In sintesi
- In Italia un film resta protetto fino a settant’anni dopo la morte dell’ultimo sopravvissuto tra regista, sceneggiatori, dialoghista e compositore della musica originale.
- Un film di pubblico dominio negli Stati Uniti non è per questo libero in Italia: molti titoli “senza copyright” che circolano online qui sono ancora protetti.
- Anche quando il film è libero, possono non esserlo la colonna sonora, il romanzo da cui è tratto, la copia restaurata o il materiale fornito dall’archivio.
- I diritti morali non scadono: il film si può usare, ma non stravolgere in modo lesivo dell’onore o della reputazione degli autori.
- Prima di proiettare, distribuire o montare un film vecchio conviene verificarne lo status e la catena dei diritti.
Un classico da proiettare in rassegna, un titolo da inserire nel catalogo di un canale streaming, un film d’archivio da rimontare in un documentario: sempre più produttori, distributori e festival lavorano con film del passato. La domanda è sempre la stessa: questo film si può usare in Italia senza chiedere permessi? Online la risposta è quasi sempre “sì, è senza copyright”. Molto spesso è sbagliata.
In questa guida:
- Quando un film diventa di pubblico dominio in Italia
- Perché lo status americano non vale qui
- Il caso: L’ultimo uomo sulla terra
- Cosa resta protetto anche in un film libero
- Dove cercare e come verificare
- Domande frequenti
Quando un film diventa di pubblico dominio in Italia
La regola è nell’art. 32 della legge sul diritto d’autore: i diritti di utilizzazione economica di un film durano fino alla fine del settantesimo anno dopo la morte dell’ultimo sopravvissuto tra il regista, gli autori della sceneggiatura e dei dialoghi e l’autore della musica scritta per il film. Non conta quando il film è uscito, ma quando è morto l’ultimo di questi autori.
Per i film più vecchi il calcolo è più complicato. La legge italiana ha cambiato più volte la durata della protezione, e la giurisprudenza ha chiarito che ogni allungamento vale solo per le opere ancora protette quando è entrato in vigore, non per quelle già cadute in pubblico dominio. Alcuni film italiani dei primi decenni del Novecento possono quindi essere davvero liberi, altri della stessa epoca no. Va ricostruito titolo per titolo.
A questo si aggiunge il diritto del produttore sulle copie del film, che dura cinquant’anni dalla fissazione e si somma ai diritti degli autori. La Cassazione (ord. 14117/2023) ha escluso che un film caricato su YouTube fosse libero solo perché erano passati cinquant’anni dalla pubblicazione: restava in piedi la durata calcolata sulla morte degli autori.
Perché lo status americano non vale qui
Quasi tutte le liste di “film senza copyright” vengono dagli Stati Uniti, dove fino al 1989 un film poteva perdere la protezione per un errore formale: la mancanza dell’avviso di copyright sulle copie o il mancato rinnovo della registrazione. È quello che è successo a La notte dei morti viventi (1968) di George A. Romero, distribuito senza avviso di copyright e per questo libero negli Stati Uniti.

In Italia quelle formalità non hanno mai contato: la protezione nasce con l’opera e dura secondo i termini italiani. La giurisprudenza li ha applicati anche ad autori statunitensi, per esempio nel caso del personaggio di Zorro. Romero è morto nel 2017: in Italia il suo film va considerato protetto. Lo stesso vale per i film di Charlie Chaplin, come Il monello (1921), libero negli Stati Uniti ma in Italia protetto fino alla fine del 2047, settant’anni dopo la morte del regista.
Un esempio di film davvero libero anche da noi è Viaggio nella Luna (1902) di Georges Méliès, morto nel 1938. Ma anche qui attenzione: la versione a colori restaurata e uscita nel 2011, con una colonna sonora nuova, ha elementi che non sono di pubblico dominio.
Il caso: L’ultimo uomo sulla terra
L’ultimo uomo sulla terra (1964) è un horror girato a Roma con pochissimi mezzi, tratto dal romanzo Io sono leggenda di Richard Matheson e interpretato da Vincent Price. Matheson partecipò alla sceneggiatura ma, insoddisfatto del risultato, la firmò con lo pseudonimo Logan Swanson.

La città deserta del film è l’Eur, il quartiere progettato sotto il fascismo per l’Esposizione Universale del 1942, che negli anni Sessanta sembrava ancora un luogo del futuro: un non-luogo che non assomiglia a niente e non porta da nessuna parte.

Negli Stati Uniti il film è considerato di pubblico dominio e circola liberamente su Internet Archive e in decine di edizioni DVD economiche. In Italia il discorso cambia. Tra gli autori rilevanti c’è Matheson, morto nel 2013: applicando la regola italiana, il film sarebbe protetto fino alla fine del 2083. E resta comunque protetto il romanzo, i cui diritti sono stati acquistati per gli adattamenti successivi, da 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra con Charlton Heston a Io sono leggenda con Will Smith.
Chi volesse proiettarlo in una rassegna, inserirlo in un catalogo o riusarne le scene dovrebbe quindi verificarne lo status prima, non dopo. È il caso tipico del film che “tutti sanno” essere libero.
Cosa resta protetto anche in un film libero
Anche quando il film è davvero caduto in pubblico dominio, non tutto quello che c’è dentro o intorno lo è.
La musica. Se il film usa musica preesistente, non scritta per il film, quella musica segue la propria durata, calcolata sulla vita del suo autore. Una nuova colonna sonora aggiunta a un film muto è un’opera nuova e protetta.
L’opera di partenza. Un film libero tratto da un romanzo ancora protetto non libera il romanzo: per un remake o un nuovo adattamento servono i diritti sull’opera originale.
La copia che usi. Restauri, colorizzazioni, sottotitoli, doppiaggi e montaggi successivi possono avere titolari propri. Cineteche e archivi, inoltre, forniscono i materiali con contratti che ne regolano l’uso, anche quando il film è libero.
I diritti morali. In Italia il diritto di essere riconosciuti autori e di opporsi a modifiche che danneggino l’onore o la reputazione non scade mai, e dopo la morte può essere fatto valere dagli eredi. Tagliare, rimontare o rimusicare un film libero è possibile, ma non senza limiti.
Gli altri diritti. Marchi, personaggi registrati e immagine delle persone riprese possono avere una tutela autonoma, soprattutto se il film viene usato in pubblicità o merchandising.
Dove cercare e come verificare
Per i film italiani le fonti più affidabili sono le cineteche e gli archivi: la Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale, la Cineteca di Bologna, l’Archivio Luce. Indicano chi detiene i materiali e a quali condizioni si possono usare.
Internet Archive e la Library of Congress sono utili per i film americani, ma lo status che indicano è quello statunitense. I canali YouTube con film “public domain” non sono una fonte. Le licenze Creative Commons sono una cosa diversa: l’opera resta protetta e l’autore ne permette alcuni usi, a determinate condizioni.
La verifica vera, prima di un uso commerciale, passa per alcuni passaggi: individuare regista, sceneggiatori, dialoghisti e compositore e le loro date di morte; controllare il regime applicabile se il film è anteriore agli anni Ottanta; verificare musica, opera di partenza e titolarità della copia; leggere le condizioni dell’archivio.
Per l’uso di singole scene, e non del film intero, valgono regole diverse: le trovi nella guida sugli spezzoni di film. Per il pubblico dominio in generale, la guida sul pubblico dominio.
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Domande frequenti
Quando un film diventa di pubblico dominio in Italia?
Alla fine del settantesimo anno dopo la morte dell’ultimo sopravvissuto tra regista, autori della sceneggiatura e dei dialoghi e autore della musica scritta per il film (art. 32 della legge 633/1941). Per i film più vecchi va verificato anche il regime applicabile all’epoca.
Un film di pubblico dominio negli Stati Uniti è libero anche in Italia?
Non necessariamente. Negli Stati Uniti molti film sono caduti in pubblico dominio per errori formali, come la mancanza dell’avviso di copyright. In Italia contano solo i termini di durata, calcolati sulla morte degli autori.
La notte dei morti viventi è di pubblico dominio?
Negli Stati Uniti sì, per la mancanza dell’avviso di copyright. In Italia va considerato protetto, perché il regista George A. Romero è morto nel 2017.
Posso modificare liberamente un film di pubblico dominio?
Puoi tagliarlo, rimontarlo o rimusicarlo, ma in Italia i diritti morali degli autori non scadono: le modifiche non devono ledere il loro onore o la loro reputazione.
Un film restaurato è ancora di pubblico dominio?
Il film resta libero, ma la copia restaurata, la nuova colonna sonora o i materiali forniti da un archivio possono avere titolari propri e condizioni d’uso.
Dove trovo film di pubblico dominio affidabili?
Per i film italiani nelle cineteche e negli archivi, che indicano titolari e condizioni. Internet Archive e Library of Congress riportano lo status statunitense, che in Italia può non valere.
Link utili
| Argomento | Link |
|---|---|
| Legge sul diritto d’autore | L. 633/1941 su Normattiva |
| Archivi italiani | Cineteca Nazionale, Cineteca di Bologna, Archivio Luce |
| Pubblico dominio | Pubblico dominio: la guida |
| Uso di scene | Spezzoni di film: quando puoi usarli |
| Diritto d’autore nel cinema | Diritto d’autore nel cinema |
| Originalità | Originalità e diritto d’autore nel cinema |
| Licenze libere | Licenze Creative Commons |
| Assistenza | Avvocato del cinema |
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