L’eredità di Ornella Vanoni: cosa succede ai diritti d’autore

Eredità e diritti d'autore: cosa succede alle royalty dopo la morte di un artista eredità ornella vanoni

In sintesi

Dopo la morte di un artista, i diritti d’autore sulle opere che ha scritto durano ancora 70 anni, calcolati dal 1° gennaio dell’anno successivo: per Ornella Vanoni, scomparsa il 21 novembre 2025, fino al 31 dicembre 2095. Si trasmettono per testamento o per successione legittima e, salvo diversa disposizione, restano indivisi tra gli eredi per tre anni.

Per una grande interprete come Vanoni, però, il diritto d’autore copre solo i brani di cui era coautrice. Sulle canzoni scritte da altri gli eredi hanno i diritti connessi come artista interprete, che durano 70 anni dalla pubblicazione di ciascuna registrazione. I diritti morali li difendono i familiari indicati dalla legge, e le royalty percepite per successione sono tassate sull’intero importo, senza la deduzione forfettaria che spetta all’autore.

La scomparsa di Ornella Vanoni, il 21 novembre 2025 a Milano, ha riportato l’attenzione su una domanda che riguarda tutti gli artisti: cosa succede ai diritti d’autore dopo la morte? Chi li eredita, per quanto tempo continuano a produrre reddito, come vengono tassati. Il suo caso è utile anche per un altro motivo: mostra la differenza, spesso ignorata, tra i diritti di chi scrive una canzone e quelli di chi la interpreta.

Il caso Vanoni: il patrimonio che non si vede

Per anni sui media è circolata la cifra di un patrimonio da 118 milioni di euro, che la stessa Vanoni aveva smentito con la sua ironia. La cifra in sé conta poco. Conta che una carriera di quasi settant’anni, con decine di milioni di dischi venduti, lascia un patrimonio che non si vede nei conti correnti e negli immobili: i diritti sulle opere e sulle registrazioni, che continuano a produrre reddito ogni volta che una canzone passa in radio, in streaming, in un film o in una pubblicità.

Non entriamo nel merito della sua successione, che riguarda la famiglia. Il caso serve a capire come funzionano le regole, e quelle regole valgono per qualsiasi artista, famoso o no.

Autore o interprete: due diritti diversi

Il diritto d’autore spetta a chi ha scritto il testo e la musica di una canzone. Il diritto connesso dell’artista interprete spetta a chi la canta o la suona, e riguarda le sue esecuzioni registrate. Poi ci sono i diritti del produttore discografico sul master, cioè sulla registrazione, che di solito appartiene all’etichetta.

Per una cantante che ha interpretato soprattutto brani scritti da altri, la distinzione è decisiva. Sulle canzoni scritte da altri autori, il diritto d’autore va a quegli autori e ai loro eredi, e la sua durata dipende dalla data della loro morte, non da quella dell’interprete. Agli eredi dell’interprete spettano i diritti d’autore sui brani di cui era coautrice (per testo o musica) e i compensi da artista interprete per l’utilizzo delle sue registrazioni, riscossi tramite gli organismi di gestione collettiva degli artisti come il Nuovo IMAIE.

→ Approfondimenti: I diritti connessi · Royalties musicali: master, publishing, streaming e sync

Quanto durano i diritti dopo la morte

Per l’art. 25 della legge sul diritto d’autore, i diritti di utilizzazione economica durano per tutta la vita dell’autore e per 70 anni dopo la sua morte. L’art. 32-ter precisa che il termine si calcola dal 1° gennaio dell’anno successivo alla morte: per un autore scomparso nel 2025, la protezione dura fino al 31 dicembre 2095. Per le opere scritte a più mani si guarda alla morte dell’ultimo coautore sopravvissuto.

I diritti connessi dell’artista interprete hanno una durata diversa: per le esecuzioni registrate su fonogramma pubblicato, 70 anni dalla pubblicazione della registrazione (art. 85 LDA). Ogni registrazione ha quindi la sua scadenza, legata all’anno in cui è uscita e non alla morte dell’artista.

Scaduti i termini, le opere entrano nel pubblico dominio e possono essere usate senza autorizzazione né compensi per il diritto d’autore. Restano però protette le registrazioni ancora coperte dai diritti connessi: una canzone in pubblico dominio non rende libero il master di chi l’ha incisa.

→ Approfondimenti: Quanto dura il copyright · Il pubblico dominio

Chi eredita i diritti

I diritti di utilizzazione economica si trasmettono come gli altri beni del patrimonio: per testamento o, in mancanza, secondo le regole della successione legittima del codice civile, che chiamano anzitutto il coniuge e i figli, poi ascendenti, fratelli e sorelle e gli altri parenti nell’ordine previsto dalla legge. Il testamento permette di fare scelte più precise: attribuire i diritti su determinate opere a persone diverse, o separare i diritti per tipo di utilizzo.

La legge sul diritto d’autore aggiunge una regola specifica. Per l’art. 115, se l’autore non ha disposto diversamente, i diritti di utilizzazione restano indivisi tra gli eredi per tre anni dalla morte, salvo che il giudice, su richiesta di un coerede, autorizzi per gravi ragioni la divisione immediata. Trascorsi i tre anni, gli eredi possono decidere insieme di mantenere la comunione. Nel frattempo i diritti si gestiscono in comune, e ogni decisione su licenze e autorizzazioni richiede un accordo tra i coeredi.

Per un artista con un catalogo rilevante, è proprio qui che la mancanza di pianificazione si sente: chi autorizza una sincronizzazione in una pubblicità, chi decide su una riedizione o un album tributo, chi tratta con l’editore o con l’etichetta. Se l’autore non lo ha stabilito, lo decidono gli eredi, che non sempre sono d’accordo.

→ Un caso noto di eredi e diritti: Lucio Battisti, diritti d’autore e battaglie legali

Diritti morali, nome e immagine

I diritti morali, cioè il diritto di essere riconosciuto come autore e di opporsi a modifiche che danneggino l’opera o la reputazione dell’autore, non si cedono e non scadono. Dopo la morte non passano agli eredi in quanto tali: per l’art. 23 LDA possono farli valere, senza limiti di tempo, il coniuge e i figli e, in loro mancanza, i genitori e gli altri ascendenti e discendenti diretti, poi i fratelli, le sorelle e i loro discendenti.

Anche il ritratto di una persona scomparsa non è libero: per l’art. 96 LDA, che richiama l’art. 93, dopo la morte serve di regola il consenso dei familiari stretti. Per l’uso commerciale del nome e dell’immagine di un artista, dalla pubblicità al merchandising, è quindi alla famiglia che bisogna rivolgersi, e un testamento che dica chi deve decidere evita conflitti.

Il regime fiscale per gli eredi

Il trattamento fiscale delle royalty cambia a seconda che le incassi l’autore o chi ha ricevuto i diritti.

Per l’autore, i proventi da utilizzazione economica delle opere sono ridotti del 25% a titolo di deduzione forfettaria delle spese, o del 40% se ha meno di 35 anni (art. 54-octies TUIR, che dal 2025 ha preso il posto dell’ex art. 54, comma 8). Se li paga un sostituto d’imposta, la ritenuta d’acconto del 20% si calcola sull’importo ridotto.

Per chi riceve i diritti per successione o donazione, i proventi sono redditi diversi (artt. 67 e 71 TUIR) e sono tassati sull’intero importo: la riduzione del 25% spetta solo a chi ha acquistato i diritti a titolo oneroso. Lo stesso flusso di royalty, quindi, pesa fiscalmente di più nelle mani degli eredi che in quelle dell’autore. Chi eredita un catalogo rilevante dovrebbe parlarne per tempo con il proprio commercialista, anche per valutare se la gestione attraverso una struttura dedicata sia conveniente nel suo caso.

→ Approfondimento: Tassazione delle royalties per le persone fisiche

Come pianificare la successione dei propri diritti

Il caso Vanoni offre una lezione pratica per tutti gli artisti, a prescindere dalla notorietà: i diritti sulle opere sono un patrimonio che merita una pianificazione propria.

Il punto di partenza è un testamento che identifichi il catalogo, dica a chi vanno i diritti e chi li gestisce, ed eventualmente deroghi al periodo di indivisione dell’art. 115. Ma non basta: gli eredi devono sapere dove sono depositate le opere (SIAE, Soundreef o altri organismi), quali contratti di edizione e discografici sono in corso, come si riscuotono i compensi da interprete, come si risponde a una richiesta di sincronizzazione e come si difendono i diritti in caso di violazione.

Per un catalogo importante è utile preparare una vera guida operativa per chi verrà dopo: non solo a chi vanno i diritti, ma come si gestiscono. La differenza tra eredi che valorizzano un catalogo ed eredi che ne perdono il controllo dipende spesso da quanto l’autore aveva preparato il terreno.

→ Approfondimento: SIAE e le alternative per la gestione delle royalty

Domande frequenti

Quanto durano i diritti d’autore dopo la morte dell’autore?

I diritti di utilizzazione economica durano per tutta la vita dell’autore e per 70 anni dopo la sua morte, calcolati dal 1° gennaio dell’anno successivo (artt. 25 e 32-ter della legge sul diritto d’autore). Per un autore morto nel 2025 scadono il 31 dicembre 2095.

Gli eredi di un cantante incassano i diritti su tutte le canzoni che ha interpretato?

No. Sulle canzoni scritte da altri il diritto d’autore spetta agli autori e ai loro eredi. Agli eredi del cantante spettano i diritti d’autore sui brani di cui era coautore e i diritti connessi come artista interprete, cioè i compensi per l’utilizzo delle sue registrazioni, che durano 70 anni dalla pubblicazione di ciascuna registrazione.

Chi eredita i diritti d’autore?

I diritti di utilizzazione economica si trasmettono per testamento o, in mancanza, secondo le regole della successione legittima del codice civile. Salvo diversa disposizione dell’autore, restano indivisi tra gli eredi per tre anni dalla morte (art. 115 della legge sul diritto d’autore).

Chi può difendere i diritti morali dopo la morte dell’autore?

Paternità e integrità dell’opera possono essere fatte valere senza limiti di tempo dal coniuge e dai figli e, in loro mancanza, dai genitori e dagli altri ascendenti e discendenti diretti, poi dai fratelli e dalle sorelle e dai loro discendenti (art. 23 della legge sul diritto d’autore). Non dipende dall’essere eredi.

Come sono tassate le royalty percepite dagli eredi?

Per l’autore i proventi godono di una deduzione forfettaria del 25%, o del 40% sotto i 35 anni (art. 54-octies TUIR). Per chi riceve i diritti per successione sono redditi diversi tassati sull’intero importo: la riduzione del 25% spetta solo a chi li ha acquistati a titolo oneroso (artt. 67 e 71 TUIR).

Cosa succede alle opere dopo i 70 anni?

Entrano nel pubblico dominio e possono essere utilizzate senza autorizzazione né compensi per i diritti d’autore. Restano però tutelati i diritti morali e restano protette le singole registrazioni finché durano i diritti connessi di produttori e interpreti.


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Link utili

ArgomentoDove
Durata dei diritti (art. 25 LDA)Normattiva
Calcolo della durata (art. 32-ter LDA)Normattiva
Durata dei diritti degli interpreti (art. 85 LDA)Normattiva
Indivisione tra gli eredi (art. 115 LDA)Normattiva
Diritti morali dopo la morte (art. 23 LDA)Normattiva
Avvocati del diritto d’autoreDANDI.media
Diritti connessiDANDIpedia
Quanto dura il copyrightDANDIpedia
Diritto morale d’autoreDANDIpedia
Tassazione delle royaltiesDANDIpedia
Lucio Battisti e i dirittiDANDIpedia

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Avvocata specializzata in diritto d'autore, proprietà intellettuale e diritto dello spettacolo. A Roma dal 2003, lavoro con registi, musicisti e produttori indipendenti — dalla fase di sviluppo fino alla distribuzione.