Il VARA e la Street Art

Il VARA e la Street Art

Il VARA e la Street Art (di Domenico Piero Muscillo)

Il VARA (Visual Artists Rights Act of 1990) distingue tra “opere tutelate” ed atti vandalici”.

Le prime sono quelle che rispettano gli standard della “recognized stature”.

La “recognized stature” ricorre nei casi in cui l’opera sia riconosciuta meritevole di tutela da critici d’arte, da altri appartenenti alla comunità artistica o addirittura da “cross-section of society” [come nel caso “Pollara” – U.S. District Court for the Northern District of New York – 206 F. Supp. 2d 333 (N.D.N.Y 2002 –May 30, 2002 ) – (344 F.3d 265 (2d Cir. 2003) ].

I parametri in questione non sono ben delineati e ciò fa si che il numero delle produzioni artistiche tutelabili sia molto ampio.

In questo modo si tiene conto anche delle avanguardie e di creazioni dell’ingegno non ancora elevate al rango di opere d’arte dalla critica dominante. Si lascia libertà agli artisti di poter sperimentare nuove tecniche creative.

Il VARA e la Street Art:

il VARA si applica soltanto nel caso di opere di cui sia materialmente possibile la rimozione.

La tecnologia permette di spostare l’opera, incidendo sul profilo “epidermico” della superficie utilizzata.

La questione è stata affrontata dalla giurisprudenza statunitense in 2 casi:

Il primo è English v. BFC&R E. 11th St. LLC, No. 97 CIV. 7446 (HB), 1997 WL 746444, at *1 (S.D.N.Y. Dec. 3, 1997), aff’d sub nom. English v. BFC Partners, 198 F.3d 233 (2d Cir. 1999).

Il caso riguarda un gruppo di artisti che ha agito in giudizio per impedire la distruzione di una serie di sculture e di opere murarie realizzate all’interno di un giardino.

La distruzione delle opere era stata minacciata dal progetto di costruire un edificio proprio nel giardino in questione.

La Corte, decidendo in favore delle richieste degli artisti, ha statuito un importante principio:

“in caso di opere realizzate illegalmente e senza il preventivo consenso dei proprietari, è ammissibile la distruzione delle opere, laddove le stesse non possano essere rimosse senza danneggiarle o distruggerle.”

Questa decisione ha introdotto la distinzione tra opere “rimovibili” e “non rimovibili” giungendo alla conclusione che il VARA offre una tutela agli artisti di opere non autorizzate ma comunque rimovibili.

Il secondo caso è “Pollara v. Seymour” [344 F.3d 265 (2d Cir. 2003)].

Il VARA e la Street Art

La Corte ha deciso in maniera “antitetica” rispetto alla decisione “English v. BFC&R E. 11th St. LLC”.

Il caso di specie riguardava l’artista Joanna Pollara, che aveva realizzato un’opera muraria su una lunghissima pergamena posta, senza autorizzazione, su di un muro pubblico. Le sue controparti, i Sigg. Seymour e Casey, distrussero la sua opera. Il murales, secondo quanto affermava parte attrice, costituiva un’opera d’arte rientrante nella categoria dei “work of recognized stature” secondo quanto previsto dal VARA.

Purtroppo per la Pollara la Corte non ha ritenuto la sua opera tutelabile dal VARA

L’artista non era riuscita a provare che il suo murales doveva essere considerato un’opera d’arte rientrante nella categoria della “work of recognized stature”.

Nella sentenza indicata in precedenza la Corte aveva affermato che il VARA trova applicazione unicamente nel caso di “removable works”.

Questa nozione però non è stata precisata chiaramente a livello tecnico e di conseguenza la maggior parte degli esperti di arte contemporanea ritiene che la maggioranza delle opere possa essere rimossa.

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Claudia è un avvocato che si occupa di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, sceneggiatori, registi, produttori cinematografici e televisivi indipendenti, musicisti e fotografi.

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