Diritto di immagine e il pregiudizio alla reputazione e all’onore o al decoro

Diritto di immagine e il pregiudizio alla reputazione

Diritto di immagine e il pregiudizio alla reputazione e all’onore o al decoro

Il diritto di immagine e il pregiudizio alla reputazione e all’onore o al decoro riguardano i casi di utilizzazioni illecite dell’immagine.

La legge vieta in ogni caso la pubblicazione dell’immagine altrui senza il consenso dell’interessato. In tale ipotesi la pubblicazione deve recare pregiudizio all’onore, alla reputazione o al decoro della persona ritrattata.

L’antigiuridicità della divulgazione del ritratto lesiva dell’onore, del decoro o della reputazione non è esclusa dalle ordinarie cause di giustificazione previste dall‘art. 97, 1° co.

A) Quando la divulgazione è lecita.

E’ comunque lecita la pubblicazione di immagini lesive dell’onore quando:

  • sia consentita dall’interessato;
  • sia espressione del legittimo esercizio dei diritti di cronaca e di critica giornalistica.

Pertanto, la rivelazione dell’immagine di una persona, quando è effettuata in relazione ad un fatto di interesse pubblico, va in ogni caso ritenuta lecita. L’interesse pubblico consiste, ad esempio, nell’informazione della cittadinanza su eventi delittuosi.

In queste ipotesi la pubblicazione è lecita anche quando l’immagine non sia strettamente essenziale all’espletamento del diritto di cronaca.

B) Criteri di valutazione del pregiudizio.

La sussistenza o meno del pregiudizio all’onore e al decoro deve essere valutata in concreto.

Devono essere considerati:

  • la persona ritratta,
  • l’attività da essa svolta,
  • l’ambiente in cui vive e
  • la sensibilità sociale del momento.

La giurisprudenza ha considerato non lesiva dell’onore, della reputazione o del decoro la pubblicazione della fotografia di una cubista scattata durante una serata in discoteca.

C) I minori.

Non sono liberamente pubblicabili le immagini dei minori coinvolti in procedimenti penali né quelle di soggetti ammanettati o sottoposti ad altri mezzi di coercizione fisica.

E’ vietata la pubblicazione dell’immagine dei minorenni che siano coinvolti in un processo penale in veste di testimoni, persone offese o danneggiati dal reato.

Possono consentirne la pubblicazione:

  • il tribunale per i minorenni, nell’interesse esclusivo del minorenne, o
  • il minorenne stesso che abbia compiuto i sedici anni.

E’ vietata, salvo che la persona vi consenta, la pubblicazione dell’immagine di persona privata della libertà personale ripresa con manette ai polsi ovvero con altro mezzo di coercizione fisica.

Al di fuori delle ipotesi espressamente previste, la pubblicazione delle immagini di una persona privata della libertà personale va invece ritenuta lecita. In altri termini, la foto di un imputato in stato di arresto, se lo ritrae in una posa in cui non sono visibili le manette, non incontra alcun divieto normativo alla sua pubblicazione.

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Claudia è un avvocato che si occupa di diritto d’autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, sceneggiatori, registi, produttori cinematografici e televisivi indipendenti, musicisti e fotografi.

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