La street photography è probabilmente la forma più genuina di fotografia — cattura la realtà senza filtri, ha prodotto alcune delle immagini più potenti del Novecento, e mette alla prova il fotografo nella sua capacità di leggere il momento. Eppure molti fotografi, amatoriali e professionisti, si chiedono cosa sia lecito fotografare in luoghi pubblici quando ci sono persone. E soprattutto: quando si può pubblicare quello che si ha scattato?
La risposta dipende da una distinzione che la legge italiana traccia con chiarezza: lo scatto e la pubblicazione sono due cose diverse, con regole diverse.
Fotografare in luoghi pubblici: non ci sono divieti assoluti
Partiamo da un punto fermo: in Italia, non esistono leggi che vietino di scattare foto a persone o cose in un luogo pubblico. Ci sono eccezioni per obiettivi sensibili — edifici militari, aree riservate, installazioni di sicurezza — ma per la vita quotidiana, il fotografo che cammina per strada è libero di fotografare ciò che vede.
In fase di scatto, sentiti libero di immortalare la scena che ti interessa, nel rispetto del buon senso e della sensibilità altrui. Se noti che qualcuno non gradisce essere fotografato, rispettare la sua volontà non è un obbligo giuridico — ma è sempre una buona pratica.
Il vero nodo è la pubblicazione
Il problema sorge quando decidi di pubblicare quelle foto. Il diritto italiano, e ora anche il GDPR europeo, regolamentano l’uso dell’immagine altrui con precisione.
La Legge sul Diritto d’Autore (L. 633/1941, artt. 96–97) stabilisce che il ritratto di una persona non può essere esposto, riprodotto o messo in commercio senza il suo consenso. Ma prevede eccezioni precise — che nella pratica coprono la gran parte della street photography artistica e documentaristica.
Quando puoi pubblicare senza consenso
Una foto che include persone può essere pubblicata senza consenso in tre situazioni principali.
Le persone non sono riconoscibili. Se i volti sono sfocati, lontani, o le persone sono di spalle — rendendo impossibile identificarle — la foto è pubblicabile senza consenso. Se invece le persone sono riconoscibili e vuoi la loro autorizzazione scritta, il documento da usare è la liberatoria fotografica.
Le persone sono riconoscibili ma non sono il “soggetto determinante”. Se la persona è parte di una scena più ampia e non è il fulcro esclusivo e individuabile della foto, la pubblicazione è spesso consentita. Un mercato affollato, una manifestazione, una via dello shopping — le persone sullo sfondo non sono il soggetto della foto.
La foto ha finalità culturale, informativa o artistica. È la zona grigia più interessante. Se lo scatto ha un valore storico, artistico, scientifico o didattico — o documenta un fatto o un evento di interesse pubblico — può essere pubblicato anche con persone riconoscibili. Le fotografie di manifestazioni, eventi storici, fatti di cronaca: il loro scopo informativo o documentario prevale sulla singola immagine. L’art. 97 LDA prevede esplicitamente questa eccezione.
Il confine tra uso artistico/documentario e uso commerciale o lesivo è quello che determina la liceità. Quanto più lo scatto si avvicina a un uso commerciale o promozionale — anche indiretto — tanto più il consenso diventa necessario.
→ Approfondimento: Il diritto all’immagine: quando serve il consenso
Attenzione ai minori
Le fotografie di minori non possono essere pubblicate senza l’autorizzazione esplicita e firmata dai genitori o da chi esercita la responsabilità genitoriale. Questa è una regola assoluta che non ammette eccezioni basate sull’interesse artistico o documentario — la tutela del minore prevale in ogni caso.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha ribadito più volte che la pubblicazione di fotografie di minori riconoscibili — anche in contesti scolastici, sportivi o di cronaca — richiede il consenso dei genitori.
Il GDPR e la fotografia: cosa cambia dal 2018
Dal 25 maggio 2018, il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) — recepito in Italia con il D.Lgs. 101/2018 — ha aggiunto un livello ulteriore di protezione rispetto alla sola LDA.
Il volto di una persona riconoscibile in una fotografia è un dato personale ai sensi del GDPR. Quando quella fotografia viene pubblicata online — su un sito, su un social media, su una piattaforma digitale — si compie un trattamento di dati personali. Per questo trattamento è necessaria una base giuridica: il consenso dell’interessato, oppure il legittimo interesse del titolare del trattamento (che va bilanciato con i diritti dell’interessato), oppure una delle altre basi del GDPR.
In pratica, per la street photography:
- per uso puramente personale (archivio privato, senza diffusione pubblica), il GDPR non si applica — l’esenzione per attività “domestiche” copre questo caso
- per uso artistico o giornalistico con diffusione pubblica, il GDPR prevede deroghe specifiche per le libertà di espressione e informazione — le eccezioni degli artt. 96-97 LDA rimangono applicabili
- per uso commerciale o promozionale, anche indiretto, il consenso è necessario sia ai sensi della LDA sia del GDPR
Le sanzioni del GDPR per il trattamento illecito di dati personali possono arrivare fino al 4% del fatturato globale annuo per i soggetti economici — una soglia che rende il tema rilevante anche per fotografi professionisti e agenzie.
Social media e street photography
La domanda più frequente oggi è: posso pubblicare le mie foto di strada su Instagram, Facebook o TikTok?
La risposta dipende dall’uso che fai del tuo profilo e dalla riconoscibilità delle persone ritratte.
Per un profilo personale senza monetizzazione, con foto di scene urbane in cui le persone non sono il soggetto principale o non sono riconoscibili, le eccezioni degli artt. 96-97 LDA si applicano e il GDPR non pone ostacoli particolari.
Per un profilo con monetizzazione — contenuti sponsorizzati, partnership, account aziendale — anche le foto di strada con persone riconoscibili sullo sfondo possono richiedere una base giuridica più solida del semplice interesse artistico. Il confine è sfumato ma reale.
Per qualsiasi uso commerciale diretto — pubblicità, campagne, uso in materiali promozionali — il consenso scritto delle persone riconoscibili è sempre necessario, indipendentemente dal fatto che la foto sia stata scattata in un luogo pubblico.
→ Approfondimento: Fotografia e social media: diritti e contratti per creator
Consigli pratici per il fotografo di strada
- Fotografa quello che vuoi — in fase di scatto, sentiti libero di immortalare la scena nel rispetto del buon senso e della sensibilità altrui
- Sii sensibile al fastidio altrui — se noti che qualcuno non gradisce essere fotografato, rispettare la sua volontà previene molti problemi anche se non sei obbligato giuridicamente
- Seleziona con cura le foto da pubblicare — pubblica solo gli scatti migliori e, se hai dubbi sulla riconoscibilità o lo scopo, evita di pubblicare ritratti troppo individuali senza consenso
- Chiedi il permesso quando non è urgente — se l’immediatezza dello scatto non è essenziale, chiedere il permesso è sempre la scelta migliore
- Sii disponibile alla rimozione ragionevole — se ti viene chiesto con buone ragioni di rimuovere una foto, valuta la richiesta. Dal 2018, il GDPR attribuisce a chiunque il diritto di opporsi alla pubblicazione della propria immagine e il diritto alla cancellazione
- Non subire richieste infondate — se la richiesta di rimozione è aggressiva o priva di fondamento, conosci i tuoi diritti e non farti intimidire. Documentare il contesto dello scatto (luogo pubblico, assenza di finalità commerciali) rafforza la tua posizione
Domande frequenti
È legale fotografare persone in luoghi pubblici in Italia?
Sì — non esistono divieti di scatto in luoghi pubblici. Il problema giuridico nasce con la pubblicazione: le fotografie di persone riconoscibili non possono essere pubblicate senza consenso salvo le eccezioni degli artt. 96-97 LDA.
Quando puoi pubblicare senza consenso?
Quando le persone non sono riconoscibili, quando non sono il soggetto determinante della foto, o quando la foto ha finalità informativa, documentaria o artistica di interesse pubblico. Per i minori il consenso dei genitori è sempre necessario.
Il GDPR si applica alla street photography?
Sì, dalla pubblicazione online in poi. Il volto riconoscibile è un dato personale — la sua pubblicazione richiede una base giuridica (consenso, legittimo interesse o eccezione per libertà di espressione). Per uso puramente personale senza diffusione pubblica, il GDPR non si applica.
Posso pubblicare foto di strada su Instagram?
Per profili personali non monetizzati con persone non riconoscibili o non soggetto principale: sì. Per profili monetizzati o commerciali con persone riconoscibili: il consenso è consigliato. Per uso commerciale diretto: il consenso scritto è sempre necessario.
Cosa fare se mi chiedono di rimuovere una foto?
Valuta la richiesta: se la persona è riconoscibile e la foto non rientra nelle eccezioni legali, la rimozione è la scelta più sicura. Se la richiesta è infondata, documentare il contesto dello scatto (luogo pubblico, assenza di finalità commerciali) rafforza la tua posizione. Il GDPR attribuisce alle persone il diritto di opporsi al trattamento e il diritto alla cancellazione.
Hai ricevuto una richiesta di rimozione per una foto pubblicata online o stai cercando di capire cosa puoi fotografare e pubblicare nella tua attività professionale? Contattaci — il diritto all’immagine e la privacy nei contenuti fotografici è una delle nostre aree di lavoro.
Leggi anche: Il diritto all’immagine · La liberatoria fotografica · Diritti d’autore sulle fotografie · Organizzare una mostra fotografica · Rimozione contenuti online non autorizzati


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