In sintesi
I diritti connessi (di chi registra, interpreta, produce o trasmette un’opera) hanno una durata propria, che non dipende dalla morte dell’autore. Il master di una canzone è protetto per 50 anni dalla fissazione, che diventano 70 dalla pubblicazione se il disco esce; lo stesso vale per i cantanti e i musicisti che vi suonano. Il produttore di un film ha 50 anni sulle copie, le emittenti 50 anni dalla prima diffusione.
Per questo una canzone di pubblico dominio può avere una registrazione ancora protetta, e un disco ancora protetto può contenere una canzone libera. Dopo 50 anni dalla pubblicazione, l’artista che aveva ceduto i diritti per un compenso fisso ha diritto a una remunerazione supplementare e, se il disco non è più sfruttato, può riprenderseli.
Quando si parla di durata del diritto d’autore si pensa quasi sempre alla regola dei 70 anni dalla morte dell’autore. Ma su una canzone registrata, un film o una trasmissione esistono anche altri diritti, quelli di chi ha prodotto la registrazione, di chi l’ha interpretata e di chi l’ha diffusa, con scadenze tutte diverse. Sono i diritti connessi, e sono spesso quelli che decidono se una registrazione si può usare.
Per la durata dei diritti degli autori, categoria per categoria, la guida di riferimento è Durata del copyright e del diritto d’autore: tabella completa. Qui ci occupiamo di master, interpreti, produttori ed emittenti.
La durata dei diritti connessi: tabella
| Titolare | Durata | Articolo LDA |
|---|---|---|
| Produttore di fonogrammi (master) | 50 anni dalla fissazione; 70 anni dalla pubblicazione o, in mancanza, dalla prima comunicazione al pubblico, se avvengono entro i 50 anni | Art. 75 |
| Artisti interpreti ed esecutori | 50 anni dall’esecuzione; se entro quel termine la fissazione è pubblicata o comunicata al pubblico, 70 anni dalla prima pubblicazione o comunicazione (la prima delle due) se è un fonogramma, 50 anni se è fissata con un altro mezzo (per esempio in un video) | Art. 85 |
| Produttore di opere cinematografiche e audiovisive | 50 anni dalla fissazione o dalla prima pubblicazione o comunicazione al pubblico | Art. 78-ter |
| Emittenti radiotelevisive | 50 anni dalla prima diffusione | Art. 79 |
| Chi pubblica per la prima volta un’opera inedita già scaduta | 25 anni dalla prima pubblicazione | Art. 85-ter |
| Edizioni critiche e scientifiche di opere di pubblico dominio | 20 anni dalla prima pubblicazione | Art. 85-quater |
Come per il diritto d’autore, i termini si calcolano dal 1° gennaio dell’anno successivo all’evento che li fa partire (art. 32-ter LDA). Un disco pubblicato nel 1975 è quindi protetto fino al 31 dicembre 2045.
Il master: quanto durano i diritti del produttore discografico
Il master è la registrazione originale di un brano, e i diritti su di esso spettano al produttore di fonogrammi, cioè di solito all’etichetta. Per l’art. 75 LDA durano 50 anni dalla fissazione; se nel frattempo il fonogramma viene pubblicato, scadono 70 anni dopo la prima pubblicazione.
Sono diritti indipendenti da quelli sulla canzone. Il brano appartiene ai suoi autori (e di solito a un editore musicale) e dura 70 anni dalla morte dell’ultimo coautore; il master appartiene al produttore e ha la sua scadenza. Due conseguenze pratiche: per usare una registrazione in un film o in uno spot servono sia la licenza sul master sia quella sull’edizione; e una canzone di pubblico dominio, come un’aria d’opera o un brano popolare, può essere incisa in un master ancora protetto.
Una nuova registrazione dello stesso brano è un nuovo fonogramma, con una durata propria. Una semplice rimasterizzazione, invece, di regola non fa ripartire il termine, perché non crea una nuova fissazione dell’esecuzione: è un punto da valutare caso per caso, soprattutto sulle riedizioni.
→ Approfondimenti: Le licenze di master · Il produttore discografico
Cantanti e musicisti: i diritti degli interpreti
Cantanti, musicisti, attori e direttori d’orchestra hanno diritti sulle proprie esecuzioni: autorizzarne la registrazione e la riproduzione e ricevere un compenso quando i dischi passano in radio, in tv o nei locali. Per l’art. 85 LDA questi diritti durano 50 anni dall’esecuzione; se l’esecuzione è fissata in un fonogramma pubblicato, durano 70 anni dalla pubblicazione. Per le esecuzioni fissate con altri mezzi, come un video, restano 50 anni dalla pubblicazione.
La durata non dipende dalla morte dell’artista: ogni registrazione ha la sua scadenza. È la ragione per cui gli eredi di un grande interprete continuano a incassare finché sono protette le sue incisioni, anche se le canzoni le avevano scritte altri.
→ Un esempio: l’eredità di Ornella Vanoni e la differenza tra autore e interprete
Le registrazioni degli anni Sessanta: la soglia del 1963
Fino al 2013 i diritti su master ed esecuzioni musicali duravano 50 anni. La direttiva 2011/77/UE, recepita in Italia con il d.lgs. 21 febbraio 2014, n. 22, li ha portati a 70, ma solo per le registrazioni ancora protette, secondo le regole precedenti, al 1° novembre 2013, e per quelle successive (art. 4 del decreto). Quelle già scadute non sono tornate protette. I contratti di cessione firmati prima del decreto, salvo che dispongano diversamente, continuano a produrre effetti per gli anni in più (art. 5).
In pratica, nell’Unione europea le registrazioni pubblicate fino al 1962 sono di pubblico dominio come fonogrammi, mentre quelle pubblicate dal 1963 in poi godono dei 70 anni. Resta fermo che le canzoni incise possono essere ancora protette come opere: un disco del 1960 libero come master può contenere un brano i cui autori sono morti da poco.
Dopo 50 anni: remunerazione supplementare e recesso
L’estensione a 70 anni è stata accompagnata da alcune tutele per gli artisti, introdotte dal d.lgs. 22/2014.
La remunerazione annua supplementare. Molti musicisti, soprattutto i turnisti, cedevano i propri diritti al produttore in cambio di un compenso fisso. Per l’art. 84-bis LDA, per ogni anno successivo al cinquantesimo dalla pubblicazione del fonogramma questi artisti hanno diritto a una remunerazione annua supplementare dal produttore. Il produttore deve destinarvi il 20% dei ricavi dell’anno precedente da riproduzione, distribuzione e messa a disposizione di quel fonogramma, la remunerazione è gestita dagli organismi di gestione collettiva degli artisti, e l’artista non può rinunciarvi.
Il recesso se il disco non è sfruttato. Per l’art. 84-ter LDA, se trascorsi 50 anni dalla pubblicazione il produttore non mette in vendita un numero sufficiente di copie o non rende disponibile il fonogramma online, l’artista può recedere dal contratto con cui aveva ceduto i diritti, e non può rinunciare a questa facoltà. Il produttore ha un anno dalla comunicazione dell’artista per realizzare entrambe le forme di sfruttamento; se non lo fa, il recesso è efficace e il produttore perde i suoi diritti sul fonogramma. Se nel disco suonano più artisti, possono recedere con il consenso di tutti; se qualcuno lo rifiuta senza giustificazione, decide il giudice.
Niente più detrazioni sulle royalty. Per gli artisti pagati a royalty, dopo il cinquantesimo anno dalla pubblicazione il produttore non può più detrarre dai pagamenti anticipi già versati né le deduzioni previste dal contratto (art. 84-bis, ultimo comma).
La rinegoziazione dei contratti a royalty. Per gli artisti che invece ricevono pagamenti ricorrenti, cioè royalty, il d.lgs. 22/2014 prevede che i contratti conclusi prima della sua entrata in vigore, nel marzo 2014, possano essere rinegoziati a vantaggio dell’artista dopo il cinquantesimo anno dalla pubblicazione del fonogramma. È una facoltà, non un obbligo per il produttore: se la trattativa non va a buon fine, si può avviare la procedura di conciliazione dell’art. 194-bis LDA.
Per chi gestisce cataloghi storici sono voci da tenere d’occhio: una passiva per l’etichetta, un’occasione per gli artisti e i loro eredi.
Film ed emittenti
Il produttore di un film ha un diritto connesso sulle copie dell’opera, cioè su riproduzione, distribuzione, noleggio e messa a disposizione online, che dura 50 anni dalla fissazione o dalla prima pubblicazione (art. 78-ter LDA). Non va confuso con il diritto di sfruttamento dell’opera cinematografica che il produttore esercita per l’art. 45, che dura 70 anni dalla morte dell’ultimo coautore: la Cassazione ha chiarito che i due diritti convivono, e che la scadenza del primo non rende libero il film.
Le emittenti radiotelevisive, infine, hanno diritti sulle proprie trasmissioni (fissarle, riprodurle, ritrasmetterle) per 50 anni dalla prima diffusione (art. 79 LDA). Contano, per esempio, quando si riusano spezzoni di vecchi programmi registrati dalla tv.
→ Approfondimento: quando un film è davvero di pubblico dominio
Cosa verificare prima di usare una registrazione
Prima di usare una registrazione in un film, un documentario, uno spot o un podcast conviene fare tre verifiche separate. La prima riguarda la canzone: chi sono gli autori, se sono morti da più di 70 anni e chi ne gestisce i diritti. La seconda riguarda il master: quando è stato pubblicato e chi lo controlla oggi, perché i cataloghi cambiano proprietario spesso. La terza riguarda gli interpreti, i cui diritti seguono di regola la durata del fonogramma e sono di solito ceduti all’etichetta, ma vanno considerati negli usi che il contratto non copre.
Se tutte e tre le verifiche danno esito libero, la registrazione si può usare. Se anche una sola è protetta, serve una licenza, e la mancanza di una delle due licenze, sul master o sull’edizione, è uno degli errori più frequenti nelle produzioni indipendenti.
→ Approfondimento: Royalties musicali: master, publishing, streaming e sync
Domande frequenti
Quanto durano i diritti sul master di una canzone?
I diritti del produttore di fonogrammi durano 50 anni dalla fissazione; se il disco viene pubblicato in quel periodo, durano 70 anni dalla prima pubblicazione (art. 75 della legge sul diritto d’autore). Il termine si calcola dal 1° gennaio dell’anno successivo.
Quanto durano i diritti di un cantante sulle sue interpretazioni?
I diritti dell’artista interprete durano 50 anni dall’esecuzione. Se l’esecuzione è fissata in un fonogramma pubblicato, durano 70 anni dalla pubblicazione (art. 85 della legge sul diritto d’autore). Non dipendono dalla data di morte dell’artista.
Se una canzone è di pubblico dominio, la registrazione è libera?
No. La canzone e la sua registrazione hanno durate separate: una composizione di pubblico dominio può essere incisa in un master ancora protetto dai diritti del produttore e degli interpreti. Per usare una registrazione bisogna verificare anche questi diritti.
Le registrazioni degli anni Sessanta sono di pubblico dominio?
Dipende dall’anno. L’estensione da 50 a 70 anni della direttiva 2011/77/UE si applica alle registrazioni ancora protette al 1° novembre 2013: quelle pubblicate fino al 1962 erano già scadute e restano libere, quelle pubblicate dal 1963 sono protette per 70 anni dalla pubblicazione.
Cosa spetta all’artista dopo 50 anni dalla pubblicazione del disco?
Se ha ceduto i diritti per un compenso forfettario, ha diritto a una remunerazione annua supplementare pagata dal produttore, finanziata con il 20% dei ricavi del fonogramma, a cui non può rinunciare (art. 84-bis LDA). E se il produttore non sfrutta più la registrazione, l’artista può recedere dal contratto e il produttore perde i suoi diritti.
Quanto durano i diritti del produttore di un film?
Il diritto connesso del produttore sulle copie del film dura 50 anni dalla fissazione o dalla prima pubblicazione (art. 78-ter LDA). Accanto c’è il diritto di sfruttamento dell’opera cinematografica, che dura 70 anni dalla morte dell’ultimo dei coautori (art. 32 LDA).
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Link utili
| Argomento | Dove |
|---|---|
| Diritti del produttore di fonogrammi (art. 75 LDA) | Normattiva |
| Diritti degli interpreti (art. 85 LDA) | Normattiva |
| Remunerazione annua supplementare (art. 84-bis LDA) | Normattiva |
| Produttore cinematografico (art. 78-ter LDA) | Normattiva |
| D.lgs. 22/2014 (direttiva 2011/77/UE) | Normattiva |
| Durata del diritto d’autore: tabella completa | DANDIpedia |
| I diritti connessi | DANDIpedia |
| Le licenze di master | DANDIpedia |
| Royalties musicali | DANDIpedia |
| Avvocati del diritto d’autore | DANDI.media |
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