In sintesi
In Italia “produttore esecutivo” indica due figure diverse. La prima è il professionista che gestisce la realizzazione del film per conto del produttore: budget, piano di lavorazione, contratti, rapporti con i partner. La seconda è l’impresa di produzione esecutiva, la società italiana che realizza in Italia un’opera straniera su commissione di un produttore estero e che può accedere al credito d’imposta dell’art. 19 della legge 220/2016.
In nessuno dei due casi il produttore esecutivo esercita, di regola, i diritti di utilizzazione economica dell’opera: per l’art. 45 della legge sul diritto d’autore spettano a chi ha organizzato la produzione. L’executive producer delle produzioni angloamericane è invece un credito dal contenuto variabile, che va definito nel contratto.
Il produttore esecutivo compare nei titoli di coda di quasi ogni film o serie, eppure il suo ruolo viene frainteso anche nel settore. Non è il produttore che organizza e finanzia l’opera, e non è il direttore di produzione che governa il set: è chi traduce le decisioni del produttore in operazioni concrete, tenendo insieme budget, tempi, contratti e persone. E quando il termine passa dall’inglese all’italiano, o dal set alla legge cinema, cambia di significato.
Cosa fa il produttore esecutivo
Il produttore esecutivo agisce per conto del produttore e ha la responsabilità operativa del progetto. Le sue funzioni principali sono:
- Gestione del budget: controlla che le spese rispettino il piano finanziario approvato, autorizza i pagamenti entro i limiti stabiliti dal contratto, monitora gli scostamenti e ne riferisce al produttore.
- Pianificazione: costruisce e aggiorna con il direttore di produzione il piano di lavorazione, gestisce le priorità in caso di imprevisti e coordina i tempi con post-produzione e consegna.
- Contrattualistica operativa: negozia e firma i contratti con cast, troupe, fornitori e location, su mandato del produttore e nei limiti da questi definiti.
- Rapporti con i partner: è l’interlocutore operativo di coproduttori, Film Commission, broadcaster e fondi pubblici durante la lavorazione.
- Adempimenti: verifica che la produzione rispetti i requisiti per il tax credit, le condizioni dei contratti con i fondi pubblici, gli obblighi assicurativi e la normativa sul lavoro nel settore audiovisivo.
→ Approfondimento: Budget del film: come si costruisce e cosa contiene
Executive producer e impresa di produzione esecutiva
Chi cerca “cosa fa un executive producer” e chi cerca “produttore esecutivo” spesso non sta cercando la stessa cosa.
Nelle produzioni angloamericane executive producer è un credito, non una funzione predefinita. Può indicare il finanziatore principale, il rappresentante della rete o della piattaforma, l’autore o il titolare dei diritti dell’opera da cui il film è tratto, oppure un nome noto che sostiene il progetto sul mercato. Il credito da solo non dice nulla sui poteri e sui diritti di chi lo riceve: lo dice il contratto.
Nella legge cinema italiana, invece, la produzione esecutiva è un’attività d’impresa: la società italiana che, su commissione di un produttore estero, organizza e realizza in Italia le riprese o la lavorazione di un’opera che non ha la nazionalità italiana. In questo caso il produttore esecutivo non è una persona ma una società, e il rapporto con il committente estero è un contratto di servizi.
Produzione esecutiva di opere straniere e tax credit
L’art. 19 della legge 220/2016 riconosce un credito d’imposta alle imprese italiane di produzione esecutiva e di post-produzione per la spesa sostenuta sul territorio nazionale nella realizzazione di opere audiovisive straniere, su commissione di produzioni estere e con manodopera italiana o dello Spazio economico europeo. È il cosiddetto tax credit internazionale, lo strumento con cui l’Italia attrae le produzioni estere.
Aliquote, massimali, costi ammissibili e procedura (richiesta preventiva e richiesta definitiva) sono fissati dal decreto attuativo del Ministero della Cultura e dai provvedimenti della Direzione generale Cinema e audiovisivo, che apre ogni anno le sessioni di presentazione delle domande. Sono regole che cambiano spesso: prima di costruire il piano finanziario di una produzione straniera in Italia vanno sempre verificate nella versione in vigore.
Dal punto di vista contrattuale, il contratto tra committente estero e impresa di produzione esecutiva deve coordinarsi con il tax credit: chi presenta la domanda e ne sopporta il rischio, come si riflette il credito sul prezzo dei servizi, chi conserva la documentazione di spesa, cosa succede se il credito viene ridotto o revocato.
→ Approfondimento: Tax credit cinema · in inglese, per i produttori esteri: Italy film tax credits
Differenza con il produttore cinematografico
La distinzione è giuridica prima ancora che pratica.
Per l’art. 44 della legge sul diritto d’autore sono coautori dell’opera cinematografica l’autore del soggetto, l’autore della sceneggiatura, l’autore della musica e il regista. L’art. 45 attribuisce invece l’esercizio dei diritti di utilizzazione economica dell’opera a chi ha organizzato la produzione: il produttore. È il produttore, quindi, a sfruttare economicamente il film, a firmare con distributori e broadcaster, ad accedere al tax credit e a rispondere della produzione davanti a finanziatori e istituzioni.
Il produttore esecutivo gestisce la produzione per conto del produttore, sulla base di un mandato contrattuale. La sua autorità è delegata: può firmare contratti nei limiti che il produttore gli ha attribuito, ma non dispone dei diritti sull’opera e non può impegnarlo verso terzi oltre le deleghe ricevute. In pratica, se il film genera ricavi, li incassa il produttore, salvo diverso accordo.
→ Approfondimento: Il produttore cinematografico: diritti, ruolo e contratti
Differenza con il direttore di produzione
Il direttore di produzione è il responsabile operativo della lavorazione: gestisce la logistica quotidiana delle riprese, coordina i reparti tecnici, sovrintende a trasporti, location e servizi e controlla il rispetto del piano giornaliero.
La catena tipica va dal produttore al produttore esecutivo e da questo al direttore di produzione; nelle produzioni più strutturate tra i due si colloca spesso l’organizzatore generale. Il direttore di produzione non rappresenta il produttore e lavora sul set; il produttore esecutivo ha una visione sull’intero progetto, dalla preparazione alla consegna, e gestisce relazioni che vanno oltre il set.
→ Approfondimento: Il direttore di produzione nel cinema
Il produttore esecutivo ha diritti sull’opera?
Di regola no. Svolgere le funzioni descritte non fa acquisire alcun diritto sull’opera, il cui sfruttamento economico resta al produttore ai sensi dell’art. 45 LDA. Ci sono però situazioni in cui il produttore esecutivo può avere diritti:
- Attribuzione contrattuale espressa: il contratto con il produttore gli riconosce diritti su determinati territori o finestre di sfruttamento, oppure una partecipazione agli utili.
- Rappresentanza di un coproduttore: se agisce per una società coproduttrice, i diritti non spettano a lui come persona ma alla società, nella quota prevista dall’accordo di coproduzione.
- Apporto creativo: in casi eccezionali, se ha contribuito come autore del soggetto o della sceneggiatura, può avere diritti d’autore in quella veste. Sono situazioni da regolare per iscritto, per evitare contestazioni.
La regola pratica è semplice: se non è scritto nel contratto, il produttore esecutivo non ha diritti sull’opera.
Il contratto: clausole essenziali
Se l’incarico è affidato a un professionista, il rapporto si formalizza di solito con un contratto d’opera (art. 2222 c.c.); se è affidato a un’impresa, come nella produzione esecutiva di opere straniere, con un appalto di servizi (art. 1655 c.c.). Le clausole da definire con precisione sono:
- Oggetto e perimetro dell’incarico: quali funzioni sono affidate al produttore esecutivo e quali restano al produttore. Un perimetro vago è la causa più frequente di conflitti in lavorazione.
- Poteri di rappresentanza e firma: per quali contratti può firmare in nome del produttore e fino a quale valore; oltre una certa soglia serve l’approvazione preventiva del produttore.
- Limiti di spesa autonoma: fino a quale importo può autorizzare pagamenti senza approvazione. È uno dei punti più delicati nella gestione del budget.
- Compenso: fee fissa, a milestone o mista, con le regole di pagamento in caso di interruzione della produzione.
- Riservatezza: obbligo di non divulgare informazioni finanziarie, contrattuali e di produzione, durante e dopo l’incarico.
- Risoluzione: quando il produttore può revocare l’incarico e con quali conseguenze economiche. Nelle produzioni con fondi pubblici o tax credit, la sostituzione del produttore esecutivo va verificata rispetto agli impegni presi con gli enti.
- Proprietà intellettuale: conferma espressa che il produttore esecutivo non acquisisce diritti sull’opera e che i materiali prodotti nell’incarico appartengono al produttore.
→ Approfondimento: Contratti cinematografici e opzione
Il produttore esecutivo nelle coproduzioni
Nelle coproduzioni internazionali ogni coproduttore è titolare di diritti in proporzione alla propria quota, e la gestione operativa è di regola affidata al coproduttore maggioritario o, per le riprese nel suo territorio, a ciascun coproduttore. Il titolo di produttore esecutivo può allora indicare la persona che un coproduttore, spesso minoritario, designa per seguire la lavorazione: controlla l’impiego dei fondi, verifica il rispetto dell’accordo di coproduzione e rappresenta il coproduttore nei rapporti con il maggioritario.
Nell’accordo di coproduzione vanno definiti con chiarezza i poteri di questa figura, gli eventuali diritti di veto su decisioni rilevanti e il modo di risolvere i conflitti, per evitare blocchi in lavorazione. E vale anche qui la regola del credito: il titolo nei titoli di coda non sostituisce la ripartizione dei diritti, che si legge solo nell’accordo.
→ Approfondimento: Coproduzione cinematografica: struttura legale e contratti
Domande frequenti
Cosa fa il produttore esecutivo nel cinema?
Gestisce operativamente la realizzazione del film per conto del produttore: budget, piano di lavorazione, contratti con cast, troupe e fornitori, rapporti con partner e fondi pubblici. Agisce su mandato, nei limiti di spesa e di firma fissati dal contratto, e di regola non esercita diritti sull’opera.
Cosa significa executive producer?
Nelle produzioni angloamericane executive producer è un credito che può indicare il finanziatore, il rappresentante della rete o della piattaforma, il titolare dei diritti sull’opera originale o un nome che sostiene il progetto sul mercato. Non corrisponde necessariamente al produttore esecutivo italiano: il contenuto del ruolo dipende dal contratto.
Cos’è un’impresa di produzione esecutiva?
È la società italiana che realizza in Italia, su commissione di un produttore estero, un’opera audiovisiva che non ha la nazionalità italiana. Per la spesa sostenuta sul territorio nazionale può accedere al credito d’imposta previsto dall’art. 19 della legge 220/2016, alle condizioni fissate dal decreto attuativo del Ministero della Cultura.
Qual è la differenza tra produttore cinematografico e produttore esecutivo?
Secondo l’art. 45 della legge sul diritto d’autore, l’esercizio dei diritti di utilizzazione economica dell’opera cinematografica spetta a chi ha organizzato la produzione, cioè al produttore. Il produttore esecutivo gestisce la produzione su mandato del produttore e non esercita questi diritti, salvo diverso accordo.
Il produttore esecutivo ha diritti sull’opera?
Di regola no. Può acquisirli solo se il contratto glieli attribuisce, se agisce come rappresentante di una società coproduttrice (e allora i diritti sono della società) o, in casi eccezionali, se ha dato un apporto creativo riconoscibile come coautore. Gli autori dell’opera cinematografica sono quelli indicati dall’art. 44 della legge sul diritto d’autore.
Con quale contratto si formalizza il rapporto con il produttore esecutivo?
Con un contratto d’opera (art. 2222 c.c.) se l’incarico è affidato a un professionista, o con un appalto di servizi (art. 1655 c.c.) se è affidato a un’impresa. Il contratto deve definire oggetto, poteri di firma, limiti di spesa, compenso, riservatezza, risoluzione e assenza di diritti sull’opera.
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Link utili
| Argomento | Dove |
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| Coautori dell’opera cinematografica (art. 44 LDA) | Normattiva |
| Diritti del produttore (art. 45 LDA) | Normattiva |
| Tax credit per opere straniere (art. 19 L. 220/2016) | Normattiva |
| Bandi e sessioni tax credit | DG Cinema e audiovisivo |
| Tax credit cinema | DANDIpedia |
| Budget del film | DANDIpedia |
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