Tutela del titolo di un libro

La tutela del titolo secondo il diritto d’autore

Il titolo è quell’elemento che identifica e distingue un’opera dalle altre dal punto di vista dei contenuti. L’articolo 100 della legge sul diritto d’autore disciplina e protegge il titolo dell’opera dell’ingegno facendo una distinzione tra “titolo dell’opera” e “titolo del giornale, delle riviste o di altre pubblicazioni periodiche.” La legge, così come tutela il nome contro usi o abusi da parte di terzi, allo stesso modo riconosce all’autore dell’opera il diritto di sfruttamento del titolo e, di conseguenza, di vietare che altri ne facciano un uso contro il proprio volere.

I divieti imposti dalla legge e la regola del consenso

L’autore ha il diritto di vietare la riproduzione del titolo sopra altra opera, salvo il caso in cui egli abbia dato il proprio consenso, e quello in cui il titolo non svolga la funzione di individuare l’opera stessa. Condizione necessaria affinché l’autore possa impedire a terzi l’apposizione del titolo su un’opera diversa da quella propria, è che quest’ultimo sia in grado di individuare effettivamente quella particolare creazione. In tal caso dare lo stesso titolo a un’opera, per esempio, potrebbe creare confusione tra il pubblico dei lettori o degli ascoltatori. Per questo stesso motivo si può riprodurre il titolo di un’opera sopra un’altra senza il consenso dell’avente diritto (l’autore o il cessionario dei diritti), qualora esse siano di specie o carattere così diverse da risultare esclusa ogni possibilità di confusione. Pertanto, se un libro non ha alcun riscontro nel pubblico (è un cosiddetto “fiasco commerciale”) l’autore non potrà impedire ad alcuno di “chiamare” un’altra opera con lo stesso “nome.” Infatti la tutela accordata è subordinata alla effettività della capacità del titolo di individuare quella particolare opera. Lo scrittore, quindi, potrà impedire che il suo scritto sia riprodotto senza il suo consenso, ma non potrà far nulla per ostacolare l’uso del titolo di quella stessa opera.

Tutela del titolo di un libro come marchio registrato

Nelle diverse dinamiche e articolazioni della realtà ci sono stati casi in cui l’autore ha registrato presso l’ufficio marchi il titolo dell’opera, rendendo applicabile in tal modo la disciplina dettata per i marchi. La registrazione ovvia all’inconveniente della scarsa popolarità dell’opera e, di conseguenza, della scarsa capacità del titolo di individuare l’opera. Il titolare di un marchio registrato, infatti, ha il diritto esclusivo di utilizzazione su tutto il territorio nazionale e a prescindere dalla sua effettiva diffusione. La registrazione garantisce l’esclusiva per dieci anni o, male che vada, per cinque anni nel caso di non uso del marchio. Considerare il titolo alla stessa stregua del marchio, quindi, risulta più vantaggioso, poiché la tutela è accordata per il semplice fatto della registrazione. Tuttavia, su questo punto la dottrina e la giurisprudenza non sono pienamente concordi.

Tutela del titolo di un libro come marchio registrato. I sostenitori del “si”

I sostenitori del “sì”, cioè della registrabilità del titolo come marchio distinguono il titolo della singola opera “romanzo, brano musicale, ecc.” da quello delle pubblicazioni periodiche. Essi sostengono che solo in quest’ultimo caso si possa procedere alla registrazione, perché il titolo svolge la stessa funzione del marchio, cioè indica la provenienza, la comune origine imprenditoriale dei diversi numeri della rivista. Il titolo non individua l’opera e il suo contenuto, ma la provenienza, così come il marchio dei prodotti imprenditoriali. Basti pensare che per identificare un fascicolo particolare di una rivista il solo titolo non è assolutamente sufficiente: occorre sapere il numero e la data di pubblicazione.

Tutela del titolo di un libro come marchio registrato. I fautori del “no”

Al contrario, i fautori del “no” portano avanti diversi argomenti: che il fondamento della tutela del titolo deve essere ricercato nella legge sul diritto d’autore, che affronta in modo specifico il tema; che il titolo del periodico identifica una sola opera composta di tanti fascicoli di diverso contenuto.

Conclusioni

In conclusione, per quanto la questione sia controversa su un piano teorico, nella prassi si continua a registrare titoli di periodici e di opere come fossero dei marchi, in attesa che l’opinione maggioritaria degli operatori del diritto si consolidi su una delle due posizioni.Tutela del titolo di un libro come marchio registrato

“Il Diario di Anna Frank” ha carattere distintivo? Individua effettivamente solo quel libro? Anche se il libro  è caduto in pubblico dominio, il titolo può essere registrato e tutelato come marchio? Continua a leggere….

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