Sentenza n. 1875 del 2019: il diritto all’immagine delle celebrità. Con questa decisione, il Tribunale di Milano ha ribadito un principio fondamentale del diritto d’autore e del diritto all’immagine. Il caso riguardava l’utilizzo di una fotografia di una nota attrice da parte di un’azienda, senza il suo consenso, per fini commerciali. La sentenza ha stabilito che la riproduzione e la diffusione dell’immagine di una celebrità, al di fuori del diritto di cronaca, richiede sempre un’autorizzazione specifica. Il Tribunale ha sottolineato come l’immagine di una persona famosa abbia un valore commerciale intrinseco, e il suo utilizzo non autorizzato lede il diritto esclusivo della persona di sfruttare economicamente la propria notorietà. La decisione ha avuto un impatto significativo, rafforzando la tutela dei personaggi pubblici e il loro potere di controllare l’uso della propria immagine per scopi di marketing e pubblicità.
La tutela dell’immagine delle celebrità: un diritto al risarcimento
La regola generale è chiara: chiunque pubblichi in modo abusivo il ritratto di una persona nota è tenuto a risarcire il danno. Questo danno viene considerato di natura patrimoniale, poiché la notorietà di un personaggio, soprattutto nel campo dello spettacolo, è legata allo sfruttamento economico della propria immagine. La pubblicazione abusiva, infatti, priva la celebrità della possibilità di commercializzare al meglio il proprio ritratto per pubblicizzare prodotti o servizi.
Cassazione: la sentenza n. 1875 del 2019: il valore del rifiuto
Il principio “Sandrelli”: il rifiuto non è abbandono
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1875 del 2019, ha accolto il ricorso di un VIP contro una casa editrice che aveva pubblicato sue fotografie private. La Corte d’Appello aveva precedentemente escluso il danno patrimoniale, sostenendo che il VIP avesse già negato il consenso alla pubblicazione di immagini della sua vita privata e non avesse quindi subito un danno economico. La Cassazione, richiamando la precedente sentenza “Sandrelli” del 2004, ha ribadito un principio fondamentale: il rifiuto di pubblicare determinati ritratti non equivale a un abbandono del diritto. Al contrario, fa parte di una strategia di gestione dell’immagine che solo il titolare può adottare. Per questo motivo, l’abusiva pubblicazione può arrecare un danno ancora più grave, che può essere risarcito anche in termini di perdita di reputazione professionale.
La liquidazione del danno patrimoniale: come si calcola
Per quanto riguarda il calcolo del danno patrimoniale, la Cassazione ha stabilito che, sebbene la parte lesa debba fornire la prova del pregiudizio economico subito, in assenza di prove specifiche può comunque far valere il diritto a un risarcimento. Tale importo viene determinato in via equitativa dal giudice, che tiene conto di diversi fattori, tra cui il compenso che la celebrità avrebbe presumibilmente richiesto per concedere il proprio consenso e il vantaggio economico ottenuto dall’autore dell’illecita pubblicazione.
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