Contratto discografico 2025: guida completa per musicisti (con checklist clausole)

Contratto discografico 2025

Contratto discografico 2025: la guida completa che ogni musicista deve leggere

Hai ricevuto una proposta di contratto discografico e non sai se firmare? Stai cercando di capire cosa significano clausole come “cross-collateralizzazione” o “master recording ownership”?

In questa guida completa, ti spiego tutto quello che devi sapere sul contratto discografico: dalle tipologie (casting, licenza, distribuzione) alle clausole più pericolose, fino alle strategie di negoziazione. Alla fine troverai una checklist gratuita con i 50 punti essenziali da verificare prima di firmare.

Come avvocato specializzato in diritto musicale e dell’entertainment, ho revisionato centinaia di contratti discografici per artisti emergenti e affermati. In questo articolo condivido l’esperienza pratica che ti aiuterà a proteggere la tua carriera musicale.

Cos’è un contratto discografico?

Il contratto discografico è l’accordo con cui un artista (o una band) cede a un’etichetta i diritti di sfruttamento economico delle proprie prestazioni artistiche incise su un supporto (il “Master”).

Differenza tra Contratto Discografico ed Editoriale

Mentre il contratto discografico riguarda la registrazione (il suono fissato), il contratto editoriale riguarda la composizione (musica e testo). Sono due mondi distinti che generano flussi di cassa separati.


I 4 tipi di contratto discografico: quale è giusto per te?

1. Contratto di casting (recording contract)

L’etichetta finanzia tutto: studio, produzione, video e marketing. In cambio, detiene la proprietà totale dei master. È il modello delle Major.

  • Royalty Artista: Bassa (5-15%).

2. Contratto di licenza (License Deal)

L’artista produce il disco a proprie spese e “affitta” i master alla label per un periodo (es. 7-10 anni).

  • Royalty Artista: Media (20-30%).

3. Contratto di distribuzione (Distribution Deal)

L’artista fa tutto. La label si occupa solo di caricare la musica sui digital store e della logistica fisica.

  • Royalty Artista: Alta (70-85%).

4. Contratto 360° (360 Deal)

L’etichetta partecipa a tutte le entrate dell’artista: live, merchandising, sponsorizzazioni. È molto invasivo e va firmato solo a fronte di investimenti massicci.


Master recording: chi possiede davvero la tua musica?

La “Master Ownership” definisce chi è il proprietario legale dei file audio.

  • Label Ownership: La label possiede i diritti per sempre (o per la durata del copyright, solitamente 70 anni).
  • Artist Ownership: L’artista mantiene la proprietà e concede solo una licenza d’uso.

Royalties: come funzionano davvero i compensi

Le royalties sono la tua percentuale sui guadagni. Ma attenzione: non si calcolano sul prezzo di vendita al pubblico.

Esempio pratico calcolo royalties (CD/Fisico):

  • Prezzo vendita CD: €15
  • Wholesale price (50%): €7,50
  • Royalty rate artista (15%): €1,12
  • Meno packaging deduction (20%): €0,90
  • Meno breakage (10%): €0,81
  • Guadagno effettivo artista per CD: €0,81

Recoupment: il debito invisibile

Ricorda che l’etichetta non ti pagherà finché non avrà recuperato l’anticipo e le spese promozionali dai tuoi guadagni. Questo processo si chiama Recoupment.


Le “dark clauses”: cross-collateralizzazione e re-recording

Cross-collateralizzazione

Se il tuo primo album va bene e il secondo va male, l’etichetta userà i guadagni del primo per coprire i debiti del secondo. Risultato: rischi di non vedere mai un euro.

Re-recording restriction

Ti proibisce di registrare nuovamente le tue canzoni per un certo periodo (solitamente 5 anni dopo il contratto). È la clausola che ha portato Taylor Swift a dover registrare nuovamente i suoi album come “Taylor’s Version”.


Red Flags: 10 Segnali di allarme 🚩

  1. Durata superiore a 5 anni senza opzioni di uscita.
  2. Assenza di un anticipo a fronte di cessione totale master.
  3. Costi di marketing 100% a carico dell’artista ma master alla label.
  4. Clausole di “Opzione” unilaterali e infinite.
  5. Territorio “Universo” senza un piano di distribuzione globale.
  6. Nessun diritto di rendiconto (Audit rights).
  7. Controlled Composition Clause che taglia le royalties editoriali.
  8. Assenza di una “Key Person Clause”.
  9. Trasferibilità totale del contratto a terzi senza consenso.
  10. Richiesta di firma immediata “prendere o lasciare”.

Checklist: 50 Punti da verificare prima di firmare

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Sono Claudia Roggero, avvocata specializzata in Proprietà Intellettuale, Diritto d’Autore e dello Spettacolo. La mia missione non è solo guidarti attraverso il labirinto normativo che governa il mondo delle arti, della musica, dell’audiovisivo, dell’editoria e del digitale. Con bravura ed una competenza d’eccellenza, mi dedico a trasformare le complessità legali in opportunità strategiche, sempre con un approccio profondamente umano.

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