Pubblicare musica su Spotify: diritti, distributori e royalties — guida completa
Ogni giorno migliaia di artisti caricano nuovi brani su Spotify. Lo fanno usando un distributore digitale, seguendo una procedura che in apparenza è semplice come pubblicare un post sui social. Ma sotto quella semplicità si nasconde un sistema di diritti, contratti e flussi economici che la maggior parte degli artisti — soprattutto quelli emergenti e indipendenti — non conosce abbastanza.
Il risultato è che molti pubblicano musica su Spotify senza avere tutti i diritti necessari, perdono royalties perché i metadati sono sbagliati, non sanno la differenza tra i soldi che arrivano dal distributore e quelli che arrivano dalla SIAE, o firmano contratti con distributori o etichette senza capire cosa stanno cedendo.
Questa guida non si limita a spiegare come cliccare i tasti giusti per pubblicare canzoni su Spotify: spiega i presupposti legali, i diritti che devi avere, come funzionano le royalties, cosa devi fare con la SIAE, come scegliere un distributore e cosa non cedere. Incluso: come pubblicare un podcast su Spotify e le regole speciali sulle cover.
Come funziona Spotify per la pubblicazione: il meccanismo di base
Spotify non accetta caricamenti diretti da artisti individuali. Per pubblicare musica su Spotify — o su qualsiasi altra piattaforma di streaming come Apple Music, Amazon Music, Deezer o Tidal — è necessario passare attraverso un distributore digitale: un intermediario accreditato che carica il brano, gestisce il profilo dell’artista su Spotify for Artists e incassa le royalties da registrazione per poi girarle all’artista.
Il distributore non gestisce le royalties di pubblicazione (quelle sulla composizione): quelle le raccoglie direttamente la collecting society — in Italia principalmente SIAE o Soundreef — basandosi sulla registrazione del brano nel proprio repertorio.
In sintesi, per pubblicare canzoni su Spotify e riscuotere tutto ciò che ti spetta servono due percorsi paralleli:
- Distributore digitale → carica il brano → incassa le royalties da registrazione (master) → ti paga secondo i termini del contratto
- Collecting society (SIAE o altra) → registra la composizione → incassa le royalties di pubblicazione da Spotify → ti paga ogni trimestre
Chi fa solo il primo percorso incassa solo metà di ciò che gli spetta.
I diritti che devi avere prima di pubblicare
Prima di premere “pubblica”, devi avere i diritti su due elementi distinti del brano.
I diritti sul master (la registrazione)
Il master è la registrazione audio del brano — i file che escono dallo studio di registrazione. Chi possiede il master è il produttore fonografico: ha il diritto di distribuire, riprodurre e mettere a disposizione del pubblico quella specifica registrazione.
Se hai registrato il brano con i tuoi soldi, in autonomia o pagando tu stesso lo studio, sei probabilmente il titolare del master. Se invece hai firmato un contratto con un’etichetta che ha finanziato la registrazione, il master potrebbe appartenere all’etichetta — anche se sei tu a cantare e suonare.
I diritti sulla composizione (testi e melodie)
La composizione — melodia e testi del brano — è un’opera distinta dal master e appartiene agli autori: chi ha scritto la musica e chi ha scritto le parole. Se il brano è interamente tuo, hai tutti i diritti. Se hai collaborato con altri autori, ogni collaboratore ha una quota della composizione — la cosiddetta split delle royalties — che deve essere concordata per iscritto prima della pubblicazione.
Se hai firmato un contratto di edizione musicale, hai ceduto a un editore la gestione dei diritti sulla composizione. L’editore raccoglie le royalties di pubblicazione per tuo conto e te ne gira una parte. → Approfondimento: Contratto di edizione musicale e come pubblicare un disco su spotify: cosa cedi e cosa ti resta
Il caso in cui non hai tutti i diritti
Pubblicare su Spotify un brano su cui non hai tutti i diritti — perché hai usato un sample non autorizzato, perché il master appartiene a un’etichetta con cui non hai più un rapporto attivo, o perché hai incluso una composizione altrui senza licenza — configura una violazione del diritto d’autore con conseguenze che vanno dalla rimozione del brano alla richiesta di risarcimento. → Approfondimento: Violazione copyright e pubblicare canzone su Spotify: conseguenze e come difendersi
I due tipi di royalties su Spotify: master e publishing
Quando un tuo brano viene ascoltato su Spotify, vengono generate due categorie di royalties distinte che percorrono canali diversi e arrivano in tempi diversi.
| Tipo di royalty | Chi la riceve | Come arriva | Gestita da |
|---|---|---|---|
| Recording royalty (master) | Titolare del master (artista o etichetta) | Tramite il distributore digitale | DistroKid, TuneCore, CD Baby, FUGA, ecc. |
| Publishing royalty (composizione) | Autori e editori della composizione | Tramite la collecting society | SIAE, Soundreef (Italia); ASCAP, BMI, PRS (estero) |
Spotify distribuisce circa il 70% dei propri ricavi (abbonamenti + pubblicità) ai titolari dei diritti, di cui circa 4/5 come recording royalties e 1/5 come publishing royalties. Il 30% rimane a Spotify. Il pagamento avviene su base pro-rata mensile: tutti i ricavi vengono divisi in proporzione alla percentuale di stream generati da ciascun brano sul totale globale di quel mese.
→ Approfondimento: Royalties musica: la guida definitiva a master, publishing, streaming e sync
SIAE e le alternative: perché iscriversi cambia tutto
La SIAE è la principale collecting society italiana: gestisce i diritti d’autore sulle composizioni musicali e ha accordi di licenza multi-territoriale con Spotify, YouTube, Apple Music, Amazon Music, TikTok, Instagram e tutti i principali Digital Service Provider.
Cosa fa la SIAE per te su Spotify
Ogni volta che un tuo brano viene ascoltato su Spotify, la piattaforma paga alla SIAE le publishing royalties per quella composizione. La SIAE le raccoglie e le distribuisce a te — come autore — e al tuo editore, se ne hai uno. Senza iscrizione alla SIAE, quelle royalties rimangono bloccate o vengono distribuite ad altri fondi.
Dal 1° ottobre 2025, la SIAE distribuisce le royalties da streaming con cadenza trimestrale — ogni 90 giorni — secondo il calendario: gennaio, aprile, luglio, ottobre. Un cambiamento significativo rispetto alla precedente cadenza semestrale, che permette agli autori di pianificare le entrate con maggiore regolarità.
Come registrare i brani in SIAE
I brani vanno registrati nel catalogo SIAE il prima possibile — idealmente prima della pubblicazione su Spotify, non dopo. Il deposito si effettua tramite l’app SIAE+ (disponibile per iOS e Android) o tramite il portale online Autori Editori. Per ogni brano occorre inserire: titolo, autori e percentuali di composizione, eventuale editore, genere musicale.
Le alternative alla SIAE
Soundreef è la principale alternativa italiana per gli autori musicali: anch’essa ha accordi con le piattaforme di streaming e distribuisce le royalties di pubblicazione. La scelta tra SIAE e Soundreef dipende dal tipo di utilizzi prevalenti dei tuoi brani, dalle commissioni applicate e da eventuali accordi con un editore. Un autore può essere iscritto a una sola collecting society italiana per i diritti online.
I distributori digitali: come funzionano e come sceglierli
Il distributore digitale è l’intermediario che carica i tuoi brani su Spotify e sulle altre piattaforme, ti crea il profilo artista verificato, raccoglie le recording royalties e te le gira. La scelta del distributore ha conseguenze pratiche ed economiche significative.
| Distributore | Modello di prezzo | % royalties all’artista | Note |
|---|---|---|---|
| DistroKid | Abbonamento annuale (da ~$22/anno) | 100% (meno fee) | Il più economico per chi pubblica spesso. No royalty split automatico. |
| TuneCore | Abbonamento annuale (da ~$15/anno per singolo) | 100% (meno fee) | Distribuzione separata per paese, più costosa per volumi alti |
| CD Baby | Fee una tantum per release | 91% (9% commissione) | Raccoglie anche le royalties meccaniche in alcuni territori |
| FUGA | Su contratto (per etichette e artisti professionali) | Variabile | Distributore professionale per cataloghi di valore significativo |
| Amuse | Freemium (base gratuito, piani avanzati a pagamento) | 100% (piano gratuito con limitazioni) | Opzione entry-level per chi inizia |
Cosa verificare nel contratto con il distributore
Il contratto con il distributore non è neutro: definisce i tuoi diritti e obblighi in modo vincolante. Prima di firmare, verifica:
- Cessione dei diritti: il distributore acquisisce diritti sul tuo master o si limita a distribuirlo? I distributori self-service normalmente non acquisiscono diritti, ma alcuni modelli “label service” sì.
- Durata del contratto: puoi uscire quando vuoi o sei vincolato per un periodo minimo? Puoi spostare il catalogo su un altro distributore?
- Tempistiche di pagamento: ogni quanto il distributore ti paga e con quale soglia minima?
- Proprietà del profilo Spotify for Artists: se ti sposti su un altro distributore, mantieni il profilo verificato e la tua fanbase?
- Gestione dei split: se il brano ha più autori o artisti, il distributore supporta la distribuzione automatica delle royalties tra i collaboratori?
Pubblicare su Spotify senza etichetta: il self-publishing
Il self-publishing su Spotify — cioè pubblicare musica in modo completamente indipendente senza una casa discografica — è oggi accessibile a qualsiasi artista. I vantaggi sono chiari: mantieni il 100% dei tuoi master, gestisci in autonomia le decisioni artistiche e commerciali, e incassi una percentuale di royalties molto più alta rispetto a un contratto discografico tradizionale.
Per pubblicare su Spotify senza etichetta il percorso è:
- Scegli e registrati su un distributore digitale (DistroKid, TuneCore, CD Baby o altro)
- Prepara il brano: file audio in qualità WAV o FLAC (minimo 44.1 kHz, 16 bit), artwork in formato quadrato almeno 3000×3000 px
- Inserisci i metadati completi: titolo, autori, percentuali di split, ISRC (se non ce l’hai il distributore lo genera), nome dell’etichetta o del tuo nome d’arte come “etichetta”
- Scegli la data di uscita — almeno 7 giorni in avanti per avere tempo di inviare il brano alle playlist editoriali di Spotify
- Registra la composizione in SIAE (o Soundreef) prima della pubblicazione
- Richiedi la verifica del tuo profilo su Spotify for Artists tramite il distributore
La parte più spesso trascurata è il punto 5: molti artisti pubblicano il brano ma non registrano la composizione, perdendo tutte le publishing royalties.
Pubblicare con un’etichetta: cosa cedi e cosa resta tuo
Quando un’etichetta discografica distribuisce la tua musica su Spotify, lo fa perché hai firmato un contratto che le attribuisce determinati diritti. Capire cosa hai ceduto e cosa hai mantenuto è fondamentale per sapere quanto ti spetta e per quanto tempo.
I contratti discografici variano enormemente, ma i punti chiave da verificare sono:
- Titolarità del master: il master appartiene all’etichetta (contratto tradizionale), rimane tuo (contratto “licensing”) o è condiviso? Se il master è dell’etichetta, le recording royalties le incassa l’etichetta e te ne gira solo una percentuale — tipicamente tra il 15% e il 30% per gli artisti emergenti.
- Durata della cessione: per quanti anni l’etichetta ha i diritti sul master? C’è una clausola di rientro dei diritti se l’etichetta non distribuisce attivamente il brano?
- Opzioni su album futuri: il contratto prevede opzioni che costringono l’etichetta a pubblicare i tuoi album successivi? Puoi uscire se l’etichetta non esercita l’opzione?
- 360° deal: alcuni contratti attribuiscono all’etichetta una percentuale anche sui live, sul merchandise e sui diritti di pubblicazione — non solo sulle vendite e lo streaming.
→ Approfondimento: Cessione dei diritti d’autore: cosa non cedere mai
I metadati: l’errore silenzioso che fa perdere royalties
I metadati musicali — le informazioni associate a ogni brano — sono la chiave che permette alle collecting societies e ai distributori di identificare chi deve ricevere le royalties per ogni stream. Un errore nei metadati non genera un messaggio di errore visibile: semplicemente, le royalties vanno perse o rimangono bloccate in attesa di essere ricondotte al titolare corretto.
Gli errori più frequenti e costosi:
- Nome dell’autore sbagliato o mancante: se il nome nel sistema del distributore non corrisponde al nome registrato in SIAE, la collecting non riesce ad abbinare le royalties al titolare.
- Split non dichiarato: se il brano è scritto da più autori ma lo split non è dichiarato correttamente, la quota del coautore non viene pagata — e recuperarla richiede procedure complesse.
- ISRC mancante o duplicato: l’ISRC (International Standard Recording Code) è il codice che identifica univocamente ogni registrazione. Se non c’è o è sbagliato, le royalties da streaming possono non essere attribuite correttamente.
- Titolo del brano diverso tra distributore e SIAE: anche una piccola differenza (virgole, accenti, maiuscole) può impedire l’abbinamento automatico.
Prima di pubblicare, verifica che tutti i dati siano identici su tutti i sistemi. E assicurati che tutti i coautori e collaboratori siano iscritti a una collecting society: le royalties sulla loro quota non possono arrivare a te — devono andare a loro.
Quanto si guadagna pubblicando musica su Spotify nel 2025
La domanda che tutti si fanno — e a cui è difficile rispondere in modo preciso perché dipende da molte variabili. I dati disponibili per il 2024-2025:
- Spotify paga circa 0,003-0,005 dollari per stream come totale lordo alle royalties di registrazione e pubblicazione — ovvero circa 3-5 dollari per 1.000 ascolti
- Il 70% di questo importo va ai titolari dei diritti (recording + publishing), il 30% rimane a Spotify
- Dal novembre 2023, le recording royalties vengono pagate solo per i brani con almeno 1.000 stream per anno — soglia introdotta per eliminare le micropagamenti su brani con pochissimi ascolti
- La quota che arriva effettivamente all’artista dipende dal contratto col distributore e con l’eventuale etichetta: può essere tra il 100% (self-publishing) e il 15-20% (contratto tradizionale con grande etichetta)
In pratica: con 10.000 stream al mese guadagni circa 30-50 dollari lordi totali tra recording e publishing. Non è una cifra che consente di vivere di musica su Spotify a meno di non avere milioni di stream. Le sincronizzazioni (sync licensing — uso della musica in film, pubblicità, videogiochi) sono generalmente molto più remunerative per singolo utilizzo. → Approfondimento: Royalties musica: quanto vale un brano su Spotify, Apple Music e in sync
Pubblicare cover su Spotify: le regole
Pubblicare una cover — la propria versione di un brano scritto da un altro autore — su Spotify è possibile ma richiede le autorizzazioni appropriate.
Hai bisogno di una licenza meccanica per il diritto di registrare e distribuire la composizione originale. In Italia, per i brani del repertorio SIAE, questa licenza viene gestita automaticamente tramite gli accordi tra SIAE e le piattaforme di streaming quando il brano è registrato nel sistema. Il distributore ti può aiutare a verificare se la licenza meccanica è già coperta o se devi attivarti separatamente.
Regole da rispettare:
- devi fare la tua versione registrata da zero — non puoi usare la registrazione originale dell’artista (che è il master dell’etichetta, non tuo)
- non puoi modificare i testi senza autorizzazione dell’autore
- le royalties di publishing sulla composizione andranno comunque all’autore originale, non a te
- se il brano è di pubblico dominio (autore morto da più di 70 anni e registrazione originale non usata), puoi registrare la tua versione liberamente
→ Approfondimento: Durata del copyright: quando un’opera entra nel pubblico dominio
Campioni e sample: attenzione alle trappole
Usare un campione (sample) — un frammento della registrazione originale di un altro brano — nel proprio brano richiede due autorizzazioni distinte:
- Clearance del master: il permesso del titolare del master della registrazione originale (solitamente l’etichetta). Senza questo, stai usando la registrazione altrui senza autorizzazione.
- Clearance della composizione: il permesso degli autori e degli editori del brano originale. Senza questo, stai usando la composizione altrui senza licenza.
Pubblicare su Spotify un brano con un sample non clearato espone a: rimozione del brano, blocco delle royalties, richiesta di risarcimento da parte del titolare dei diritti, e — se il sample è riconoscibile e il brano ha successo — azioni legali significative. Spotify ha sistemi di identificazione automatica dei sample che possono bloccare il brano prima ancora che il titolare dei diritti lo segnali manualmente.
La convinzione che “i sample sotto X secondi siano automaticamente leciti” è un mito senza fondamento giuridico in Italia: non esiste una soglia temporale che renda un sample automaticamente lecito.
Pubblicare un podcast su Spotify
I podcast seguono un percorso diverso rispetto alla musica per pubblicare su Spotify.
Spotify ha acquisito nel tempo diverse piattaforme di podcast hosting. Oggi la via principale per i nuovi podcaster è Spotify for Podcasters (ex Anchor), uno strumento gratuito integrato direttamente in Spotify che permette di registrare, montare e pubblicare episodi senza passare da un distributore esterno.
In alternativa, si può usare un hosting provider per podcast indipendente (Buzzsprout, Podbean, Transistor, Libsyn) che distribuisce automaticamente il podcast su Spotify e sulle altre piattaforme tramite RSS feed.
Le regole sul copyright nei podcast
Anche i podcast sono soggetti alle norme sul diritto d’autore. I casi più frequenti di violazione:
- Musica in sigla o di sottofondo: se il podcast usa musica protetta — anche solo come sigla di 10 secondi — serve la licenza. Le piattaforme di podcast hosting spesso offrono librerie di musica royalty-free incluse nel servizio.
- Lettura di testi protetti: leggere estratti significativi da libri, articoli o altri testi protetti nel podcast senza autorizzazione è violazione del diritto d’autore.
- Interviste con personaggi pubblici: le dichiarazioni in un’intervista appartengono all’intervistato nella misura in cui hanno carattere creativo originale. La pubblicazione dell’intervista richiede il consenso del soggetto — una liberatoria audio equivalente a quella video.
Spotify può rimuovere episodi del podcast che includono musica non autorizzata dopo la segnalazione del titolare dei diritti. → Approfondimento: Direttiva copyright: responsabilità delle piattaforme dopo il D.Lgs. 177/2021
Gli errori più comuni — e più costosi
Pubblicare musica senza registrare la composizione in SIAE
Le publishing royalties generate dai tuoi stream su Spotify vanno perse — non recuperabili retroattivamente per periodi non registrati. Ogni mese di pubblicazione senza registrazione è denaro che non arriverà mai.
Usare sample non clearati
Come descritto sopra: nessuna soglia temporale ti protegge. La clearance va ottenuta prima della pubblicazione, non dopo che il brano ha già generato milioni di stream e l’etichetta titolare del master ha notato la violazione.
Non definire lo split con i collaboratori
Il brano prodotto in studio con altri artisti, beatmaker, co-autori — chi possiede cosa? Senza una split sheet firmata prima della pubblicazione, la disputa arriva quando ci sono già dei soldi in gioco. La split sheet è un documento semplice ma fondamentale che certifica le percentuali di ogni collaboratore.
Firmare con un distributore che trattiene i diritti
Alcuni distributori “label service” o alcune etichette digitali richiedono una quota del master o un contratto di esclusiva. Leggi il contratto prima di firmare: un accordo che sembra vantaggioso perché “ti fa pubblicare gratis” potrebbe costarti il 20-30% delle royalties per anni.
Ignorare la clausola AI nel contratto con il distributore
Alcuni contratti con distributori e piattaforme contengono clausole che autorizzano l’uso del tuo materiale musicale per addestrare sistemi di intelligenza artificiale. Verifica cosa hai accettato nei termini di servizio. → Approfondimento: Intelligenza artificiale e diritto d’autore: come proteggere la tua musica dall’AI
Domande frequenti
Come pubblicare musica su Spotify senza etichetta?
Tramite un distributore digitale come DistroKid, TuneCore o CD Baby. Non puoi caricare direttamente su Spotify come artista individuale. Prima di pubblicare verifica di avere tutti i diritti sul master e sulla composizione, e registra il brano in SIAE per raccogliere le publishing royalties.
Devo iscrivermi alla SIAE per pubblicare musica su Spotify?
Non è tecnicamente obbligatorio per caricare il brano, ma è indispensabile per riscuotere le publishing royalties che Spotify paga sulla composizione. Senza iscrizione, quella parte di royalties va persa.
Quanto si guadagna pubblicando musica su Spotify?
Circa 3-5 dollari per 1.000 stream come totale lordo tra recording e publishing royalties. Quello che arriva effettivamente all’artista dipende dal contratto con distributore ed eventuale etichetta — dal 100% nel self-publishing a meno del 20% in alcuni contratti discografici tradizionali.
Posso pubblicare una cover su Spotify?
Sì, con le licenze appropriate. Devi registrare la tua versione da zero (non usare la registrazione originale), ottenere la licenza meccanica per la composizione originale, e sapere che le publishing royalties sul brano andranno comunque agli autori originali.
Come pubblicare su Spotify? Cosa succede se pubblico su Spotify musica che non è mia?
Spotify può rimuovere il brano, il distributore può sospendere l’account, il titolare dei diritti può chiedere il risarcimento del danno e la restituzione di tutti i proventi. In casi gravi ci sono anche implicazioni penali.
Come pubblicare podcast su Spotify?
Tramite Spotify for Podcasters (gratuito, integrato in Spotify) o tramite un hosting provider per podcast che distribuisce automaticamente il feed RSS su Spotify. Se il podcast include musica protetta servono le licenze appropriate — usa librerie royalty-free per evitare problemi.
Cosa sono i metadati musicali e perché sono importanti?
Sono le informazioni associate al brano (titolo, autori, ISRC, split). Errori nei metadati causano royalties bloccate o perse definitivamente. Verifica che tutti i dati siano corretti e identici su distributore e SIAE prima di pubblicare.
Link utili
| Risorsa | Descrizione |
|---|---|
| Royalties musica: guida definitiva | Master, publishing, streaming e sync: tutto su come funzionano i compensi |
| Contratto di edizione musicale | Cos’è, cosa cedi, cosa devi negoziare |
| Diritti d’autore musica: guida completa | SIAE, collecting, campionamenti, sincronizzazioni |
| Cessione dei diritti d’autore | Come strutturare la cessione e cosa non cedere mai |
| Violazione copyright | Conseguenze della pubblicazione senza diritti e come difendersi |
| Durata del copyright | Quando un brano entra nel pubblico dominio |
| Intelligenza artificiale e diritto d’autore | Come proteggere la tua musica dall’uso AI |
| Spotify for Artists – Guida alle royalties | Documentazione ufficiale Spotify su come funzionano i pagamenti |
| SIAE – Iscrizione autori e editori | Come iscriversi e registrare le proprie opere |
| Spotify for Podcasters | La piattaforma gratuita di Spotify per pubblicare podcast |
Hai firmato un contratto con un distributore o un’etichetta e vuoi capire cosa hai ceduto? Hai un brano che genera stream ma non ricevi le royalties attese? Contattaci: assistiamo artisti e musicisti nella gestione dei contratti discografici, nella tutela dei diritti e nell’ottimizzazione delle royalties.
Leggi anche: Royalties musica e come pubblicare una canzone su Spotify: guida definitiva · Contratto di edizione musicale · Diritti d’autore musica · Violazione copyright
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