Accordo di non divulgazione (NDA): clausole, durata e segreto industriale

Accordo di non divulgazione (NDA): clausole, durata e segreto industriale

Accordo di non divulgazione (NDA): clausole, durata e segreto industriale

In questa guida:

  • Cos’è un accordo di non divulgazione
  • Il segreto industriale: art. 98 CPI
  • Le clausole che non possono mancare
  • Durata: con o senza scadenza
  • Patto di non concorrenza nel settore audiovisivo
  • Quando le limitazioni non si applicano

L’accordo di non divulgazione — detto anche NDA, dall’inglese non disclosure agreement — è il contratto con cui le parti si impegnano a mantenere riservate determinate informazioni, pena le sanzioni stabilite nell’accordo stesso. È uno strumento fondamentale in qualsiasi contesto in cui si condividano informazioni sensibili prima di formalizzare una collaborazione: dalla presentazione di una sceneggiatura a un produttore, alla condivisione di dati aziendali in una trattativa commerciale.

→ Leggi prima: perché usare un NDA — quattro buoni motivi per i creativi

Il segreto industriale: art. 98 CPI

In Italia, la tutela delle informazioni riservate di natura industriale e commerciale è fondata sull’art. 98 del Codice della Proprietà Industriale (d.lgs. 30/2005), che definisce cosa costituisce “informazione segreta” meritevole di tutela. Tre condizioni cumulative devono essere soddisfatte.

La prima è la segretezza effettiva: le informazioni non devono essere nel loro insieme, o nella precisa configurazione e combinazione dei loro elementi, generalmente note o facilmente accessibili agli esperti del settore.

La seconda è il valore economico: le informazioni devono avere un valore economico proprio in virtù del fatto di essere segrete — non note ai concorrenti, non facilmente replicabili.

La terza è l’adozione di misure di protezione ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete. Un’azienda che lascia circolare liberamente le proprie informazioni riservate senza nessuna misura di controllo difficilmente otterrà tutela in giudizio.

La rivelazione, l’acquisizione o l’utilizzo di informazioni aziendali segrete in modo contrario alla correttezza professionale costituisce atto di concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598 c.c. Il D.lgs. 63/2018 (recepimento della Direttiva UE 2016/943) ha rafforzato ulteriormente questa tutela, introducendo strumenti processuali specifici per proteggere i segreti commerciali anche nel corso dei procedimenti giudiziari.

Le clausole che non possono mancare

Un NDA ben costruito deve contenere alcune clausole essenziali, senza le quali l’accordo rischia di essere inefficace o facilmente contestabile.

La definizione delle informazioni riservate è la clausola più importante: deve essere precisa e specifica. Più la descrizione è dettagliata — “i dati tecnici del prototipo X”, “la lista clienti della filiale Y”, “la struttura narrativa e i personaggi della sceneggiatura Z” — più la clausola è solida e difficile da aggirare.

La disciplina della condivisione interna: l’accordo deve stabilire se e in che misura le informazioni riservate possono essere condivise con collaboratori, co-autori o dipendenti della parte che le riceve, e a quali condizioni.

La penale per violazione: è l’elemento deterrente più importante. Va stabilita una somma fissa per ogni violazione accertata, fatto salvo il risarcimento del maggior danno effettivo. Senza una penale esplicita, dimostrare e quantificare il danno in giudizio è molto più complesso.

Durata: con o senza scadenza

L’obbligo di riservatezza non è necessariamente permanente. L’accordo può prevedere una scadenza — tipicamente da 2 a 10 anni a seconda della natura delle informazioni — oppure essere a tempo indeterminato.

Gli accordi senza scadenza sono giustificati quando le informazioni non sono brevettabili, riguardano liste clienti, know-how commerciale o dati sensibili la cui divulgazione danneggerebbe permanentemente una delle parti. Per le informazioni relative a un progetto creativo con uno sviluppo temporale definito, una scadenza ragionevole è generalmente preferibile — un obbligo di segretezza illimitato nel tempo può essere contestato come eccessivamente gravoso.

Un principio importante: l’efficacia dell’accordo non cessa automaticamente se le trattative si interrompono senza che venga firmato un contratto definitivo. Le informazioni condivise durante la fase negoziale rimangono coperte dall’NDA anche se la collaborazione non si concretizza.

Patto di non concorrenza nel settore audiovisivo

In ambito cinematografico e audiovisivo, all’accordo di non divulgazione si affianca spesso un patto di non concorrenza: chi lo firma si impegna a non sviluppare lo stesso progetto — la stessa sceneggiatura, lo stesso format, la stessa idea — con un autore o produttore concorrente per tutta la durata delle trattative.

È una clausola particolarmente utile quando si presenta un progetto a più interlocutori in parallelo, o quando un produttore vuole garantirsi l’esclusiva sullo sviluppo di un’idea durante la fase di valutazione. Va però formulata con attenzione: un patto di non concorrenza eccessivamente ampio nell’oggetto o nella durata può essere considerato lesivo della libertà contrattuale e risultare difficile da far valere.

Quando le limitazioni non si applicano

Esistono casi in cui l’obbligo di riservatezza non può essere fatto valere, anche in presenza di un NDA firmato. Le ipotesi più comuni sono quattro.

Le informazioni erano già di dominio pubblico al momento della firma, o lo sono diventate successivamente senza colpa della parte che le ha ricevute.

La parte che ha ricevuto le informazioni le conosceva già prima della firma, e può dimostrarlo con documentazione precedente.

Le informazioni sono state rivelate da terzi che ne avevano il diritto, indipendentemente dall’accordo tra le parti.

La divulgazione è imposta dalla legge o da un provvedimento dell’autorità giudiziaria — incluso il caso in cui le informazioni coperte dall’NDA riguardino fatti penalmente perseguibili o rischi per la salute pubblica o l’ambiente.

In sintesi

  • Un NDA è efficace solo se definisce con precisione le informazioni riservate: clausole vaghe sono facilmente contestabili e poco utili in caso di violazione
  • L’art. 98 CPI tutela il segreto industriale a tre condizioni cumulative: segretezza effettiva, valore economico, misure di protezione adeguate
  • Il D.lgs. 63/2018 ha rafforzato la tutela processuale dei segreti commerciali, consentendo al giudice di proteggere le informazioni riservate anche nel corso del giudizio
  • La penale per violazione è la clausola deterrente più importante: va quantificata per ogni singola violazione accertata, indipendentemente dal danno effettivo
  • In ambito audiovisivo, al NDA si affianca spesso un patto di non concorrenza che impedisce alla controparte di sviluppare lo stesso progetto con terzi durante la fase di trattativa
  • L’accordo resta valido anche se le trattative non si concludono con un contratto: le informazioni condivise restano coperte dalla riservatezza

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Avvocata specializzata in diritto d'autore, proprietà intellettuale e diritto dello spettacolo. A Roma dal 2003, lavoro con registi, produttori, musicisti e indipendenti — dalla fase di sviluppo fino alla distribuzione.

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