Plagio TV: trama, format e personaggi sotto la lente

Plagio TV: Quando l'Originalità Scompare dallo Schermo. Apple torna in tribunale per difendersi dalle accuse mosse alla serie.

Plagio TV: quando l’originalità scompare dallo schermo

Nel mondo della televisione, l’innovazione e la creatività sono beni preziosi. Tuttavia, capita spesso che il sottile confine tra ispirazione e plagio venga superato, portando a dispute legali e accuse di copia. Ma cosa si intende esattamente per plagio in questo contesto, e quali sono i casi più noti che hanno scosso il mondo della TV?

Cos’è il plagio? Una definizione generica

In senso lato, il plagio è l’appropriazione non autorizzata e la presentazione come propria di un’opera o di una parte significativa di essa, creata da un altro autore. Non si tratta semplicemente di ispirarsi a un’idea generale, che di per sé non è tutelabile. Quello che viene protetto è la forma espressiva di quell’idea: la sua struttura specifica, i dettagli narrativi, i personaggi, le sequenze e l’organizzazione peculiare che la rendono unica. Se copio l’idea di una serie su un gruppo di amici che vivono a New York, non è plagio. Ma se copio le loro personalità specifiche, i loro tormentoni, le loro situazioni ricorrenti e il modo in cui sono presentate, allora il rischio di plagio è altissimo.

Il plagio in televisione: sceneggiature, format e personaggi

Il plagio in televisione è particolarmente complesso perché riguarda diversi livelli di un prodotto audiovisivo:

  1. Plagio di Sceneggiatura/Trama: È il caso più diretto, quando la storia, lo sviluppo dei personaggi, i dialoghi o intere sequenze narrative vengono copiati da un’opera preesistente (un’altra serie, un film, un libro). Non basta la somiglianza di un singolo evento, ma la riproduzione di un nucleo narrativo sostanziale e originale.
  2. Plagio di Formato Televisivo: Questo è un ambito più delicato. I format (come i talent show, i reality, i quiz) hanno una struttura specifica che li rende riconoscibili: un certo set, regole di gioco, modalità di interazione tra conduttori e partecipanti, elementi grafici ricorrenti. Il plagio di format si ha quando si riproduce in maniera quasi identica questa “struttura scheletrica” distintiva, anche se i contenuti specifici (i concorrenti, le prove) sono diversi.
  3. Plagio di Personaggi/Elementi Visivi: Sebbene meno comune da solo, la riproduzione di personaggi iconici, costumi particolari, elementi scenografici o specifici stili visivi può contribuire a configurare il plagio, soprattutto se abbinata ad altre somiglianze.

La difficoltà sta nel dimostrare che la somiglianza non è casuale e che l’accusato ha avuto “accesso” all’opera originale.

Casi famosi di plagio nel mondo delle serie TV

Il panorama delle serie TV ha visto diverse accuse di plagio, alcune delle quali hanno fatto molto discutere:

  • Francesca Gregorini vs. Apple + La serie Servant: nel gennaio 2025, dopo un processo durato sette giorni a Riverside, California, una giuria federale ha stabilito all’unanimità che M. Night Shyamalan e il team di “Servant” non hanno commesso plagio nei confronti del film di Francesca Gregorini, “The Truth About Emanuel”. La giuria, dopo aver visionato sia il film che i primi tre episodi della serie, ha concluso che le somiglianze tra le due opere non erano sufficientemente sostanziali da configurare una violazione del copyright. La difesa ha sostenuto che il concetto di una madre che cura una bambola come un bambino non fosse un’idea originale e che, sebbene ci fossero alcune somiglianze iniziali, le due opere si sviluppavano in generi e direzioni diverse (thriller soprannaturale per “Servant” contro dramma psicologico per “The Truth About Emanuel”). In particolare, alcuni articoli di stampa indicano che la giuria avrebbe basato la sua decisione anche sulla mancanza di “accesso” da parte del team di “Servant” al film di Gregorini, un requisito fondamentale per dimostrare il plagio. Questo verdetto pone fine a una battaglia legale durata circa cinque anni, che era stata precedentemente archiviata e poi riaperta in appello.
  • “Squid Game” vs. “Kamisama no Iu Toori” (As the Gods Will): Una delle serie più discusse degli ultimi anni, “Squid Game”, è stata accusata di somigliare in modo impressionante a un film giapponese del 2014, “As the Gods Will” (diretto da Takashi Miike). Entrambe le opere presentano un gruppo di persone costrette a partecipare a giochi mortali per la sopravvivenza, con meccanismi e prove che mostrano somiglianze evidenti (come il gioco “un, due, tre, stella” con una bambola gigante). Sebbene i creatori di “Squid Game” abbiano dichiarato che la serie era stata ideata anni prima dell’uscita del film, le assonanze hanno sollevato molti interrogativi sulla originalità, generando un ampio dibattito tra i fan e la critica.
  • “New Girl” vs. “Friends”: Meno un caso legale e più un dibattito tra i fan, “New Girl” è stata spesso accusata di riprendere la formula di “Friends”. Entrambe le serie ruotano attorno a un gruppo di giovani amici che condividono un appartamento o vivono nelle vicinanze, affrontando le sfide della vita adulta, dell’amore e dell’amicizia. Sebbene non ci sia stata una causa per plagio, le somiglianze nella dinamica dei personaggi e nelle situazioni hanno alimentato il paragone, mostrando come a volte le “formule di successo” vengano riproposte con nuove vesti.
  • “Succession” vs. Casi Reali: La pluripremiata serie “Succession”, che segue le vicende della potente famiglia Roy e del loro impero mediatico, è stata spesso accusata (non legalmente, ma pubblicamente) di trarre ispirazione in modo molto ravvicinato da famiglie reali di magnati dei media come i Murdoch. La serie ha saputo, però, trasformare queste ispirazioni in una narrazione originale e profonda, dimostrando come l’ispirazione possa sfociare in un’opera distintiva, se gestita con grande capacità autoriale.

Difendersi dal plagio in TV

Per i creatori e gli autori televisivi, tutelare le proprie idee è fondamentale. Sebbene il diritto d’autore sorga con la creazione dell’opera, è sempre consigliabile:

  • Depositare la sceneggiatura: Depositare la propria sceneggiatura presso la SIAE (Società Italiana Autori ed Editori) o registrare una data certa tramite altri mezzi (come la marca temporale qualificata) fornisce una prova inequivocabile della paternità e della data di creazione.
  • Documentare il processo creativo: Conservare bozze, appunti, email, registrazioni di riunioni che attestino lo sviluppo dell’idea e della sceneggiatura.
  • Consultare esperti: In caso di dubbi o sospetti di plagio, è essenziale rivolgersi a un avvocato specializzato in diritto d’autore e proprietà intellettuale.

In un’industria così competitiva come quella televisiva, l’originalità è il bene più prezioso. Capire i confini del plagio e adottare le giuste misure di protezione è il primo passo per salvaguardare la propria creatività.

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Sono Claudia Roggero, avvocata specializzata in Proprietà Intellettuale, Diritto d’Autore e dello Spettacolo. La mia missione non è solo guidarti attraverso il labirinto normativo che governa il mondo delle arti, della musica, dell’audiovisivo, dell’editoria e del digitale. Con bravura ed una competenza d’eccellenza, mi dedico a trasformare le complessità legali in opportunità strategiche, sempre con un approccio profondamente umano.

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