Le alternative alla SIAE: guida aggiornata 2026
Le alternative alla SIAE esistono, sono legali e — per alcuni autori — sono la scelta più conveniente. Questa guida fa il punto sulla situazione attuale: chi sono gli operatori attivi, cosa gestiscono, e come orientarsi nella scelta.
Il mercato italiano della gestione collettiva: cosa è cambiato
Fino al 2017, la SIAE aveva in Italia un monopolio di fatto sulla gestione dei diritti d’autore. La situazione è cambiata con il D. Lgs. n. 35/2017, che ha recepito la Direttiva europea 2014/26/UE (c.d. “Direttiva Barnier”) aprendo il mercato a nuovi operatori: gli Organismi di Gestione Collettiva (OGC) e le Entità di Gestione Indipendenti (EGI).
Dal punto di vista pratico, questo significa che oggi in Italia non basta ottenere la licenza SIAE per essere in regola: bisogna verificare a quale collecting appartiene il repertorio che si intende utilizzare, e rivolgersi all’ente corretto.
Il cambiamento più rilevante degli ultimi anni riguarda Soundreef e LEA. Fino al 31 dicembre 2024, Soundreef operava in Italia tramite LEA (Liberi Editori e Autori), l’entità di gestione indipendente attraverso cui raccoglieva i diritti sul territorio nazionale. Dal 1° gennaio 2025, LEA è stata posta in liquidazione e Soundreef opera direttamente in Italia come EGI con sede in Irlanda. Chiunque abbia letto articoli che parlano di LEA come soggetto attivo sta leggendo informazioni superate.
SIAE o Soundreef: la distinzione fondamentale per gli autori musicali
Per gli autori e compositori musicali, la scelta principale è tra SIAE e Soundreef. Si tratta di mandati alternativi: non si possono avere entrambi per gli stessi brani (salvo casi particolari). È una decisione che va ponderata con cura.
SIAE — Società Italiana degli Autori ed Editori
La SIAE gestisce il 99,2% del repertorio musicale utilizzato in Italia (dato AGCOM, Delibera 142/25/CONS relativa all’anno 2024). È un Organismo di Gestione Collettiva con una rete capillare di sportelli su tutto il territorio, accordi di reciproca rappresentanza con oltre 180 collecting internazionali, e competenza che va oltre la musica (letteratura, cinema, teatro, arti visive).
Va scelta da chi:
- suona musica classica, lirica o in contesti tradizionali (sagre, piazze, teatri) dove gli organizzatori gestiscono i permessi tramite gli sportelli locali SIAE;
- ha un repertorio che gira su radio e TV nazionali, dove la rappresentatività della SIAE è quasi totale;
- necessita di copertura internazionale strutturata attraverso le collecting partner.
Soundreef
Soundreef è un’EGI con sede in Irlanda, specializzata nel settore musicale. Opera in Italia direttamente dal 2025, senza più passare da LEA. Il suo sistema di ripartizione è analitico: ogni esecuzione viene identificata e rendicontata individualmente, senza stime statistiche o ripartizioni forfettarie. Questo si traduce, in teoria, in maggiore trasparenza nella distribuzione delle royalty.
Va valutata da chi:
- fa musica prevalentemente digitale o in circuiti di locali e club che già adottano il borderò Soundreef;
- è un artista emergente con un modello di business orientato allo streaming e ai live nei centri urbani;
- cerca tempi di rendicontazione più rapidi rispetto ai cicli tradizionali SIAE.
Attenzione pratica: dal 2025, chi organizza un evento con musica di autori SIAE e autori Soundreef deve ottenere due licenze distinte. Questo è un elemento che gli organizzatori di eventi devono conoscere per non incorrere in violazioni.
I diritti connessi: NUOVO IMAIE, SCF e le altre opzioni
Questa è la distinzione che molti artisti non conoscono, e che costa loro denaro ogni anno.
Il diritto d’autore tutela la composizione (chi scrive musica e testo): è il dominio di SIAE e Soundreef. I diritti connessi tutelano invece l’artista interprete o esecutore e il produttore fonografico: sono una categoria separata e richiedono iscrizioni distinte.
- NUOVO IMAIE è l’ente di riferimento per gli artisti interpreti ed esecutori (cantanti, musicisti). L’iscrizione è gratuita. Ogni volta che una registrazione gira in radio, TV o in un locale pubblico, l’artista che l’ha eseguita ha diritto a un compenso che viene riscosso da NUOVO IMAIE — indipendentemente da chi gestisce il diritto d’autore sulla composizione. Esistono anche alternative più recenti come It’sRight e GetSound.
- SCF (Società Consortile Fonografici) gestisce invece i diritti connessi dei produttori discografici per la diffusione in pubblico delle registrazioni.
Iscriversi a SIAE o Soundreef non sostituisce l’iscrizione a NUOVO IMAIE. Se hai inciso un disco, dovresti essere iscritto a entrambi.
Patamu: per il deposito e la marcatura delle opere
Patamu non è una collecting nel senso stretto — non riscuote royalty per conto degli autori. È una piattaforma italiana per il deposito e la marcatura temporale delle opere creative: fornisce una prova opponibile della data di creazione, utile in caso di contestazioni di plagio o rivendicazioni di paternità.
Il servizio è gratuito per il deposito base ed è compatibile con qualsiasi scelta di gestione collettiva. È uno strumento complementare, non alternativo a SIAE o Soundreef.
Schema decisionale: chi ha bisogno di cosa
| Sei… | Ente principale | Da aggiungere |
|---|---|---|
| Autore/compositore musicale | SIAE oppure Soundreef | NUOVO IMAIE (se esegui anche) |
| Artista interprete che non compone | Nessuna collecting per il d’autore | NUOVO IMAIE (obbligatorio) |
| Produttore discografico | — | SCF |
| Organizzatore di eventi musicali | Licenza SIAE e/o Soundreef (in base al repertorio) | Verifica il repertorio prima dell’evento |
| Autore di opere non musicali (letteratura, cinema) | SIAE | — |
Il ruolo del legale nella scelta
La scelta della collecting non è solo una questione amministrativa: ha riflessi diretti sui contratti con editori, produttori e piattaforme di distribuzione digitale. Alcuni contratti editoriali prevedono clausole di mandato che vincolano la scelta della collecting; altri definiscono le modalità di suddivisione delle royalty tra autore ed editore in base alle quote di repertorio.
Prima di iscriversi a una collecting — e ancor più prima di firmare un contratto che la riguarda — è utile farsi assistere da un professionista che conosca il settore. Non solo per evitare errori nelle dichiarazioni delle opere, ma per verificare che la scelta sia coerente con il proprio modello di business e con gli accordi già in essere.
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