Pubblicità spontanea e Social Endorsement

Pubblicità spontanea Social Endorsement

I contratti di Endorsement sono accordi negoziali di durata con cui un soggetto (endorser), particolarmente noto al pubblico, si impegna ad utilizzare, in via esclusiva e nell’esercizio della propria attività professionale, i prodotti dell’impresa (endorsee).

Si tratta di accordi che presuppongono lo sfruttamento dell’immagine, nome e voce delle Celebrity – i c.d. well known identity – e quindi del loro «right of publicity».

Elemento rilevante è la notorietà.

I consumatori finali sono indotti ad associare quel personaggio pubblico alla qualità di quel prodotto rispetto ad altri presenti sul mercato.

L’accreditamento di un prodotto o di un brand può avvenire con:

A seconda del personaggio che dà vita alla comunicazione commerciale digitale, l’endorsement viene utilizzato con modalità specifiche che variano in base alle piattaforme utilizzate: Facebook, Twitter, Instagram, You Tube, blog o siti indipendenti ecc.

Da qualche anno però, con la crescita dei social, si sta diffondendo tra i personaggi noti il c.d. Social Endorsement, una forma di pubblicità spontanea. Nello specifico il personaggio pubblico posta delle foto con prodotti appartenenti ad uno o più brand all’interno delle proprie pagine sociali. Un fenomeno di grande impatto sociale e a basso costo, rispetto a quelli sostenuti per una tradizionale pubblicità. L’utilizzo dei social per questa forma di comunicazione commerciale spontanea ha l’attitudine di creare un vero passaparola che si riverbera globalmente e in tempi ridottissimi. Tuttavia, il pericolo è dietro l’angolo.

Social Endorsement o pubblicità occulta?

Parliamo di una forma di marketing poco chiara e per nulla trasparente. Più che pubblicità spontanea si tratta di pubblicità occulta che, secondo alcune ricerche, in termini monetari, farebbe fruttare alle aziende milioni e milioni di incassi.

Basti pensare che lo scorso anno, l’attrice statunitense Selena Gomez pubblicò una foto mentre sorseggiava una bottiglia di Coca Cola. Secondo la rivista AWeek, questo singolo post valeva 550 mila dollari.

A mio avviso, il problema è sempre lo stesso: si ha l’assurda concezione che la rete sia un mondo anarchico, dove ognuno fa quello che più gli sembra opportuno. Se sei una Star del jet set, allora il delirio di onnipotenza prende il sopravvento.

Il confine tra comunicazione commerciale e libera espressione, soprattutto per le celebrity, gli influencer e i personaggi pubblici, è davvero sottile, soprattutto perché spesso la remunerazione di questi personaggi avviene mediante la fornitura di prodotti e servizi sponsorizzati.

La difficoltà sta nel comprendere “se il messaggio veicolato dall’influencer sia spinto da intenti commerciali o rientri nella libera espressione del soggetto, che, in base alla propria esperienza, può ritenere opportuno suggerire ai followers un determinato prodotto o servizio.”

Tuttavia l’Italia non è rimasta a guardare e lo scorso anno l’Istituto di autodisciplina pubblicitaria (Iap) ha promosso la Digital chart per orientare i propri associati all’uso regolare della rete.

Laddove celebrity, influencer o qualsiasi personaggio noto, indichi nel proprio commento o opinione un fine promozionale questo deve essere reso noto all’utente.

La necessità di rilevare al pubblico/consumatore l’esistenza di un contratto di endorsement vede il proprio fondamento nell’art 23 del Codice del Consumo, secondo il quale, “è illecita la condotta consistente nel dichiarare o lasciare intendere, contrariamente al vero, che un soggetto stia agendo quale consumatore e non nell’ambito di un’attività remunerata.”

In America

Pubblicità spontanea e Social Endorsement

In America c’è una vera e propria educazione alla comunicazione.

Per frenare questo fenomeno, la FTC (Federal Trade Commission) – al fine di chiarire i rapporti economici e commerciali con i marchi quando le star postano pubblicità sui propri account – ha informato numerose celebrity circa la necessità e l’obbligo, di dichiarare la natura dell’endorsement, a prescindere dal prodotto.

E soprattutto, l’obbligo di indicare gli hashtag e i link nelle prime righe e non nelle ultime, in quanto gli utenti di norma non vanno oltre le prime righe del post.

Conclusioni

In conclusione, celebrity, blogger, influencer presenti e futuri, se volete postare foto con prodotti propri di un brand fareste bene ad informarmi su cosa sia opportuno fare, quali hashtag inserire e quali tag. Soltanto una comunicazione commerciale chiara e trasparente vi consentirà in non incappare in qualche studio legale quando vi sarà inoltrata una lettera di diffida.

Spero di averti dato qualche informazione utile su come funziona il diritto d’autore nel mondo delle celebrities.

Io ho finito e adesso tocca a te 

Se vuoi saperne di più di come funzionano i contratti con le celebrities, leggi la mia miniguida su Amazon a soli € 7,00:

Se hai dei dubbi sul diritto d’autore puoi contattarmi prenotando, al costo di € 73,00, una consulenza e il mio PRONTO INTERVENTO.instagram-e-copyright

Se ti è piaciuto questo articolo e sei soddisfatto delle informazioni che hai ricevuto, puoi lasciare il tuo commento al nostro blog e ai servizi DANDI QUI.

Liberatoria video

Lo Studio Legale Dandi fornisce assistenza legale in Tutela Diritto D'Autore. Dai un'occhiata ai nostri servizi oppure contattaci!

🎓 sono l'Avvocato dei creativi: li aiuto a lavorare liberamente sentendosi protetti dalla legge

Site Footer