Marchi offensivi: perchè i marchi razzisti possono essere registrati negli USA?

Marchi offensiviMarchi offensivi: perchè i marchi razzisti possono essere registrati negli USA?

Perchè i marchi offensivi possono essere registrati negli USA?

Lo ha stabilito nei giorni scorsi la Corte suprema, dando ragione alla rockband asiatico-americana degli Slants. Il nome della band era considerato etnicamente denigratorio verso gli asiatici (“dagli occhi a mandorla”). Il Governo di Washington non può rifiutarsi di registrare marchi potenzialmente offensivi, altrimenti viola il primo emendamento della Costituzione americana, quello sulla libertà di espressione che recita:

Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o di stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti.

In linea di massima tutti sono d’accordo sul principio che viene espresso qui. Il problema è se la libertà di espressione debba essere estesa anche ai cosiddetti hate speeches, cioè a quei discorsi che esprimono idee offensive nei confronti di gruppi o minoranze di persone.Marchi offensivi: perchè i marchi razzisti possono essere registrati negli USA?

Marchi offensivi: Matal Vs Tam

Simon Tam, cantante di origini asiatiche del gruppo rock “The Slants”, che, tradotto, vuol dire “Gli occhi a mandorla”, ha cercato di depositare il nome del gruppo presso l’Ufficio Brevetti, ottenendo un rifiuto da parte del Direttore ad Interim, Joseph Matal. La motivazione è stata che The Slants è un termine denigratorio nei confronti degli asiatici.

Il caso è finito alla Corte Suprema, che ha respinto le motivazioni di Matal, sulla base delle seguenti considerazioni:

[L’idea che il governo debba restringere] un discorso che esprime idee offensive […] colpisce al cuore il Primo Emendamento. Un discorso che denigra sulla base della razza, l’etnia, il genere, la religione, l’età, la disabilità, o su ogni altra base simile è un discorso d’odio [hateful]; ma il più grande vanto della nostra giurisprudenza sulla libertà di parola sta nel fatto che noi proteggiamo la libertà di esprimere “il pensiero che noi odiamo.”

Il giudice Anthony Kennedy ha aggiunto:

Una legge volta a discriminare in base al punto di vista è una “forma esuberante di discriminazione dei moderati”, che è “presumibilmente anticostituzionale”. […] Una legge che può essere diretta contro un discorso ritenuto offensivo di una certa parte del pubblico può essere rivolta contro le minoranze e le opinioni dei dissenzienti a scapito di tutti. Il Primo Emendamento non affida tale potere alla benevolenza del governo. Al contrario, la nostra fiducia deve ricadere sulle sostanziali garanzie di una discussione libera e aperta in una società democratica.

Si tratta di una sentenza che potrà avere effetti su altre cause simili, a partire da quella della nota squadra di football di Washington DC, i Redskins (“Pellerossa”), che si è vista negare la registrazione del brand in relazione al nome ritenuto “offensivo” nei confronti dei nativi americani.

A questo punto anche FUCKING AWESOME, NIGGA e FUCK YOURSELF possono essere registrati come marchi?

Io ho finito e adesso tocca a te 

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