Diritto d’autore e intelligenza artificiale nel cinema: il quadro europeo e la Legge 132/2025
L’intelligenza artificiale generativa è entrata nella produzione audiovisiva da ogni direzione: sviluppo del soggetto, effetti visivi, doppiaggio automatico, distribuzione. Il mercato accelera. Ma il quadro legale — tra diritto europeo, giurisprudenza internazionale e il nuovo Disegno di Legge italiano sull’AI — sta prendendo forma rapidamente, e i produttori indipendenti non possono permettersi di arrivare impreparati.
Chi è l’autore di un’opera creata con l’AI?
La risposta del diritto italiano ed europeo è chiara: il diritto d’autore protegge l’ingegno umano. Un’opera è tutelabile solo se rispecchia le scelte libere e creative di un autore in carne e ossa — è il test consolidato dalla Corte di Giustizia UE (da Infopaq a Cofemel). Un algoritmo, da solo, non è autore.
Questo non significa che un’opera realizzata con l’AI non sia protetta. Significa che la tutela dipende da quanto il processo creativo è rimasto nelle mani di una persona. Chi scrive i prompt, guida le iterazioni e opera scelte estetiche determinanti può essere autore — se il suo contributo è realmente determinante.
Diritto d’autore e intelligenza artificiale: il training AI sulle opere cinematografiche: serve una licenza
Addestrare un modello su film, colonne sonore o sceneggiature coinvolge diritti d’autore e diritti connessi: riproduzione, estrazione da banche dati, comunicazione al pubblico. Ogni fase del processo — dallo scraping alla creazione del dataset, dalla pubblicazione online all’addestramento vero e proprio — attiva diritti esclusivi.
Le eccezioni TDM non coprono tutto il processo
Il diritto europeo prevede eccezioni per il text and data mining (artt. 3 e 4 della Direttiva DSM 2019/790, recepiti in Italia agli artt. 70-quater e 70-quinquies L. 633/1941). Ma queste eccezioni coprono solo una parte del processo. Non coprono la fase di generazione dell’output. Non coprono tutti gli atti di riproduzione intermedi. E non esonera da responsabilità chi usa contenuti senza il consenso del titolare dei diritti.
Conclusione: in assenza di riforma, il training AI su contenuti protetti richiede una licenza. Non è un’opinione: è una lettura del diritto vigente confermata anche dall’AI Act europeo (Reg. 2024/1689).
Diritto d’autore e intelligenza artificiale: le prime sentenze internazionali
Il contenzioso si sta moltiplicando. Disney, Universal e Warner Bros. hanno avviato cause contro Midjourney negli USA (2025) per uso non autorizzato delle loro opere. Il settlement Anthropic con gli autori (settembre 2025) ha segnalato che anche negli Stati Uniti la strada del licensing obbligatorio è ormai aperta.
Quando l’output AI è protetto: il ruolo del controllo creativo umano
Il caso The Brutalist e gli Oscar 2025
Il film The Brutalist ha vinto l’Oscar 2025 per Adrien Brody, la cui pronuncia ungherese era stata modificata con AI. L’Academy ha confermato l’eleggibilità dei film con componenti AI, purché l’apporto umano resti significativo. È un segnale di mercato importante — ma non risolve la questione legale a monte: su quali contenuti è stato addestrato il modello usato?
Diritto d’autore e intelligenza artificiale: la Legge 132/2025: cosa cambia per il cinema
L’Italia non sta più aspettando: il 10 ottobre 2025 è entrata in vigore la Legge n. 132/2025 “Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale”. Non sostituisce la Legge 633/1941 sul diritto d’autore: la integra con modifiche mirate, contenute nell’articolo 25.
Tre novità concrete per autori e produttori
- L’art. 1 LDA viene riscritto. La protezione spetta alle “opere dell’ingegno umano di carattere creativo”. Un’opera realizzata con l’ausilio di AI è tutelata solo se costituisce il risultato del lavoro intellettuale dell’autore. Se l’AI ha fatto tutto da sola, non c’è copyright — e nel contenzioso la prova del contributo creativo umano diventa decisiva.
- Nasce il nuovo art. 70-septies LDA. Le riproduzioni e le estrazioni da opere per il training di modelli AI (anche generativa) sono consentite, ma esclusivamente nel rispetto delle eccezioni TDM già previste dagli artt. 70-ter e 70-quater. Nessuna deroga aggiuntiva per uso commerciale: chi addestra modelli su contenuti audiovisivi protetti senza autorizzazione o senza rispettare l’opt-out del titolare è fuori dalla legalità.
- Il deepfake diventa reato penale. Il nuovo art. 612-quater c.p. prevede la reclusione da uno a cinque anni per chi diffonde senza consenso immagini, video o audio falsificati tramite AI. Per il cinema questo riguarda direttamente voice cloning, digital resurrection e avatar non autorizzati di attori.
Cosa resta aperto
La legge stabilisce il principio ma lascia spazio interpretativo: sarà la giurisprudenza a definire dove finisce l'”apporto umano sufficiente” e dove inizia l’output puramente automatizzato. Per autori e produttori la raccomandazione pratica è una sola: documentare sempre il processo creativo.
Contratti e clausole: cosa deve fare subito il produttore
I termini di servizio dei provider AI non proteggono il produttore. La logica della giurisprudenza europea (YouTube/Cyando, CGUE C-682/18 e C-683/18) si applica anche ai modelli generativi: la presenza di clausole contrattuali non azzera la responsabilità del provider — né del produttore che usa il modello.
Le azioni concrete da fare oggi:
- Inserire clausole di opt-out dal training AI in ogni contratto di cessione dei diritti
- Aggiornare i contratti con cast e crew con clausole su avatar, voice cloning e digital resurrection (in linea con i contratti SAG-AFTRA e WGA post-sciopero 2023)
- Verificare le policy di broadcaster e fondi: molti richiedono già dichiarazioni sull’uso di AI in produzione
Diritto d’autore e intelligenza artificiale: checklist DANDI.media
✓ I tuoi contratti in essere permettono l’uso dei contenuti per training AI?
✓ Hai inserito clausole di opt-out nelle nuove cessioni?
✓ Hai verificato i termini dei tool AI che usi in produzione?
✓ I contratti con il cast includono clausole su avatar e voice cloning?
✓ Hai aggiornato i tuoi contratti alla luce della Legge 132/2025 (in vigore dal 10 ottobre 2025)?
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Questo articolo ha finalità informative generali e non costituisce consulenza legale.
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