Il valore evocativo di elementi non direttamente riconducibili al personaggio famoso nel diritto di immagine

Il diritto di immagine e il valore evocativo di elementi non direttamente riconducibili al personaggio famoso: Audrey Hepburn, Dalla e Totò

Il diritto di immagine e il valore evocativo degli elementi

La tutela dell’immagine della persona fisica si estende a ricomprendere anche elementi non direttamente riconducibili alla persona nota. Parliamo, per esempio, dell’abbigliamento, degli ornamenti, del trucco, anche indossati da una modella-sosia che ne riproduce gli elementi essenziali. Questo perché,nella mente del consumatore, essi richiamano immediatamente e direttamente quel personaggio cui essi sono legati.

L’uso del sosia

Pertanto, l’utilizzo non autorizzato di una sosia, che impieghi gli elementi caratterizzanti il personaggio di Audrey Hepburn impersonificato in “Colazione da Tiffany” senza il consenso degli eredi, costituisce violazione del diritto all’immagine ex art. 10 c.c. in quanto oggetto di tutela sulla base della normativa civilistica e dei relativi fondamenti costituzionali (art. 2 Cost.).

Chi lo dice?

Il Tribunale di Milano si è pronunciato in favore della tutela del diritto di immagine dell’attrice. Con sentenza n. 766 del  21 gennaio 2015 a conclusione della causa promossa dagli eredi di Audrey Hepburn nei confronti di Caleffi S.p.a., ha riconosciuto l’indebito utilizzo non del ritratto e delle fattezze della Hepburn, ma di alcuni elementi che, anche se non direttamente riferibili a lei sola, per la loro peculiarità ed il loro valore evocativo sono idonei a richiamare in via immediata nella percezione del pubblico l’attrice, alla quale tali elementi (abbigliamento, ornamenti, acconciatura) sono ormai indissolubilmente collegati. La decisione conferma un orientamento giurisprudenziale risalente e mai disatteso che riconosce il valore evocativo di quegli elementi iconici che immediatamente richiamino nell’immaginario collettivo personaggi noti al pubblico.Il diritto di immagine e il valore evocativo di elementi non direttamente riconducibili al personaggio famoso: Audrey Hepburn, Dalla e Totò

Nella sua campagna Caleffi ha operato una ricostruzione fotografica di un contesto e di un personaggio (interpretato da una modella) che, a detta degli eredi dell’attrice, riprendeva elementi e ambientazione idonei a richiamare nella mente del pubblico l’immagine di Audrey Hepburn nella celebre sequenza dell’opera cinematografica “Colazione da Tiffany” in cui l’attrice, vestita in abiti eleganti, è intenta ad osservare la vetrina della nota gioielleria Tiffany a New York. Caleffi si è difesa sostenendo che la propria campagna mostrava esclusivamente una modella (non un sosia dell’attrice) che voleva rappresentare una donna elegante intenta ad osservare la vetrina di una gioielleria e che, pertanto, non sussisteva una violazione del diritto di immagine di Audrey Hepburn, non avendo la campagna utilizzato il ritratto o le fattezze dell’attrice.

Il diritto di immagine e il valore evocativo di elementi anche non appartenenti al personaggio noto: tra i precedenti

La decisione della Pretura di Roma del 1984 che ha riconosciuto la lesione del diritto d’immagine di Lucio Dalla per essere stati riprodotti in una campagna pubblicitaria un copricapo a zucchetto di lana e di un paio di occhialetti a binocolo (prediletti dal noto cantautore).

Il diritto di immagine e il valore evocativo di elementi non direttamente riconducibili al personaggio famoso: Audrey Hepburn, Dalla e Totò

Successivamente, la sentenza della Cassazione n. 2223 del 12 marzo 1997,

che aveva disatteso la decisione del giudice di merito e di appello che aveva negato la violazione dei diritti della personalità di Totò da parte di Sperlari, per avere la stessa utilizzato un marchio costituito dalla parola «Totò» e dalla riproduzione stilizzata di alcuni elementi fisionomici (naso storto e occhi a mandorla) tipici del noto attore napoletano, per contraddistinguere una linea di cioccolatini. La Cassazione ha affermato che in tale caso fosse necessario valutare se l’immagine, ancorché stilizzata e non figurativa dell’attore, risultasse evocatrice della identità personale dello stesso, ancora vivente nella realtà dello spettacolo cinematografico e televisivo, con l’intento di far riverberare la simpatia dei consumatori verso quell’attore sul prodotto reclamizzato, sfruttandone così la notorietà.Il diritto di immagine e il valore evocativo di elementi non direttamente riconducibili al personaggio famoso: Audrey Hepburn, Dalla e Totò

Lo Studio Legale Dandi fornisce assistenza legale in Copyright e tutela del Diritto d'Autore e Fashion Law. Dai un'occhiata ai nostri servizi oppure contattaci!

Claudia è un avvocato che si occupa di diritto d’autore, dei media e dell’entertainment. Rappresenta autori, sceneggiatori, registi, produttori cinematografici e televisivi indipendenti, musicisti e fotografi.

Site Footer