Valore artistico dell’opera e tutelabilità dell’industrial design

Valore artistico dell’opera e tutelabilità dell’industrial design

Il disegno industriale è l’uso sia di arti applicate che di scienze applicate al fine di migliorare estetica, ergonomia, funzionalità e/o usabilità di un prodotto, e si può occupare anche del miglioramento della commerciabilità o persino della produzione.

Nel diritto della proprietà intellettuale, i disegni industriali si riferiscono all’estetica o all’aspetto esteriore di un prodotto.

Essi sono ciò che rende un prodotto attraente o desiderabile all’occhio dei consumatori.

L’aspetto gradevole di un oggetto è una delle considerazioni chiave messe in atto dal consumatore al momento di scegliere un prodotto piuttosto che un altro.

Il disegno industriale aiuta le imprese a differenziare i propri prodotti da quelli dei concorrenti e ad accrescerne la rinomanza. Ecco spiegata l’importanza del perché assicurare una corretta protezione del disegno industriale.

Cass. civ. Sez. I, 23/03/2017, n. 7477

Il valore artistico richiesto per la proteggibilità dell’opera di industrial design non può essere escluso dalla serialità della produzione degli articoli concepiti progettualmente, che è connotazione propria di tutte le opere di tale natura, ma va ricavato da indicatori oggettivi, non necessariamente concorrenti, quali il riconoscimento, da parte degli ambienti culturali ed istituzionali, circa la sussistenza di qualità estetiche ed artistiche, l’esposizione in mostre o musei, la pubblicazione su riviste specializzate, l’attribuzione di premi, l’acquisto di un valore di mercato così elevato da trascendere quello legato soltanto alla sua funzionalità ovvero la creazione da parte di un noto artista.

Cass. civ. Sez. I, 13/11/2015, n. 23292

Ai fini della tutelabilità, in base alla normativa sul diritto d’autore, di una creazione d’arte applicata all’industria, l’art. 2, n. 10, della l. n. 633 del 1941 esige che l’opera di “industrial design” abbia un “quid pluris” costituito dal valore artistico, la cui prova spetta alla parte che ne invoca la protezione, che può essere ricavato da una serie di parametri oggettivi, non necessariamente tutti presenti in concreto, quali il riconoscimento, da parte degli ambienti culturali ed istituzionali, circa la sussistenza di qualità estetiche ed artistiche, l’esposizione in mostre o musei, la pubblicazione su riviste specializzate, l’attribuzione di premi, l’acquisto di un valore di mercato così elevato da trascendere quello legato soltanto alla sua funzionalità ovvero la creazione da parte di un noto artista. (Cassa con rinvio, App. Venezia, 07/03/2013).

Cass. civ. Sez. I, 07/12/1994, n. 10516

Posto che: 1) le opere del c.d. “industrial design” sono da considerarsi modelli di arte applicata all’industria; 2) nelle opere tridimensionali non è scindibile il valore artistico dal prodotto industriale, dette opere creative non rientrano nell’oggetto di tutela della legge sul diritto d’autore (nella specie, la cassazione ha negato la tutela del diritto d’autore al modello di poltrona ideato da Le Corbusier, escludendo altresì che potesse considerarsi opera dell’architettura).

Cass. civ. Sez. I, 07/12/1994, n. 10516

Ai sensi dell’art. 2 n. 4 l. 22 aprile 1941 n. 633, ai fini della tutelabilità, in base alla normativa sul diritto d’autore, di una creazione d’arte applicata all’industria (c.d. “industrial design“) – caratterizzata dall’esigenza di coniugare i valori estetici con quelli funzionali, e soprattutto di concepire la forma di un prodotto in serie a livello industriale in modo che sia al tempo stesso esteticamente pregevole e adatta alla sua funzione pratica ed alle esigenze della produzione – è necessaria, oltre che la sussistenza delle caratteristiche di creatività, originalità e novità, proprie dell’opera stessa, la scindibilità del valore artistico dell’opera dal carattere industriale del prodotto al quale essa è in concreto associata, scindibilità da intendersi in senso ideale, quale idoneità dell’opera ad essere oggetto di un’autonoma valutazione a prescindere dal supporto materiale sul quale essa possa essere stata apposta.

La suddetta scindibilità non può sussistere negli oggetti tridimensionali – con conseguente inapplicabilità della tutela prevista dalla normativa sul diritto d’autore – nei quali, infatti, l’opera d’arte (il c.d. “corpus mysticum”) non è pensabile, nè fruibile, separatamente dal contesto (e cioè dal c.d. “corpus mechanicum”), atteso che, sotto il profilo estetico, non è possibile una valutazione di essa che prescinda dal relativo supporto, senza il quale viene meno la funzione industriale e, in definitiva, lo stesso prodotto; la scindibilità può invece sussistere nei prodotti bidimensionali, atteso che in tal caso l’opera d’arte può esprimersi indipendentemente dal prodotto industriale essendo idealmente separabile dal supporto al quale essa è collegato; con riferimento a tali prodotti, pertanto, si pone l’alternativa tra la tutela del diritto d’autore, quando l’opera è pensabile e fruibile indipendentemente dall’oggetto cui inerisce, e la tutela del modello ornamentale, (la quale, ai sensi dell’art. 5 d.P.R. 25 agosto 1940 n. 1411, non è cumulabile con quella sul diritto d’autore) quando manchi il requisito della scindibilità ovvero, l’opera, sebbene scindibile, costituisca solo uno speciale ornamento.

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