Il caso Mankowitz: quando il giudice decide se una foto è arte

come valutare una foto artistica

Il caso Mankowitz: quando il giudice decide se una foto è arte

Una società vende sigarette elettroniche usando il ritratto di Jimi Hendrix — modificato per farlo sembrare un fumatore. Il fotografo che aveva scattato quella foto nel 1967 fa causa. Il tribunale gli dà torto. La corte d’appello, due anni dopo, gli dà ragione. Lo stesso scatto, gli stessi giudici francesi, due verdetti opposti.

Il caso Mankowitz è uno dei più istruttivi sul tema del diritto d’autore nella fotografia, perché mette a nudo una verità scomoda: il criterio di originalità non è oggettivo, e il confine tra una foto protetta e una che non lo è passa spesso per la capacità del fotografo di raccontare le proprie scelte creative davanti a un giudice.


I fatti

Nel 1967 il fotografo britannico Gered Mankowitz — già noto per i suoi ritratti dei Rolling Stones — realizza un servizio fotografico con Jimi Hendrix. Uno di questi scatti diventa un’immagine iconica: Hendrix in primo piano, sguardo intenso, sfondo scuro, grandangolo senza distorsioni.

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Decenni dopo, una società francese che vende sigarette elettroniche e accessori per il fumo riproduce e modifica quella fotografia per usarla in una campagna pubblicitaria. Nell’immagine alterata, Hendrix fuma una sigaretta elettronica. Mankowitz porta la società in giudizio per violazione del diritto d’autore.


Il Tribunale di Parigi: la foto non è originale

Nel 2015 il Tribunale di Parigi respinge la domanda di Mankowitz. La motivazione è netta: la fotografia non è originale perché non riflette in modo sufficientemente chiaro la personalità dell’autore. I giudici non sono convinti che la posa di Hendrix, l’inquadratura e le scelte tecniche siano attribuibili in modo inequivocabile alle decisioni creative del fotografo.

Il Tribunale si basa sulla giurisprudenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea — in particolare le sentenze Infopaq (C-5/08) e Painer (C-145/10) — secondo cui un’opera è originale se rappresenta la creazione intellettuale dell’autore, riflettendo le sue scelte libere e creative. Per le fotografie, i criteri rilevanti sono le scelte del fotografo su:

  • posizione e posa del soggetto
  • sfondo e contesto visivo
  • inquadratura e composizione
  • illuminazione
  • impostazioni della macchina fotografica
  • obiettivo e dispositivo utilizzato
  • tecniche di sviluppo ed editing

Il problema, secondo il Tribunale, è che Mankowitz non ha dimostrato in modo convincente che quelle scelte fossero sue — e non semplice documentazione di un soggetto che si muoveva da solo davanti all’obiettivo.


La Corte d’Appello di Parigi: la foto è originale

Nel giugno 2017 la Corte d’Appello ribalta completamente la decisione. La stessa fotografia viene dichiarata originale e protetta dal diritto d’autore.

Cosa è cambiato? Mankowitz ha raccontato meglio il proprio processo creativo. Ha spiegato di aver organizzato e diretto lo shooting: aveva scelto lui la posa e l’angolazione di Hendrix, aveva selezionato una specifica camera e un obiettivo grandangolare per ottenere l’effetto desiderato senza distorsioni, aveva deciso lo sfondo e l’inquadratura. Non stava solo documentando un soggetto — stava costruendo un’immagine.

La Corte ha sottolineato anche la reputazione internazionale di Mankowitz come fotografo, elemento che ha contribuito a rendere credibile la sua narrazione delle scelte creative compiute. E ha confermato che la riproduzione e l’alterazione non autorizzata di un’opera protetta per fini promozionali — compreso far fumare a Hendrix una sigaretta elettronica — rientra pienamente nelle violazioni dei diritti esclusivi dell’autore.


Cosa insegna questo caso

Il caso Mankowitz non riguarda solo la fotografia. Riguarda il modo in cui il diritto d’autore funziona nella pratica: chi non sa spiegare le proprie scelte creative rischia di perderle.

Il criterio di originalità, per quanto apparentemente tecnico, si applica attraverso una valutazione del giudice che è inevitabilmente soggettiva. Due tribunali dello stesso Paese, sullo stesso scatto, sono arrivati a conclusioni opposte. La differenza non stava nella fotografia — stava nella qualità della prova fornita dal fotografo.

Per chi lavora nella fotografia professionale, questo significa due cose concrete. Prima di tutto, documentare il processo creativo: note di regia, brief dello shooting, scelte tecniche, corrispondenza con il cliente. In secondo luogo, nel momento in cui si scopre un utilizzo non autorizzato di un proprio scatto, farsi assistere da un legale specializzato prima di agire — perché la differenza tra una causa vinta e una persa può stare nella capacità di costruire la prova dell’originalità.

Per il quadro generale sulla tutela delle fotografie e sulla distinzione tra fotografie artistiche e fotografie semplici, leggi la nostra guida completa ai diritti d’autore sulle fotografie.


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Sono Claudia Roggero, avvocata specializzata in Proprietà Intellettuale, Diritto d’Autore e dello Spettacolo. La mia missione non è solo guidarti attraverso il labirinto normativo che governa il mondo delle arti, della musica, dell’audiovisivo, dell’editoria e del digitale. Con bravura ed una competenza d’eccellenza, mi dedico a trasformare le complessità legali in opportunità strategiche, sempre con un approccio profondamente umano.

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