Il Contratto di Edizione per la Stampa

Per contratto di edizione si indica il contratto con il quale l’autore concede ad un editore l’esercizio del diritto di pubblicare per la stampa, per conto e a spese dell’editore stesso, l’opera dell’ingegno (di Angela Patalano).

Oggetto del contratto di edizione.

L’oggetto del contratto è l’interesse dell’editore ad ottenere il diritto di sfruttamento economico erga omnes. Non è richiesta, a pena di nullità, la forma scritta. Può aversi un contratto verbale o per fatti concludenti. La necessità di predisporre la forma scritta rileva soltanto ai fini della prova giudiziale.

Tipologie.

Esistono tipologie di contratti: per edizione o a termine. Il primo ha una durata ventennale. L’autore percepisce un equo compenso solo sulle copie vendute. Eventuali ristampe devono essere oggetto di un ulteriore contratto di edizione. Vanno inoltre “indicati il numero delle edizioni e il numero degli esemplari di ogni edizione.” Nel contratto a termine l’editore ha libertà di stampare, per un determinato periodo di tempo, quante copie desidera, comprese le eventuali ristampe. La percentuale che percepirà viene calcolata sul prezzo di copertina.

Termine.

Entrambe le forme di contratto hanno la durata massima di venti anni. Di tale termine non si tiene conto per le opere: enciclopedie, dizionari, schizzi, disegni, vignette, illustrazioni, fotografie e simili ad uso industriale, lavori di cartografia, opere drammatico-musicali e sinfoniche.

Obblighi dell’Autore.

L’autore deve consegnare all’editore, entro un lasso di tempo predisposto nel contratto, una copia dell’opera per consentirne la pubblicazione. Ove i termini non siano indicati sarà il giudice a determinarli. La copia consegnata all’editore deve avere una forma che non ne renda troppo difficile o costosa la stampa. Inoltre, l’autore deve garantire il pacifico godimento dei diritti ceduti per tutta la durata del contratto. Non può cedere a terzi i diritti di sfruttamento dell’opera incompatibili con quelli ceduti all’editore.

L’Editore: Obblighi e Divieti.

Tra gli obblighi dell’editore rileva quello di pubblicare l’opera con il nome dell’autore, ovvero in forma anonima o con uno pseudonimo e in conformità con l’originale. L’editing e la correzione delle bozze deve avvenire in conformità con quanto stabilito nel contratto. Ove l’editore provveda a pubblicare l’opera in assenza delle correzioni effettuate, l’autore può richiedere la risoluzione del contratto ed eventualmente ottenere un risarcimento del danno. Per importanti e costose correzioni da fare l’editore può imputare i costi all’autore. L’editore è tenuto a pagare i compensi stabiliti. Di regola ammontano al 10% sul prezzo di copertina.

Cosa non può fare l’editore?

All’editore non spettano:

  • i futuri diritti eventualmente attribuiti dalla legge posteriore, che diano una protezione più larga nel contenuto o una maggiore durata;
  • salvo pattuizione espressa, la cessione non ha ad oggetto le eventuali elaborazioni e trasformazioni dellʼopera;
  • altri diritti che non siano necessariamente dipendenti dal diritto trasferito, anche se compresi nella categoria delle facoltà esclusive.

Risoluzione del contratto.

Il contratto si risolve:

  • con il decorso del termine contrattuale di venti anni;
  • la morte dell’autore prima che l’opera sia compiuta (salva l’applicazione dell’art. 121 l.d.a.),
  • il ritiro dell’opera dal commercio;
  • l’impossibilità sopravvenuta di pubblicare, riprodurre o mettere in commercio l’opera (art. 134 l.d.a.).

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Claudia è un avvocato di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, musicisti e produttori cinematografici indipendenti.

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