Diritto d’autore su opere di architettura

Violazione di copyright dei progetti di architettura aventi carattere creativo – Tribunale Milano 27/05/2014

Il caso, risolto da una sentenza del Tribunale di Milano, riguarda lo stesso progetto di architettura creato da due diversi architetti e la verifica di un presunto plagio, attraverso la comparazione dei disegni.

Ti spiego in breve i fatti.

Siamo nel 2006 e due architetti vengono incaricati di progettare la ristrutturazione di un complesso immobiliare, al fine di trasformare un vecchio immobile esistente in un fabbricato con destinazione commerciale/residenziale di alto livello qualitativo e funzionale. Il progetto – che prevedeva la demolizione del fabbricato e la sua ricostruzione – era stato realizzato dai medesimi e consegnato in data 14.5.2007 all’Ufficio tecnico del Comune. In  data 15.2.2008 gli stessi architetti avevano consegnato ad un altro e diverso collega, per approvazione, il progetto definitivo ed esecutivo ad uso residenziale. Nel frattempo un’altra società aveva acquistato il fabbricato dalla precedente committente e, ottenuto il permesso di costruire, aveva richiesto delle modifiche al progetto originario (aree residenziali convertite in uffici; eliminazione del 3° piano interrato), poi eseguite e consegnate sempre all’architetto referente della predetta società per tutti i professionisti impegnati nel progetto immobiliare. La società proprietaria dell’immobile, oltre a non dare corso al saldo delle loro parcelle, aveva revocato l’incarico professionale conferito agli attori assegnandolo all’architetto referente. Questi aveva annullato la pratica in variante presentata al Comune dagli architetti originari, sostituendola con una nuova richiesta di rilascio di permesso di costruire. Tale nuova domanda era tuttavia corredata da un elaborato progettuale pressoché identico a quello redatto dai precedenti professionisti e, a loro dire, riprendeva i caratteri di originalità dell’opera da essi progettata nonostante le non sostanziali modifiche apportate al progetto originario. Il convenuto, architetto referente della società committente, costituendosi in giudizio, ha ovviamente contestato che vi fosse coincidenza tra i diversi progetti per gli aspetti non funzionali o necessitati dal rispetto di norme amministrative o urbanistiche.

Cosa succede in casi del genere? Se c’è anche solo il sospetto che un collega si sia appropriato, senza chiedere l’autorizzazione, del tuo progetto, cosa devi fare? Prima di tutto occorre verificare il contenuto dei progetti e compararli per vedere se c’è davvero violazione dei diritti  e se i progetti di architettura hanno carattere creativo e pertanto sono tutelati dalla legge sul diritto d’autore. La legge, infatti, sancisce e protegge l’autore che può, in caso di plagio, chiedere il risarcimento e anche rivendicare il suo diritto ad essere menzionato quale  autore dell’opera potendosi cosi anche opporre a deformazioni della medesima, se pregiudizievoli per la sua professionalità.

Nel corso della fase istruttoria del giudizio è stata pertanto svolta una consulenza tecnica d’ufficio che ha analizzato i progetti relativi all’opera a suo tempo commissionata agli attori, ponendole a confronto in maniera critica con quelle poi oggetto di progettazione da parte del convenuto. La CTU ha concluso che non potevano ritenersi in tutto o in parte indebita imitazione di quelli sviluppati dalle parti attrici.

Ma questa conclusione non ha convinto il Collegio. Infatti, a parere dello stesso, il progetto dell’architetto convenuto ha realizzato quantomeno una rielaborazione di quello originario che necessitava, ai sensi degli artt. 4 e 18 L.A, del consenso degli autori. Entro tali limiti, le domande degli architetti autori del primo progetto, sono state ritenute fondate. Quanto alla misura del risarcimento del danno da riconoscersi in favore delle parti attrici per la non autorizzata rielaborazione del progetto, la sentenza ha liquidato il risarcimento in via equitativa sulla base degli elementi di calcolo forniti dal CTU – e condivisi dai consulenti delle parti – sull’ammontare degli onorari previsti per l’elaborazione di detto progetto.

Conclusione

Se sei un professionista ed un collega si appropria del tuo progetto, per avere ragione in giudizio dovrai dimostrare:

  • che il tuo progetto è originale e creativo;
  • che le coincidenze tra i diversi progetti siano su aspetti funzionali o non necessitati dal rispetto di norme amministrative o urbanistiche;
  • come e che il collega presunto copiatore sia venuta a conoscenza del tuo progetto e l’abbia  copiato;

Per quanto riguarda il calcolo del risarcimento, la sentenza in esame ha stabilito che “La configurazione dell’illecito quale mancata autorizzazione alla rielaborazione consente dunque di determinare un presumibile valore monetario che possa considerarsi ristoratore del fatto che di detta rielaborazione le parti attrici non hanno conseguito il prezzo necessario per l’ottenimento del loro consenso.”

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Claudia è un avvocato di diritto d'autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, musicisti e produttori cinematografici indipendenti.

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