Il diritto morale d’autore nei sistemi di common e di civil law

Il diritto morale d’autore nei sistemi di common e di civil law. È così marcata la differenza fra i sistemi di civil law e quelli di common law?

Si è sempre ripetuta la differente impostazione fra diritto d’autore (modello francese) e copyright, principalmente individuata nell’assenza del diritto morale e nel mancato riconoscimento di una titolarità unica ed originaria nell’Autore nel sistema di copyright.

In realtà:

  • riconoscimento giurisprudenziale anche nei sistemi di common law alla paternità dell’opera;
  • marcata tutela giuridica agli imprenditori che investono per sfruttare l’opera nelle varie modalità nei sistemi di civil law;
  • condivisa necessità di contemperare le esigenze privatistiche con gli interessi della società;
  • crescente affievolimento delle differenze per la globalizzazione del marcato.

Indipendentemente dai diritti di utilizzazione economica dell’opera, l’autore ha e conserva, anche dopo la cessione di essi, una serie di facoltà, chiamate diritti morali, che sono regolamentate agli artt. da 20 a 24 della legge sul diritto d’autore.

Lo scopo del diritto morale è quello di proteggere la personalità dell’autore quale si manifesta nella sua opera, purché questa rientri tra quelle che possono formare oggetto di tutela.

La sensazione che il rapporto tra autore e opera non sia un rapporto giuridico meramente patrimoniale ma incida anche negli interessi della personalità, ha origine antica.

La questione era stata dibattuta dal diritto romano, che ha protetto il diritto d’autore come diritto della personalità, con l’esercizio dell’actio iniuriarum.

La versione integrale di questo articolo è in inglese. Ci dispiace se la cosa vi molesta!

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