Plagio o Elaborazione Creativa?

Plagio o elaborazione creativa: quali sono le differenze?

Plagio o elaborazione creativa

Elaborazione creativa o contraffazione?

In tema di diritto d’autore, mentre la contraffazione si caratterizza per la sostanziale riproduzione dell’opera originale, l’elaborazione creativa presenta un grado di originalità e individualità, seppur minimo, che consente di differenziarla dall’opera originaria. La liceità dell’elaborazione è condizionata al consenso dell’autore ed alla citazione dell’opera originaria.

Cosa sono le opere dell’ingegno?

Per opere dell’ingegno si intende quell’ampia gamma di produzione che abbraccia i più svariati campi in cui può estrinsecarsi lo spirito creativo dell’essere umano: la letteratura, la musica, il cinema, il teatro, le arti figurative nonché, specie negli ultimi anni, l’informatica.

La questione da risolvere riguarda i criteri da adottare al fine di qualificare un’opera come opera dell’ingegno protetta.

Il nostro ordinamento giuridico, accorda tutela, in modo autonomo, alle elaborazioni di opere dell’ingegno preesistenti, purché, però, rivestano carattere creativo. L’opera di elaborazione, qualificata anche come opera derivata, deve indubbiamente essere ispirata all’opera originale. Deve trarre da quest’ultima spunti ed elementi riconoscibili, ma, a sua volta, deve essere caratterizzata da elementi di creatività ed originalità tali da renderla opera dell’intelletto autonoma. Un esempio di elaborazione di carattere creativo è dato dagli «arrangiamenti» musicali realizzati su composizioni già esistenti: il pregio artistico di tali arrangiamenti, letto in termini di creatività, consente loro di ricevere un’autonoma tutela rispetto all’opera originaria.

Il carattere della creatività costituisce, infatti, l’elemento discriminante che la legge adotta per individuare le opere meritevoli di protezione.

Il fondamento della necessità di tale requisito si ravvisa nella ratio ispiratrice della normativa sul diritto d’autore, ovverosia l’esigenza di incentivare la produzione e la circolazione dei c.d. beni immateriali, delle idee, e, per questa via, la promozione dello sviluppo culturale e sociale. Sotto il profilo dei requisiti minimi che vanno a connotare l’apporto creativo, il concetto giuridico di creatività non coincide con quelli di creazione, originalità e novità assoluta, Si riferisce invece alla «personale ed individuale espressione di un’oggettività appartenente alle categoria elencate nell’art. 1 della legge n. 633 del 1941». In questo modo l’opera dell’ingegno riceverà protezione a norma di detta legge ogniqualvolta sussista un atto creativo, seppur minimo, suscettibile di manifestazione nel mondo esteriore.

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🎓 sono l'Avvocato dei creativi: li aiuto a lavorare liberamente sentendosi protetti dalla legge

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