Nome a dominio e marchio: come tutelarsi sul web

nome a dominio e marchio

 

 

Il sito web è spesso il primo punto di contatto tra un’impresa e i suoi clienti. Il nome a dominio — quell’indirizzo che precede il .it o il .com — è il segno distintivo con cui quella presenza online viene identificata e ricordata. Eppure molte imprese registrano il nome dominio senza coordinarsi con la strategia di protezione del marchio, scoprendo troppo tardi che qualcun altro ha già occupato lo spazio che avrebbe dovuto essere il loro.

Il legame tra nome a dominio e marchio

Avere un marchio registrato non conferisce automaticamente il diritto al corrispondente nome a dominio. Sono due registrazioni distinte, gestite da enti diversi, con regole diverse. Un’impresa che ha registrato il marchio “Alfa” presso l’UIBM non ha per questo il diritto esclusivo al dominio alfa.it o alfa.com — se qualcun altro li ha già registrati, dovrà o acquisirli o avviare una procedura di contestazione.

Il legame funziona però anche nell’altro senso: un nome di dominio scelto in modo da creare confusione con un marchio altrui può essere contestato e trasferito al titolare del marchio, indipendentemente da chi lo ha registrato per primo. La buona fede nella scelta del dominio — e la mancanza di intenti parassitari — è l’elemento che fa la differenza.

Come scegliere il nome di dominio giusto

La scelta del nome di dominio va fatta in parallelo — o meglio, prima — della registrazione del marchio. Un nome a dominio che riproduce un marchio altrui espone a contestazioni anche se è stato registrato in buona fede. Prima di procedere è consigliabile verificare:

  • che il nome scelto non sia identico o confondibile con un marchio già registrato nelle banche dati UIBM, EUIPO e OMPI
  • che il nome dominio sia disponibile nelle estensioni rilevanti per il mercato di riferimento
  • che il nome non riproduca denominazioni sociali, nomi di persone note o segni distintivi altrui in modo da creare confusione

Approfondisci: contraffazione del marchio — guida completa
Leggi anche: il rischio di confusione e il rischio di associazione tra marchi

Estensioni dei nomi di dominio: nazionale, europea, internazionale

Il nome a dominio è composto da una stringa di caratteri seguita da un’estensione. La scelta dell’estensione dipende dal mercato che si vuole presidiare.

Le estensioni nazionali (ccTLD) identificano un paese: .it per l’Italia, .de per la Germania, .fr per la Francia. Il dominio .it è gestito da NIC.it — il Registro .it del CNR. Per le imprese italiane è il punto di partenza obbligato.

Le estensioni europee e regionali — come .eu per l’Unione Europea — coprono un territorio più ampio con un’unica registrazione. Il dominio .eu è gestito da EURid.

Le estensioni generiche (gTLD) non sono legate a un paese: .com, .org, .net sono le più note, ma negli ultimi anni il loro numero è cresciuto enormemente con estensioni di settore come .moda, .legal, .store. La registrazione avviene tramite registrar accreditati ICANN.

Per una tutela completa, le imprese con vocazione internazionale registrano il proprio nome di dominio in tutte le estensioni rilevanti — almeno .it e .com — per evitare che terzi occupino varianti strategiche del proprio nome.

Cosa succede se qualcuno ha già registrato il tuo marchio come nome a dominio

Se scopri che un terzo ha registrato un nome dominio identico o confondibile con il tuo marchio, hai a disposizione strumenti diversi a seconda dell’estensione e del territorio.

Per i nomi a dominio .it, la procedura di riassegnazione è gestita da NIC.it e si basa su tre presupposti cumulativi: il dominio deve essere identico o confondibile con il tuo marchio o nome; il resistente non deve avere alcun diritto legittimo sul dominio; il dominio deve essere stato registrato e usato in malafede.

Approfondisci: la procedura di riassegnazione dei nomi a dominio in Italia

Per i nomi di dominio con estensioni internazionali (.com, .org, .net e altre gTLD), lo strumento è la procedura UDRP (Uniform Domain-Name Dispute-Resolution Policy) gestita dall’OMPI. I presupposti sono analoghi a quelli italiani: identità o confondibilità con un marchio, assenza di diritti legittimi del resistente, registrazione e uso in malafede.

Per i domini .us e le contestazioni negli Stati Uniti, lo strumento specifico è l’Anticybersquatting Consumer Protection Act (ACPA).

Approfondisci: ACPA — la tutela dei nomi a dominio negli Stati Uniti

Cybersquatting: cos’è e come si combatte

Il cybersquatting è la registrazione in malafede di nomi a dominio corrispondenti a marchi altrui o a nomi di persone note, con l’obiettivo di rivenderli al legittimo titolare a prezzo elevato o di danneggiarne l’attività. È un fenomeno diffuso e costoso: le imprese che non presidiano preventivamente il proprio nome dominio sul web si trovano spesso a dover acquistare il proprio dominio da chi lo ha occupato prima, oppure ad avviare procedure di contestazione lunghe e incerte.

La malafede del registrante è l’elemento centrale di qualsiasi procedura di riassegnazione. Gli indizi più significativi sono:

  • la registrazione del nome di dominio senza alcun uso reale
  • l’offerta di vendita al titolare del marchio a prezzi sproporzionati
  • la registrazione di più nomi di dominio contenenti marchi di terzi (warehousing)
  • l’utilizzo del dominio per attrarre traffico creando confusione con il brand originale

Approfondisci: domain grabbing e riassegnazione nomi a dominio

I rimedi disponibili: Italia, Europa, USA

I rimedi contro l’uso illecito di un nome a dominio variano in base all’estensione e al territorio:

  • Italia — domini .it: procedura di riassegnazione davanti a NIC.it tramite un PSRD (Prestatore del Servizio di Risoluzione delle Dispute), come la Camera Arbitrale di Milano. Più rapida e meno costosa del giudizio ordinario.
  • Unione Europea e internazionale — .com, .org, .net: procedura UDRP davanti all’OMPI o ad altri provider accreditati ICANN. Tempi brevi, costi contenuti, decisioni esecutive presso i registrar.
  • USA — domini .us: ACPA (Anticybersquatting Consumer Protection Act), che consente azioni davanti ai tribunali federali americani con richiesta di risarcimento.
  • In alternativa: il ricorso all’autorità giudiziaria ordinaria, che consente anche di chiedere risarcimento del danno e inibitoria oltre alla semplice riassegnazione del nome dominio.

Come proteggersi preventivamente

La strategia più efficace è preventiva. Registrare il nome a dominio in tutte le estensioni rilevanti prima — o in parallelo — alla registrazione del marchio elimina alla radice il rischio di cybersquatting e di conflitti futuri. Il costo di dieci registrazioni di nomi a dominio è sempre inferiore al costo di una procedura di riassegnazione o di un contenzioso.

Alla registrazione si affianca il monitoraggio: tenere sotto controllo le nuove registrazioni di nomi di dominio simili al proprio — così come si fa con i marchi tramite la sorveglianza — consente di intervenire tempestivamente prima che il danno si consolidi.

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Domande frequenti

Il marchio registrato mi dà il diritto al nome a dominio corrispondente?

No — sono due registrazioni distinte. Il marchio e il nome di dominio si gestiscono in parallelo. Registrare il marchio senza registrare anche il dominio lascia aperta la possibilità che un terzo lo occupi prima.

Come scelgo il nome di dominio giusto senza violare marchi altrui?

Verificando preventivamente nelle banche dati UIBM, EUIPO e OMPI che il nome scelto non sia identico o confondibile con un marchio già registrato. Un nome dominio confondibile può essere contestato anche se registrato in buona fede.

Cos’è il cybersquatting?

La registrazione in malafede di nomi a dominio corrispondenti a marchi altrui a scopo speculativo. Si combatte con la procedura di riassegnazione NIC.it per i domini .it, con la procedura UDRP dell’OMPI per le estensioni internazionali, e con l’ACPA per i domini .us.

Quali estensioni di nomi di dominio dovrei registrare?

Per un’impresa italiana: almeno .it e .com. Per chi opera in Europa: anche .eu. Per chi ha vocazione internazionale: le estensioni dei mercati di riferimento. Registrarle preventivamente costa sempre meno di una procedura di contestazione successiva.


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Leggi anche: Riassegnazione dei nomi a dominio · Contraffazione del marchio · Rischio di confusione tra marchi · ACPA — tutela dei domini negli USA · Registrare un marchio in Italia

 

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Avvocata specializzata in diritto d'autore, proprietà intellettuale e diritto dello spettacolo. A Roma dal 2003, lavoro con registi, musicisti e produttori indipendenti — dalla fase di sviluppo fino alla distribuzione.

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