La Partiva IVA dei professionisti musicisti

Pubblico questo articolo perchè ho notato che parecchi creativi hanno dubbi e domande sulla partita iva e il regime fiscale migliore per lavorare nel settore artistico. Il contenuto dell’articolo è stato scritto dai professionisti che lavorano in fiscozen “il consulente online per la tua partita iva.” Se sei interessato contattali direttamente e dimmi come ti sei trovato.

Come diventare musicisti professionisti? Con la partita IVA!

Professionisti musicisti con partita iva? Sai che se vuoi diventare un musicista professionista devi avere la partita IVA?

Non aver paura di pagare troppe tasse però, perché oggi grazie ad un nuovo regime agevolato potrai pagare solo il 5% di imposta sostitutiva!

Lavorare con ritenuta d’acconto

Online avrai letto che è possibile avviare un’attività da cantante o musicista professionista senza avere partita IVA, utilizzando la prestazione occasionale e la relativa ritenuta d’acconto. Non è del tutto corretto, perché se da una parte potresti lavorare con ritenuta d’acconto, dall’altra questa tua attività dovrà, necessariamente, essere occasionale.

Il termine stesso “prestazione occasionale” evidenzia come sia importante avere un’attività sporadica e non coordinata e pubblicizzata per poter utilizzare la ritenuta d’acconto. Ipotizziamo che tu faccia una sola esibizione durante l’anno, in questo caso puoi anche utilizzare la prestazione occasionale. Ma se pubblicizzi la tua attività di musicista, cercando di ottenere più contratti possibili, allora sappi che dovrai necessariamente aprire partita IVA.

Regime dei minimi o regime forfettario?

Esisteva, sino al 2016, un regime agevolato che tutti sceglievano per la possibilità che dava di poter risparmiare sulle tasse, e cioè il regime dei minimi. Ora questo regime sembra scomparso. Online troviamo che “non esiste più il regime dei minimi”, ma è vero? In parte. Il vecchio regime dei minimi infatti non esiste più ma c’è un nuovo regime dei minimi che si chiama regime forfettario come puoi leggere qui https://blog.fiscozen.it/regime-dei-minimi-2018/

Come si apre partita IVA da musicista

È possibile aprire partita IVA consegnando il Modello AA9/12 presso l’Agenzia delle Entrate, correlato di documenti di riconoscimento, oppure online sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Sul modello si devono compilare tutti i dati che identificano la tua attività lavorativa, tra cui il Codice ATECO. Questo codice è una combinazione di numeri e lettere e per i musicisti è il 90.03.09, “altre attività di creazioni artistiche” per i compositori e il 90.01.09 “altre attività di rappresentazioni artistiche” destinato agli esecutori e concertisti. Nel caso tu fossi sia un cantante che un compositore, sappi che potrai scegliere entrambi i codici ATECO segnalando al fisco qual è l’attività prevalente tra le due segnalate.

Regime forfettario: agevolazioni sugli adempimenti fiscali

Se sei un musicista nei primi anni di attività, scegliere un regime fiscale agevolato potrebbe farti vivere più serenamente l’attività. Questo perché il regime forfettario, che è il regime agevolato che lo Stato ha messo a disposizione dei contribuenti, ha delle importanti facilitazioni sugli adempimenti fiscali. Infatti scegliendo questo regime si avrà l’esenzione da Irpef, IVA, Irap, studi di settore e scritture contabili. Si pagherà una sola imposta sostitutiva, che è pari al 5% nei primi cinque anni di attività e del 15% negli anni successivi. Ovviamente questo regime non è accessibile a tutti, ma bisogna rispettare delle regole tra cui il limite annuo di ricavi generati. Questo limite è diverso per ogni attività lavorativa, così come classificate dal Codice ATECO. Per i musicisti, il limite annuo di ricavi è di 30.000€ con un coefficiente di redditività del 67%. Questo coefficiente permette di calcolare il reddito imponibile sul quale determinare le tasse, in quanto nel regime forfettario non è possibile dedurre nessuna spesa, ma lo Stato ha fissato comunque un forfettario di spesa per ogni attività lavorativa. Questo significa che, sia che siano state sostenute o meno, è comunque possibile dedurre un 33% di quanto hai incassato!

Contributi previdenziali: ex Enpals

In Italia sono obbligatori i contributi previdenziali, che in futuro, tra le altre cose, ti permetteranno anche di ricevere una pensione. Il musicista che ha aperto partita IVA per l’esercizio della propria professione, deve iscriversi alla gestione contributiva dell’ex Enpals in qualità di lavoratore autonomo esercente attività musicale. Con l’iscrizione all’Enpals si ha il diritto ad ottenere il certificato di agibilità, che deve essere richiesto prima dello svolgimento dello spettacolo, di compilare la denuncia contributiva e versare i contributi in maniera autonoma. Il contributo di agibilità, rilasciato dalla cassa previdenziale, deve essere chiesto al fine di poter effettuare l’esibizione in pubblico. Il suo rilascio è essenziale in quanto anche l’azienda che ospita il musicista dovrà possederlo per ospitare l’esibizione. Il certificato viene rilasciato solo qualora il musicista sia in regola con la contribuzione ma sono esonerati dalla compilazione del certificato:

  • gli studenti fino a 25 anni di età,
  • i minorenni e
  • i pensionati con più di 65 anni e gli artisti non professionisti che abbiano un’altra occupazione, con cassa previdenziale di pertinenza.

I contributi da versare alla cassa previdenziale sono di 3 tipi:

  • il 33% del compenso pattuito, di cui il 9,19% a carico del lavoratore e il 23,81% a carico del committente.
  • 5% di contributo di solidarietà a carico del lavoratore e per metà a carico del committente (dovuto per compensi superiori ai 300,07€).
  • 1% di contributo aggiuntivo a carico del lavoratore della parte del compenso giornaliero eccedente la somma di 137,95€.
Io ho finito e adesso tocca a te 

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Claudia è un avvocato di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, musicisti e produttori cinematografici indipendenti.

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