Danno all’immagine: come si calcola il risarcimento
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Qualcuno ha pubblicato una tua foto senza autorizzazione, ha usato la tua immagine in una campagna pubblicitaria o ti ha ripreso senza consenso? Oltre alla rimozione del contenuto, hai diritto a chiedere un risarcimento del danno. Ma come si calcola? E quanto puoi ottenere?
Quando si verifica un danno all’immagine
Il danno all’immagine si configura ogni volta che la tua immagine viene usata, pubblicata o sfruttata senza il tuo consenso, in violazione degli artt. 96 e 97 della Legge 633/1941 e dell’art. 10 del Codice Civile.
Non è necessario che l’uso sia commerciale o che tu abbia subito un danno economico diretto. Anche la semplice pubblicazione non autorizzata — un video postato online, una foto su un sito — può giustificare una richiesta di risarcimento.
I criteri per calcolare il risarcimento
Il giudice applica criteri diversi a seconda del tipo di danno e del soggetto coinvolto.
Il criterio del prezzo del consenso
È il criterio principale per i personaggi noti. Il risarcimento corrisponde al compenso che il soggetto avrebbe ragionevolmente ottenuto se avesse concesso il consenso all’uso della propria immagine. In pratica: quanto avrebbe guadagnato quell’artista, sportivo o personaggio pubblico per autorizzare quell’utilizzo specifico? Quella è la base del risarcimento.
Il criterio del mancato guadagno
Per i privati cittadini — persone non note che non hanno un valore commerciale dell’immagine facilmente quantificabile — si applica il criterio del mancato guadagno: il compenso che il soggetto avrebbe presumibilmente ottenuto se avesse acconsentito allo sfruttamento commerciale della propria immagine. Anche il ritratto di uno sconosciuto ha un prezzo di mercato, e quel prezzo diventa la base del calcolo.
Il criterio restitutorio
In alternativa, il danno può essere calcolato in chiave restitutoria: si guarda all’arricchimento ingiustificato di chi ha usato l’immagine senza autorizzazione, ovvero al risparmio di spesa ottenuto non pagando la licenza dovuta. Il risarcimento equivale a quanto chi ha violato il diritto avrebbe dovuto pagare per farlo lecitamente.
Danno patrimoniale e danno non patrimoniale
Il risarcimento del danno all’immagine può essere di due tipi, cumulabili tra loro.
Danno patrimoniale
È il pregiudizio economico misurabile: mancati guadagni, perdita di contratti, diminuzione del valore commerciale dell’immagine. È più facile da calcolare per i personaggi noti — per i privati richiede la prova di uno specifico danno economico. Quando non è possibile dimostrare voci di danno specifiche, il giudice può quantificare l’importo in via equitativa.
Nei sistemi anglosassoni questo tipo di danno è strettamente collegato al right of publicity: lo sfruttamento abusivo dell’altrui immagine per scopi commerciali. La tutela si estende anche ad attributi della personalità diversi dall’immagine diretta — frasi, slogan, elementi iconici associati alla persona.
Danno non patrimoniale
È il danno alla dignità, alla reputazione, all’onore e all’identità personale. È ammesso quando la violazione lede diritti costituzionalmente garantiti della persona (Cass. Civ. III, n. 8827/2003). Si verifica in particolare quando l’immagine è stata alterata o distorta — attraverso fotomontaggi, decontestualizzazioni o false raffigurazioni della realtà — creando un’associazione falsa o lesiva tra la persona e un contesto non reale.
Come documentare il danno per chiedere il risarcimento
Per ottenere un risarcimento è necessario documentare:
La violazione — screenshot con URL e data, copia del contenuto pubblicato, prova della diffusione (numero di visualizzazioni, condivisioni, durata della pubblicazione).
L’assenza di consenso — dimostrazione che non hai mai autorizzato quell’uso specifico.
Il danno subito — per il danno patrimoniale: prove di perdite economiche dirette o stima del valore di mercato dell’immagine. Per il danno non patrimoniale: documentazione delle conseguenze sulla reputazione, sulla vita professionale o personale.
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