Requisiti del format e tutela del diritto d’autore

Non esiste una definizione legislativa di format, né il format è elencato tra le opere dell’ingegno tutelate dalla legge sul diritto d’autore (legge 22 aprile 1941 n. 633 e succ. mod; la “Legge Autore”).

Ciò nonostante è pacifico che anche il format possa beneficiare della tutela di diritto d’autore. Come per le altre opere dell’ingegno, per ricadere nella protezione, il format deve presentare un livello minimo di compiutezza espressiva e, ovviamente, di creatività.

Non è necessaria un’esposizione minuziosa e analitica, ma è sufficiente che la descrizione del format fornisca elementi idonei a caratterizzare in modo definitivo almeno la natura e lo svolgimento degli eventi/elementi, senza quindi limitarsi ad una enunciazione schematica di successive idee embrionali che dia luogo soltanto alla generica indicazione dei temi.

I requisiti del format per la sua tutela

La Suprema Corte parte  dalla definizione di format elaborata dalla SIAE, ribadendo come sia necessario che il format di un programma televisivo sia dotato di compiutezza espressiva, ossia che presenti una struttura programmatica, l’individuazione degli elementi strutturali della vicenda, della sua ambientazione nel tempo e nello spazio, dei personaggi principali, del loro carattere e del filo conduttore della narrazione. (In senso conforme: Cass. civ., Sez. I, Sent., 17.02.2010, n. 3817).

In mancanza di tali elementi non è possibile accordare al format televisivo la tutela tipica del diritto d’autore perché si sarebbe in presenza “di un’ideazione ancora così vaga e generica da esser paragonabile ad una scatola vuota, priva di qualsiasi utilizzabilità mercantile e carente dei requisiti di creatività ed individualità indispensabili per la configurabilità stessa di un’opera dell’ingegno» 4 ( Al riguardo si veda: Cass. civ., Sez. I, Sent., 13.10.2011, n. 21172). Ciò in linea con il principio informatore del diritto d’autore a mente del quale non vengono protette le idee, ancorché creative e nuove, bensì la forma espressiva che tali idee assumono.

La creatività

La tutelabilità autorale del format, prosegue la Cassazione, va inoltre subordinata alla sussistenza del requisito della creatività introdotto dall’articolo 1 della LDA, quale personale e individuale espressione della personalità artistica dell’autore, senza tuttavia esigere che l’opera frutto di tale creatività sia dotata di novità oggettiva. In altri termini, occorre che l’opera sia il risultato di un “atto creativo, seppur minimo, suscettibile di manifestazione nel mondo esteriore, con la conseguenza che la creatività non può essere esclusa soltanto perché l’opera consiste in idee e nozioni semplici ricomprese nel patrimonio intellettuale di persone aventi esperienza nella materia”. (In tal senso si veda la sentenza del Tribunale di Roma del 13 ottobre 2005, n. 21745, relativa a noti programmi televisivi, nonché successivamente, Trib. Roma, Sez. Specializzata in Materia d’Impresa, Sent., 18.01.2017 in Darts-ip.)

Tutela legale del format.

Cosa vuol dire format?

Per format s’intende l’opera dell’ingegno avente struttura originale ed esplicativa di uno spettacolo e compiuta nell’articolazione delle sue fasi sequenziali e tematiche, idonea a essere rappresentata in un’azione radiotelevisiva o teatrale, immediatamente o attraverso interventi di adattamento o di elaborazione o di trasposizione, anche in vista della creazione di multipli.

Tutela legale del format e la dicitura “format derivante”.

Cosa si intende per format derivante?

L’autore aveva mantenuto il 50% di tutti i diritti di utilizzazione economica e di sfruttamento di un format, che aveva successivamente ceduto ad altra società.

In particolare, la questione interpretativa che riguardava la dicitura di format derivante all’interno di un accordo di distribuzione, ha investito la possibilità dell’autore di cedere la propria quota del 50% a una società terza rispetto alla società di produzione del programma televisivo, con il fine di realizzare una nuova edizione della trasmissione.

Tutela legale del format e motivo del contendere

Il motivo del contendere riguarda l’attribuzione dei diritti su un format televisivo e l’interpretazione di una clausola contrattuale nel contratto sottoscritto tra produzione e autore.

Va premesso che ai fini della tutela, l’opera deve comunque presentare i seguenti elementi qualificanti: titolo, struttura narrativa di base, apparato scenico e personaggi fissi.

Con il contratto di appalto sottoscritto con la produzione, l’autore ha ceduto alla medesima un progetto di programma televisivodefinito, nel prosieguo del contratto, come “Il Progetto”, depositato alla sezione DOR della SIAE.

L’oggetto dell’appalto era, dunque, il “Progetto”, comprensivo del titolo, logo e grafica in tutto il mondo, con l’obbligo previsto in capo alla produzione di affidarne la realizzazione all’autore e concedere al medesimo il 50% dei diritti di utilizzazione sul format derivante.

Per format derivante si intendeva, così come specificato nel contratto stesso, il format derivante dalla concreta realizzazione e messa in onda della produzione ovvero il 50% del programma finito.

Tale definizione era univoca, nel senso che veniva più volte citata e richiamata all’interno dell’accordo in maniera non equivoca ed in particolare nel contratto si ribadiva:

  • la cessione in esclusiva alla produzione del Progetto format televisivo;
  • l’affidamento all’autore della realizzazione della produzione;
  • la suddivisione in ragione del 50% alla produzione e del 50% all’autore dei diritti di utilizzazione e sfruttamento del format derivante

Il mandato senza rappresentanza di distribuzione e commercializzazione del format derivante alla produzione era dunque da intendersi relativo al programma audiovisivo finito ed andato in onda con suddivisione dei proventi netti 50% all’Autore e 50% alla produzione.

In buona sostanza, la disciplina inserita nel contratto si riferiva unicamente alla distribuzione e commercializzazione del prodotto audiovisivo in sé e non era applicabile ai diritti di utilizzazione economica dello stesso.

Quanto sopra, in particolare, si evinceva non solo dal tenore letterale dell’articolo in disamina, ma anche in forza della disciplina di rendicontazione ivi inserita che non avrebbe avuto senso nell’ipotesi di cessione dei soli diritti di utilizzazione economica riferiti al format stesso.

In buona sostanza, il mandato non copriva i diritti di utilizzo e sfruttamento nella disponibilità dell’autore ma solo ed unicamente, come già detto, la sua successiva distribuzione e commercializzazione.

Ne è conseguito, considerato il tenore letterale dell’accordo sottoscritto tra la produzione e l’autore, e non suscettibile di diversa interpretazione, che la cessione di questo 50% dall’autore alla società terza è stato considerato valido ed efficace.

Tutela legale del format derivante.

A riprova della tesi di validità il fatto che l’ipotesi di cessione del 50% dei diritti di utilizzazione economica nella disponibilità dell’autore era disciplinata sotto un diverso articolo del contratto stesso e contemplava 3 distinte possibilità:

  • la prima: che la produzione intenda procedere alla suddetta realizzazione; in questo caso l’autore si sarebbe dichiarato disponibile a cedere la propria quota del 50% dei diritti sul format derivante;
  • la seconda: che la produzione e l’autore non si accordino sulle condizioni economiche; in questo caso la produzione poteva chiedere all’autore, e quest’ultima si dichiarava disponibile a concedere, una licenza della propria quota del 50% dei diritti di utilizzazione sul format derivante, a condizione che fosse affidata all’autore la produzione esecutiva;
  • la terza era che la produzione non intendesse realizzare la produzione e che l’autore producesse per terzi: la produzione si impegnava a cedere la licenza del 50% di Sua proprietà.

Il caso che l’autore intendesse cedere a una terza società la propria quota mantenendo la volontà, assieme alla rete committente, di realizzare il progetto non era disciplinata, ne è conseguito che tale cessione non era sottoposta ad alcun vincolo o obbligo di qualsivoglia natura.

Per questo motivo si è considerato il contratto di cessione del 50% intercorso tra l’autore e la società terza valido ed efficace, laddove la volontà comune di tutte le parti coinvolte era di procedere alla realizzazione della seconda edizione del programma in parola, mantenendo la creatività artistica in capo all’autore.

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