Coproduzione Italia-Canada: cosa chiede il trattato | DANDI.media

Coproduzione Italia-Canada: cosa chiede il trattato | DANDI.media

In sintesi

  • Il partner canadese ha i soldi? Non basta. Il minoritario deve mettere almeno il 20% e partecipare davvero, con troupe, cast o lavorazioni.
  • L’istanza al Ministero va depositata almeno trenta giorni prima delle riprese, con il contratto di coproduzione già firmato. Dopo, il riconoscimento non si recupera.
  • La catena dei diritti deve essere completa in quel momento, non in post-produzione.
  • Il contratto ha un contenuto minimo obbligatorio: regista, polizza, tetto agli sforamenti, piano di lavorazione.
  • Per il tax credit italiano i contratti di autori e interpreti devono contenere le clausole sull’intelligenza artificiale. Se li ha scritti il partner canadese, spesso non ci sono.

Succede spesso. Un produttore indipendente conosce a un mercato un partner canadese, il progetto piace, Telefilm Canada sembra a portata di mano e le riprese sono già fissate. Il contratto si penserà dopo. Poi, a un mese dal primo ciak, si scopre che senza contratto firmato l’istanza al Ministero non si può depositare, che un contratto d’autore è scaduto e che la quota italiana rischia di perdere il tax credit.

Questa guida è pensata per evitare quel momento. Spiega cosa chiede davvero il trattato di coproduzione Italia-Canada, cosa deve esserci nel contratto, come funziona la pratica nei due Paesi e cosa cambia se sei maggioritario o minoritario. Per le regole generali sulla coproduzione rimandiamo alla nostra guida alla coproduzione cinematografica.

Il trattato in due righe

La coproduzione tra Italia e Canada è regolata dall’accordo firmato a Roma il 13 novembre 1997, ratificato con la legge 18 febbraio 1999, n. 57 e in vigore dal 14 dicembre 1999. Vale per film di qualsiasi durata, anche animazione e documentario, destinati alla sala, alla televisione o ad altre forme di distribuzione. Il testo è pubblicato dalla Direzione generale Cinema e audiovisivo.

Se il film viene riconosciuto, ha la nazionalità di entrambi i Paesi: accede agli incentivi italiani per la quota italiana e a quelli canadesi per la quota canadese.

Prima domanda: sei maggioritario o minoritario?

Lo stesso trattato produce due mestieri diversi. Lo schema nasce da una coproduzione a tre Paesi seguita dallo studio: un film d’autore da circa 1,5 milioni di euro, con l’Italia intorno al 65%, il Canada intorno al 25% e un terzo Paese europeo intorno al 10%.

Se sei maggioritarioSe sei minoritario
QuotaFino all’80% in un rapporto a dueAlmeno il 20%, con partecipazione tecnica e artistica effettiva
Catena dei dirittiLa tieni e la documenti tu, di solito con una legal opinionLa tiene il canadese: verificala prima di firmare
ContrattoDi norma lo scrivi tu, spesso in versione bilingueTe lo propone il canadese: controlla le voci obbligatorie
Istanza al MinisteroLa depositi tu, trenta giorni prima delle ripreseLa depositi comunque tu, nello stesso termine
AssicurazioneLa polizza all-risks è a tuo caricoA carico del canadese: devi risultare assicurato
SoldiRicevi il saldo del minoritarioPaghi la tua quota nei termini, o la coproduzione può decadere
TerritoriItalia a te, resto del mondo di solito in comune pro quotaItalia a te: spesso è il cuore del tuo ritorno economico

Le tre regole che il trattato non perdona

1. Non basta mettere i soldi

Le quote possono andare dal 20% all’80% del costo del film. Ma il trattato aggiunge che l’apporto del minoritario deve comportare una partecipazione tecnica e artistica effettiva. Se troupe e cast non riflettono la presenza dell’altro Paese, la pratica si ferma anche con un piano finanziario perfetto.

Vale anche la proporzionalità: a una quota canadese del 25% deve corrispondere più o meno il 25% delle posizioni creative chiave e della spesa in Canada. E i diritti sul film vanno divisi in proporzione alle quote: una quota alta con poco copyright, o il contrario, viene contestata. Il personale chiave deve essere dei Paesi coproduttori; se tra questi c’è uno Stato dell’Unione europea, sono ammessi anche cittadini o residenti di un Paese dell’Unione.

2. Trenta giorni prima delle riprese, con il contratto firmato

È il termine che fa saltare più progetti. L’istanza va presentata almeno trenta giorni prima dell’inizio delle riprese, secondo le norme di procedura dell’accordo e l’articolo 6 del decreto legislativo 28/2004. Va allegato il contratto di coproduzione già concluso, insieme al trattamento e alla prova dell’acquisto dei diritti d’autore, o di un’opzione valida.

Due conseguenze pratiche. Il contratto va chiuso molto prima di quanto la produzione immagini. E la catena dei diritti deve essere completa in quel momento: un contratto d’autore mancante, scaduto o non pagato non si sistema in post-produzione, impedisce il deposito.

3. Il contratto ha un contenuto obbligatorio

Il trattato non lascia il contenuto alla libertà delle parti. Il contratto deve indicare almeno:

  • il titolo del film e l’autore del soggetto o dell’adattamento;
  • il nome del regista, con una clausola di salvaguardia per la sua sostituzione;
  • il costo e gli apporti di ciascun coproduttore;
  • la ripartizione dei proventi e dei mercati, che le autorità devono approvare e che di massima segue le quote;
  • la partecipazione agli sforamenti e alle economie in proporzione alle quote, con la partecipazione agli sforamenti che può essere limitata al 30% del costo;
  • una clausola per cui l’ammissione ai benefici non impegna le autorità al rilascio del benestare di proiezione;
  • cosa succede se un coproduttore non adempie;
  • l’impegno del maggioritario a stipulare una polizza per tutti i rischi di produzione;
  • il piano di finanziamento, l’elenco del personale tecnico e artistico con la nazionalità e il piano di lavorazione.

Un’avvertenza sul regista. Se la cessione del soggetto è stata fatta a condizione che la regia vada a una persona precisa, cosa frequente, una clausola che permette di sostituirlo liberamente fa cadere i diritti del produttore proprio mentre lo protegge dal rischio industriale. Le due cose vanno scritte insieme.

Cosa succede in Canada

Anche se la pratica canadese la segue il partner, conviene conoscerne i passaggi, perché i ritardi italiani la bloccano.

  • Telefilm Canada esamina il progetto e rilascia una raccomandazione preliminare e, a film finito, una raccomandazione finale.
  • La domanda preliminare si presenta online, sulla piattaforma Dialogue, appena il progetto raggiunge il 40% del finanziamento confermato, esclusi i crediti d’imposta, o riceve un’offerta di finanziamento da Telefilm, e comunque non oltre trenta giorni prima delle riprese.
  • Telefilm legge il contratto di coproduzione, la ripartizione del controllo creativo, i compensi, la divisione dei ricavi e la catena dei diritti. Il tuo contratto sarà letto anche in Canada.
  • Le raccomandazioni passano al CAVCO, che propone al Ministro del Patrimonio canadese la certificazione: è questa ad aprire il credito d’imposta federale, pari al 25% delle spese di lavoro canadesi qualificate, a cui si sommano i crediti provinciali.
  • La raccomandazione finale parte solo dopo l’approvazione finale delle autorità straniere, quindi anche di quella italiana: un ritardo al Ministero blocca il credito d’imposta del tuo partner.
  • Essere riconosciuti come coproduzione rende il progetto ammissibile ai programmi di Telefilm, ma non garantisce il finanziamento.

Le regole operative sono nelle linee guida e nelle FAQ di Telefilm Canada.

Le assicurazioni

Il trattato chiede al maggioritario una polizza per tutti i rischi di produzione. In pratica le polizze sono almeno due:

  • la polizza di produzione, che copre perdita del girato, guasti e interruzioni, dalla preproduzione alla consegna;
  • la polizza errori e omissioni, che copre le contestazioni sulla catena dei diritti, il diritto d’autore, la diffamazione e la privacy. Se Telefilm finanzia il film la richiede per almeno tre anni, e la chiedono di regola anche distributori ed emittenti.

Tutti i coproduttori, compreso quello italiano, devono risultare assicurati. Se sei minoritario, è uno dei punti da negoziare prima di firmare.

Intelligenza artificiale: il punto che può costarti il tax credit

Per il tax credit italiano i contratti di autori e interpreti devono consentire loro di negare l’uso della propria opera e della propria prestazione da parte di sistemi di intelligenza artificiale, senza side letter che ne riducano la portata, e l’uso dell’IA va dichiarato nei titoli, a pena di decadenza. È la disciplina del decreto 225/2024 e dei criteri della Direzione generale Cinema del 2025, coerente con la regola dell’autorialità umana della legge 132/2025.

Il rischio è concreto soprattutto se sei minoritario: i contratti firmati dal canadese spesso prevedono cessioni ampie, anche per usi con l’IA. Se le clausole mancano, vanno integrate con un atto aggiuntivo prima del deposito.

Prima di firmare: la checklist

Se sei maggioritario

  1. Raccogli e verifica tutti i contratti con gli autori: cessioni, regia, scadenze, pagamenti dovuti al primo giorno di riprese, condizioni sulla regia.
  2. Fissa quote, budget, territori e proventi in un deal memo, e prevedi subito cosa succede se un Paese non trova la sua parte di finanziamento.
  3. Scrivi il contratto con tutte le voci obbligatorie.
  4. Se c’è un terzo Paese europeo, ricorda che l’Italia fa da perno su due accordi bilaterali distinti: ogni partner deve rispettare la soglia del proprio trattato.
  5. Deposita l’istanza al Ministero trenta giorni prima delle riprese, mentre il canadese deposita a Telefilm.
  6. Controlla le clausole IA nei contratti degli autori.

Se sei minoritario

  1. Chiedi al canadese la documentazione della catena dei diritti e la legal opinion, e controlla che non ci siano termini in scadenza.
  2. Garantisci una presenza italiana reale: post-produzione, musiche, attori, reparti tecnici.
  3. Leggi il contratto proposto con il trattato accanto: voci obbligatorie, copyright pro quota, territorio italiano riservato, tetto agli sforamenti, polizza estesa a te.
  4. Deposita la tua istanza al Ministero nello stesso termine: tocca a te, non al canadese.
  5. Verifica le clausole IA nei contratti firmati dal canadese.
  6. Paga la tua quota nei termini.

Gli errori che fanno saltare le pratiche

  • Depositare tardi. Dopo l’inizio delle riprese il riconoscimento non si recupera.
  • Un minoritario che mette solo soldi. Senza partecipazione tecnica e artistica effettiva il trattato non è rispettato.
  • Quote e troupe che non tornano. Una quota canadese importante senza posizioni creative canadesi viene contestata.
  • Copyright non proporzionale alle quote.
  • Catena dei diritti incompleta al momento del deposito.
  • Contratto senza le voci obbligatorie: manca la polizza, manca il regista, manca il piano di lavorazione.
  • Un cambio di coproduttore gestito con un semplice emendamento. Quando esce un coproduttore, le autorità possono chiedere la risoluzione del vecchio accordo e un nuovo contratto firmato da tutti.

Coproduzioni a tre e produzioni gemellate

Le coproduzioni con un terzo Paese sono ammesse se il produttore aggiuntivo viene da uno Stato legato da trattato o memorandum ad almeno uno dei coproduttori. È la struttura tipica Italia-Canada-Francia, in cui conta anche l’accordo Italia-Francia, che consente apporti dal 10% al 90%.

L’accordo ammette anche il gemellaggio, cioè due produzioni distinte trattate insieme, se ci sono investimenti reciproci con un equilibrio nelle entrate, distribuzione alle stesse condizioni nei due Paesi e, se le produzioni sono consecutive, non più di un anno tra la fine della prima e l’inizio della seconda.

Cosa si ottiene

  • I contributi automatici e selettivi del Ministero della cultura e il tax credit italiano per la quota italiana.
  • Il credito d’imposta federale canadese e i crediti provinciali.
  • I fondi selettivi di Telefilm Canada e il Canada Media Fund.
  • Eurimages: il Canada ne è membro associato dal 2017, e il sostegno alla coproduzione richiede almeno due coproduttori stabiliti in Stati membri diversi.

Il cumulo tra incentivi italiani, canadesi ed europei va verificato nel piano finanziario, alla luce delle regole sugli aiuti di Stato. Approfondisci nella guida su tax credit e incentivi nelle coproduzioni.

Nei titoli, il film va presentato come «coproduzione italocanadese» o «coproduzione canadese-italiana».

Domande frequenti

Qual è la quota minima in una coproduzione Italia-Canada?
Il 20% del costo di produzione, con apporti che possono andare dal 20% all’80%. Il minoritario deve partecipare anche sul piano tecnico e artistico.

Quando va presentata l’istanza al Ministero?
Almeno trenta giorni prima dell’inizio delle riprese, con il contratto di coproduzione già concluso, il trattamento e la prova dell’acquisto dei diritti d’autore.

Se l’Italia è minoritaria, chi deposita l’istanza?
Il produttore italiano. Il canadese segue la pratica con Telefilm, ma l’istanza italiana spetta all’impresa italiana, nello stesso termine.

Quando si chiede la raccomandazione preliminare a Telefilm?
Appena il progetto raggiunge il 40% del finanziamento confermato, esclusi i crediti d’imposta, o riceve un’offerta da Telefilm, e comunque non oltre trenta giorni prima delle riprese.

Chi stipula l’assicurazione?
Il maggioritario stipula la polizza per tutti i rischi di produzione; serve anche una polizza errori e omissioni. Tutti i coproduttori devono risultare assicurati.

Le clausole sull’IA servono anche in una coproduzione?
Sì. Per il tax credit italiano i contratti di autori e interpreti devono consentire loro di negare l’uso della propria opera e prestazione da parte di sistemi di intelligenza artificiale, anche quando li ha firmati il partner straniero.

Una coproduzione Italia-Canada può accedere a Eurimages?
Sì: il Canada è membro associato dal 2017.

Approfondimenti

ArgomentoGuida
Guida generaleCoproduzione cinematografica: definizione, contratto e accordi
Catena dei dirittiChain of title: perché è cruciale per la distribuzione
Incentivi fiscaliTax credit e incentivi nelle coproduzioni
DistribuzioneIl contratto di distribuzione cinematografica
Diritti degli autoriDiritto d’autore nel cinema: regista, produttore e coproduzioni
Caso di studioLezioni legali da una coproduzione europea
English versionItaly-Canada Film Co-Production: Framework Guide

Stai per firmare con un partner canadese? Facciamo una verifica del contratto e della catena dei diritti prima del deposito, da maggioritario o da minoritario. Prenota una consulenza.

Lo Studio Legale Dandi fornisce assistenza legale in Cinema e spettacolo. Dai un'occhiata ai nostri servizi oppure contattaci!

Avvocata specializzata in diritto d'autore, proprietà intellettuale e diritto dello spettacolo. A Roma dal 2003, lavoro con registi, musicisti e produttori indipendenti — dalla fase di sviluppo fino alla distribuzione.