera e propria dei brani musicali e dei dischi composti dagli artisti. In questo senso allora, il produttore, oltre a curare le fasi di pre-produzione, tracking e mixing dei brani, assume il ruolo di vero e proprio arrangiatore, curando la veste sonora del progetto musicale. Ecco che nasce il ruolo del producer. Tra i più importanti possiamo citare Phil Spector o Brian Eno, Tony Visconti, Nile Rodgers, Trent Reznor, fino a Rick Rubin. Tra le figure di spicco in Italia pensiamo a Corrado Rustici (che vanta collaborazioni con artisti internazionali come Whitney Houston e Aretha Franklin, fino ai grandi del nostro pop come Zucchero o Negramaro).

Brian Eno, 1974

È però nell’ambito dell’hip-hop che il producer trova una posizione centrale, dal momento che si incarna nella figura del DJ o beatmaker, costruendo il beat (la base ritmica del brano) attraverso  tecnologie come le drum machine, nate nei primi anni ’80. È quello che facevano i pionieri dell’hip-hop cd. old school come Afrika Bambaataa, Grandmaster Flash, oppure, in tempi a noi più vicini, Dr. Dre o Timbaland.

Molto interessante è il fatto che il diritto statunitense riconosce al producer, e quindi all’arrangiatore, dei veri e propri diritti d’autore. Il loro, infatti, è assimilabile a un apporto creativo a tutti gli effetti che viene conferito a un determinato brano musicale o ad un intero progetto discografico. Nel diritto italiano gli unici titolari di diritti in questo senso sono solamente gli autori, i compositori dei brani.

Oggi, da parte degli artisti, c’è sicuramente la tendenza ad assumere in prima persona anche il ruolo di producer inteso in senso anglosassone, gestendo in prima persona sia le fasi di produzione relative al ruolo classico di produttore di fonogrammi, sia l’aspetto creativo che va oltre alla mera composizione. Nella trap, ad esempio, è fondamentale la conoscenza della strumentazione, dei software musicali e dell’idea di suono che si vuole ottenere.

Roland TR-808

Manager discografico

Questo è tutto o quasi tutto quello che c’è da sapere sul produttore discografico. Di certo non è la sola figura determinante dell’industria musicale e non sempre si muove esclusivamente nella direzione di cui abbiamo parlato fino ad ora. Molti produttori infatti hanno rivestito anche il ruolo di manager musicale, curando i rapporti non soltanto degli artisti ma anche facendo da intermediari in molte altre situazioni, come vedremo presto qui su Dandi Media.

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