La tutela del credito da regista di Fausto Brizzi

La tutela del credito da regista di Fausto Brizzi

La tutela del credito da regista di Fausto Brizzi

(liberamente tratto dall’articolo di Eleonora Rosati, IPKat 12 Novembre 2017)

Può un film uscire nelle sale senza che sia menzionato il nome del suo regista?

La domanda riguarda i diritti morali

L’articolo 6-bis della Convenzione di Berna prevede quello che si configura come il diritto morale dell’autore ad essere riconosciuto come tale.

I diritti morali

La tutela dei diritti morali è, per tradizione, considerata particolarmente forte in quelle giurisdizioni che seguono l’approccio francese del droit d’auteur, come l’Italia. E proprio qui è successo il fatto.

Il Film di Fausto Brizzi

L’ultimo film di Fausto Brizzi, la cui uscita nelle sale è prevista per il 15 dicembre, “Poveri ma ricchissimi”, uscirà senza il nome del regista. L’ha deciso la Warner bros che vorrebbe  cancellato il nome di Brizzi dal film dopo le accuse di molestie.

Oltre al fatto che Brizzi, almeno sino ad ora, non è stato identificato esplicitamente, ma solo individuato come “il ben noto 40enne”, dal punto di vista del diritto d’autore si pone un’altra questione: un film può uscire nelle sale senza indicare il nome del suo regista?

Occorre innanzitutto valutare

  • l’art. 20 della legge sul diritto d’autore che prevede che: “Indipendentemente dai diritti esclusivi di utilizzazione economica della opera, previsti nelle disposizioni della sezione precedente, ed anche dopo la cessione dei diritti stessi, l’autore conserva il diritto di rivendicare la paternità dell’opera e di opporsi a qualsiasi deformazione, mutilazione od altra modificazione, ed a ogni atto a danno dell’opera stessa, che possano essere di pregiudizio al suo onore o alla sua reputazione.”
  • e l’articolo 22 che dice “I diritti indicati nei precedenti articoli sono inalienabili. Tuttavia l’autore che abbia conosciute ed accettate le modificazioni della propria opera non è più ammesso ad agire per impedirne l’esecuzione o per chiederne la soppressione.”

L’ambito di paternità o attribuzione dell’opera

In tutto questo, secondo il diritto italiano, sembra che per Warner potrebbe essere difficile distribuire il film di Brizzi senza la menzione del suo nome. Il consenso di Brizzi sarebbe necessario, ma potrebbe non essere sufficiente. Infatti, almeno 2 ulteriori punti, già identificati dall’Avv. Eleonora Rosati nell’articolo pubblicato su IPKat del 12/11/2017, richiederebbero una considerazione.

La tutela del credito da regista di Fausto Brizzi

Il primo è se l’omissione del credito d’autore può essere considerata come una sorta di “modifica” dell’opera.

Se la risposta fosse sì, l’autore potrebbe acconsentire all’uscita del film senza il suo nome. Ma la “modifica” sembra essere legata al diritto all’integrità dell’opera, piuttosto che all’attribuzione.

Il secondo punto (direttamente legato alla risposta del  punto precedente) è se e in quale misura il diritto morale dell’attribuzione possa essere revocato.

Questa questione è ancora in discussione. La conclusione che uno ha diritto di rinunciare al suo diritto morale di attribuzione sarebbe poco accettabile per coloro che sostengono che i diritti morali non sono semplicemente non assegnabili, ma anche irrinunciabili. A questo proposito si ricorda che non è del tutto chiaro, secondo la legislazione italiana, se un accordo con cui si rinuncia al diritto di attribuzione, ad esempio nel caso della scrittura ghostwriting, sia valido e vincolante o, invece, nullo perché contrario alle norme imperative sulla tutela dei diritti morali.

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Claudia è un avvocato che si occupa di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, sceneggiatori, registi, produttori cinematografici e televisivi indipendenti, musicisti e fotografi.

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